"Zverev provò a soffocarmi con un cuscino durante gli US Open". "Bugie che mi rendono triste"

L'ex fidanzata del tennista tedesco denuncia sui social di aver subito "violenze domestiche". "Sascha" si difende: "Accuse infondate e semplicemente non vere"

'Zverev provò a soffocarmi con un cuscino durante gli US Open'. 'Bugie che mi rendono triste'
di Tiscali Sport

Un post su Instagram ha scatenato una bufera nel mondo del tennis. L'ex fidanzata di Alexander Zverev ha rivelato di essere stata vittima di violenze accusando il tennista tedesco di origini russe e numero 7 della classifica ATP. Secondo la ricostruzione di Sharypova, durante gli US Open 2019 Zverev avrebbe cercato di soffocarla.

"Ha provato a soffocarmi con un cuscino"

"Ha provato a soffocarmi con un cuscino - ha scritto su Istangram -, mi ha sbattuto la testa contro il muro, mi ha storto le mani e in quel momento avevo davvero paura per la mia vita. Non era la prima volta che succedeva", la denuncia della fotografa su Instagram. In realtà Zverev non viene nominato nel post, ma Sharypova ha confermato ai media russi che stava parlando del tennista. "Ero tornata in albergo, ebbe un impeto di rabbia e mi aggredì. Poi mi chiuse fuori di camera lanciandomi i bagagli. Sono corsa fuori dall'hotel a piedi nudi. Ero sola in strada a New York e non sapevo dove andare e cosa fare", ha aggiunto.

"Bugie che mi rendono triste"

Sui social è arrivata anche la risposta di Zverev. Il tennista tedesco ha definito le accuse dell'ex fidanzata "infondate" e "semplicemente non vere". "Ho letto sui media le accuse infondate della mia ex ragazza Olga Sharypova... E mi rendono molto triste - ha scritto 'Sascha' su Twitter -. Ci conosciamo da quando eravamo bambini e abbiamo condiviso molte esperienze insieme. Mi dispiace molto che lei abbia fatto queste affermazioni. Perché le accuse semplicemente non sono vere". "Abbiamo avuto una relazione, ma è finita molto tempo fa - ha aggiunto il tennista -. Perché Olga stia facendo queste accuse ora, non lo so. Spero che troveremo un modo più ragionevole e rispettoso per confrontarci".