Davis e Fed Cup, lampi d‘azzurro vivo

Davis e Fed Cup, lampi d‘azzurro vivo

Bella ma incompiuta, per ragioni di causa maggiore. L’annata 2020 ha regalato solo vittorie all’Italtennis, sia in Coppa Davis che in Fed Cup, ma ad impedire a chi difendeva il Tricolore di completare il proprio percorso – da un lato con le Finali alla Caja Magica di Madrid e dall’altro con il play-off promozione contro la Romania che vale il ritorno nel World Group – ci ha pensato la pandemia che ha costretto l’ITF a rimandare tutto al 2021. Sperando che nel frattempo le misure di contrasto al Covid-19 siano divenute efficaci.

In ogni caso, grazie anche ad alcuni esordi convincenti, al maschile come al femminile, in attesa del capitolo conclusivo della storia è stata davvero una… maglia azzurro vivo (l’argomento di cui si parlerà nella quarta puntata di “2020 Reloaded” stasera alle 21 su SuperTennis).


FED CUP: CHE POKER PER LE AZZURRE A TALLINN

Seguendo lo scorrere dei mesi del 2020, dunque, le note dell’Inno di Mameli risuonano prima per la Nazionale in rosa, chiamata a disputare il Gruppo I zona Europa/Africa nella prima settimana di febbraio a Tallinn, capitale dell’Estonia, dove si danno appuntamento sette rappresentative, suddivise in due Pool, con formula Round Robin: oltre all’Italia, Ucraina, Croazia, Austria, Estonia, Bulgaria e Grecia.

A inizio anno, ancora prima dei tornei Down Under, la capitana Tathiana Garbin ufficializza le sue scelte: le cinque convocate sono Jasmine Paolini, Camila Giorgi, Martina Trevisan, Elisabetta Cocciaretto e Giulia Gatto-Monticone, alla prima chiamata in maglia azzurra, a 32 anni.

Sul cemento indoor del Tallink Tennis Centre le azzurre rompono il ghiaccio ribadendo la tradizione positiva contro le austriache, costrette nell’occasione a fare a meno della loro numero uno Barbara Haas. Camila Giorgi impiega un set a carburare ma poi supera in rimonta Mira Antonitsch, Jasmine Paolini domina Julia Grabher e la coppia formata da Giulia Gatto-Monticone e Martina Trevisan arrotonda il risultato regolando Melanie Klaffner/Sinja Kraus.


Il giorno seguente le azzurre concedono il bis piegando 2-1 l’Estonia, battuta a sorpresa 24 ore prima dalla Grecia. Cocciaretto bagna il debutto assoluto in singolare liquidando per 61 61 Elena Malygina (“Non potevo desiderare un esordio migliore in nazionale:  il mio sogno era da sempre giocare in Fed Cup”, il commento della 19enne di Porto San Giorgio, accompagnato da un radioso sorriso).

Nella sfida tra le numero uno, invece, Giorgi cede di misura, per 63 46 76(4) ad Anett Kontaveit, reduce dai quarti agli Australian Open, così a decidere la sfida è l’affermazione delle due toscane Paolini e  Trevisan per 63 62 su Valeria Gorlats e Katriin Saar.

Ancora più netto è il successo nel confronto con le elleniche versione baby: Cocciaretto travolge 61 62 la 15enne Dimitra Pavlou, Paolini lascia cinque game (61 64) alla 14enne Michaela Laki, e il duo composto da Cocciaretto e Gatto-Monticone fissa il 3-0 aggiudicandosi per 61 60 il doppio contro Pavlou e Valentini Grammatikopoulou.


Ultimo ostacolo per l’Italia in rosa, prima nella Pool B, per staccare il pass per i play-off è la Croazia, guidata in panchina da Iva Majoli (regina del Roland Garros nel 1997) e seconda classificata della Pool A alle spalle dell’Ucraina di Svitolina e Yastremska. Non tremano nel decisivo testa a testa le azzurre, che completano l’opera terminando imbattute: Cocciaretto si sbarazza con un periodico 63 di Lea Boskovic e a chiudere il discorso ci pensa la Giorgi, imponendosi per 76(4) 64 su Jana Fett. 


