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Alcaraz re della palla corta: Guillermo Coria non ha dubbi

di SuperTennis   
Alcaraz re della palla corta: Guillermo Coria non ha dubbi

La palla corta è uno dei colpi simbolo nel repertorio di Carlos Alcaraz. L'anno scorso al Miami Open presented by Itau ne ha giocate 50 e ha ottenuto 35 punti. E' anche grazie a questo colpo, uno dei più identificativi del suo completo repertorio tecnico, che ha conquistato il suo primo titolo in carriera in un Masters 1000.

Il murciano, tornato a Miami da campione in carica, deve vincere il titolo per il secondo anno consecutivo per rimanere numero 1 del mondo. In questa edizione del torneo, Alcaraz debutta all'Hard Rock Stadium contro l'argentino Facundo Bagnis, numero 100 del mondo, che ha perso tutte le sedici partite giocate contro un Top 30 in carriera. 


La sua palla corta ha attirato l'attenzione di un altro argentino, l'ex numero 3 del mondo Guillermo Coria, sconfitto nell'epica finale 2005 degli Internazionali BNL d'Italia da Rafa Nadal, di cui Alcaraz è considerato l'erede.

"E' un giocatore molto intelligente, legge il gioco davvero bene - ha detto al sito dell'ATP -. La sua palla corta è straordinaria, la gioca quando deve essere giocata. Prepara benissimo il punto prima di eseguirla e soprattutto la maschera benissimo". 


Coria ha raccontato tutta la sua ammirazione per la completezza tecnica di Alcaraz, e per la capacità di fare ricorso con efficacia alla palla corta anche sulle superfici veloci e nei momenti di maggiore pressione nell'arco di una partita.

"Secondo me, ha una delle tre palle corte migliori tra i giocatori in attività - ha detto Coria -, insieme a Andy Murray e Novak Djokovic".

La palla corta, diceva Alcaraz in un video per i canali ufficiali dell'ATP, "è un colpo difficile, se non la esegui bene l'avversario ha tutto il tempo di arrivarci e farti il punto. In questo modo, anche se dovesse riuscire ad arrivare sulla palla, per me poi è più facile giocare un passante o scavalcarlo con un pallonetto".


Oggi capitano della nazionale argentina di Coppa Davis, Coria ha messo in evidenza un altro aspetto a suo giudizio rilevante per spiegare il successo della smorzata nel gioco di Alcaraz.

"Quando il suo avversario è in difesa, non puoi dire se Carlos tirerà in un angolo o nell'altro, o se giocherà una palla corta - ha detto -. In genere, però, si aspettano che la palla torni indietro forte, per cui rimangono sorpresi [se esegue la smorzata]. In più la gioca bene sia di rovescio sia di diritto".

Quando la esegue di diritto, spesso Alcaraz la gioca in diagonale, per cui l'avversario può arrivare a dover coprire quasi undici metri in appena 2,1 secondi. Una missione tutt'altro che semplice.

in più, sa eseguirla con grande efficienza anche immediatamente dopo il servizio. "Probabilmente è la combinazione migliore - ha spiegato Alcaraz -. Quando metti un bel servizio in kick e mandi il tuo avversario a rispondere molto lontano dal campo, la cosa migliore è giocare subito la palla corta. E' uno degli schemi che preferisco". 


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