Da bad boy a buonisti: McEnroe scommette su Kyrgios!

Da bad boy a buonisti: McEnroe scommette su Kyrgios!

“Devolverò mille dollari per ogni set che vincerai nel torneo da qui in avanti”. Chi l’ha detto? Chi avrebbe mai potuto dire una cosa del genere? Quale ex campione ha mai fatto un gesto simile, scommettendo sulle prestazioni di un collega dei tempi moderni?

La promessa, al microfono della Melbourne Arena di Melbourne, nella seconda giornata degli Australian Open, è ancora più clamorosa perché la pronuncia John McEnroe, oggi ambasciatore del tennis, telecronista di grido ed esempio del suo sport, ieri numero 1 dei “bad boy”, che proprio il 21 gennaio di esattamente 30 anni fa, nell’edizione 1990 del primo Slam stagionale, entrava nella storia del torneo come il primo giocatore ad essere espulso per cattiva condotta. Per aver ingiuriato gli arbitri. Il secondo negli Slam, 17 anni dopo lo spagnolo Willie Alvarez al Roland Garros 1963.

Mentre oggi, commosso dal comportamento del suo erede fra i cattivi ragazzi, quel Nick Kyrgios che ha anche guidato, da capitano, nella Laver Cup, e che si è offerto di guidare come coach, lancia in mondovisione questa singolare e generosa proposta. Lui, proprio “Superbrat”, come l’avevano definito i giornali inglesi durante le sue guerre contro gli arbitri e i parrucconi di Wimbledon. Il torneo mito che gli aveva anche negato l’iscrizione automatica a membro ufficiale dopo aver vinto il titolo, per aver disertato sdegnato il Ballo dei Campioni (“Preferisco andar fuori a cena con gli amici”) e aver invitato la moglie del presidente del circolo del Queen’s, la settimana prima dei Championships, a infilarsi in un certo posto il manico della racchetta.


 “Sono rimasto molto colpito dal tuo atteggiamento e dalla tua donazione di 200 dollari per ogni ace ai vigili del fuoco che tanto stanno aiutando le popolazioni danneggiate dalle devastazioni che hanno colpito tutto il paese”, dice l’ex “Super Moccioso” dopo aver elogiato la bella battaglia di Lorenzo Sonego che si arrende a Nick per 6-2 7-6 7-6.

“Basta, per favore, sennò mi emoziono”, commenta l’australiano. Lui, proprio lui, il nuovo collezionista di multe sull’ATP TOUR, che a Roma ha lasciato il campo scagliando una sedia perché annoiato e innervosito dalla melina dell’avversario (Casper Ruud) e ha litigato con tanti colleghi, criticando anche i Big Four per la loro attitudine dentro e fuori del campo.


“Hai visto il tabellone?”, gli chiede sornione John, già pregustando l’eventuale scontro con Rafa Nadal negli ottavi. “Non ho alcuna idea, non ci ho proprio guardato, non ci voglio proprio pensare, voglio solo fare le cose giuste e cercare di vincere più set possibili e mettere giù più ace”, risponde Nick.

Che è talmente sereno e felice da far deragliare anche lo spirito giornalistico di McEnroe. “Questo è forse il mio campo preferito al mondo, chiedo sempre di poter giocare qui, voi ragazzi siete i migliori e sento molto il vostro sostegno. Ero davvero eccitato all’idea di giocare ancora con voi, gli ultimi due mesi sono stati molto commoventi per tutti noi. Di certo stasera non mi sono sentito solo. Con voi dietro mi sento forte e sono pronto ad andare avanti”, proclama sul buonista Kyrgios pronunciando parole davvero insolite per chi è stato ammonito e multato più volte sul circuito per comportamento anti-sportivo, cioè per non essersi più impegnato e aver regalato la partita, non trovando spesso le motivazioni giuste per impegnarsi fino in fondo. Soprattutto contro avversari di seconda fascia.

“Sento che non sto giocando solo per me stesso, ma per molta altra gente. Quest’anno le cose che sono successe in Australia mi fanno concentrare di più”.


In qualche modo, alla sua maniera, il guanto della sfida è lanciato. I media insistono: “L’anno scorso hai detto che ti sentivi motivato all’idea di incontrare giocatori che erano più avanti in tabellone, ci pensi anche qui?”.

Nick, conoscendo bene quali scherzetti possa fare nella sua testa la pressione, vuole dribblare quel nome scottante, Nadal, che non nomina mai: “L’anno scorso, ad Acapulco, ci siamo affrontati al secondo turno al meglio dei tre set. Sapete quant’è stancante un match al meglio dei cinque set: può succedere di tutto. Adesso mi attende Simon o Cuevas. Sarà comunque una battaglia. Ho già giocato con tutti e due e son due buoni giocatori. Per ora non penso più avanti”. E quindi non pensa al 3-4 nel bilancio contro il numero 1 del mondo. Non pensa all’infuocata atmosfera del match in Messico, ai tre match point falliti da Rafa, al suo commento: “Non credo sia cattivo, ma manca un po’ di rispetto verso il pubblico, l’avversario e anche verso se stesso”.