“Siamo venute fuori da un periodo difficile – spiega Tathiana Garbin commentando il risultato del Gruppo 1 – Dopo un’epoca segnata da tanti trionfi, abbiamo pagato il contraccolpo dovuto ad un ricambio generazionale fisiologico. Avevamo bisogno di tempo per crescere e ricostruire una nuova identità. Era fondamentale seminare, ora finalmente abbiamo iniziato a raccogliere i frutti del lavoro fatto negli anni scorsi e speriamo di non fermarci. A Tallin, al di là del risultato estremamente positivo, l’aspetto che più mi ha soddisfatta è stato vedere lo spirito di appartenenza di tutte le ragazze, disposte a sacrificare l’io per abbracciare il noi, come fa una vera squadra. Per come era strutturata questa fase di Fed Cup, con quattro sfide ravvicinate senza un giorno di riposo, era importante dosare le energie. Ho trovato la massima disponibilità in ognuna di loro ogni qual volta le ho chiamate in causa. Sono orgogliosa di guidare questo gruppo, ora la cosa più importante è restare unite”.


Dopo essere scivolate ai margini del Gruppo I, le azzurre si sono così guadagnate la possibilità di qualificarsi ai preliminari della Fed Cup. Sulla loro strada, come determinato dall’urna, ci sarà la Romania di Simona Halep, da affrontare in trasferta: la sfida play off per la promozione, che si sarebbe dovuta giocare lo scorso 17 e 18 aprile, per l’emergenza coronavirus è stata rinviata al 5 e 6 febbraio 2021. La vincente conquisterà un posto nei preliminari dell’edizione successiva, mentre in aprile (13-18) andranno in scena le Finali alla Laszlo Papp Sports Arena di Budapest, sede del momento clou fino al 2022. Le 12 nazioni finaliste, secondo il nuovo format, sulla terra rossa della capitale ungherese saranno Francia, Russia, Ungheria, Australia, Bielorussia, Belgio, Stati Uniti, Spagna, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania e Svizzera.


Un’elite del tennis in rosa per nazioni in cui l’Italia, dopo il decennio di trionfi con i quattro titoli in Fed Cup firmati dal gruppo storico (da Francesca Schiavone a Flavia Pennetta, da Roberta Vinci e Sara Errani, senza dimenticare la stessa Garbin e Mara Santangelo),  ambisce a ritornare.

La strada per la risalita, certo, è ancora lunga e irta di insidie, ma l’exploit di Martina Trevisan al Roland Garros, i progressi di Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto, la conferma di Camila Giorgi, autorizzano a guardare al presente e al futuro più o meno immediato con rinnovato ottimismo.


ITALDAVIS AVANTI NEL SILENZIO DI CAGLIARI

Dalle sponde del Mar Baltico nel giro di un mese si passa al sole della Sardegna (per la nona volta l’isola è teatro di un incontro di Coppa Davis), dove il 6 e 7 marzo va in scena il turno preliminare fra Italia e Corea del Sud. Nella cinquina di nomi indicati dal capitano Corrado Barazzutti ci sono due new entry in Nazionale, ovvero Gianluca Mager – reduce dalla prima finale in un “500” a Rio de Janeiro – e Stefano Travaglia ad affiancare Fabio Fognini, Lorenzo Sonego e lo specialista del doppio Simone Bolelli.

Si gioca sui campi in terra rossa all’aperto del Tennis Club Cagliari, dove oltre tremila persone sono pronte a tifare per il Tricolore, ma qualcosa si mette di mezzo: il coronavirus, nemico invisibile ma pericolosissimo. Il governo la sera del 4 marzo decide di far disputare tutte le manifestazioni sportive a porte chiuse: solo gli addetti ai lavori possono assistere alle giornate di gara, caratterizzate da rigorose misure di sicurezza, che poi diventeranno una costante delle nostre vite.


Si gioca quindi in un’atmosfera surreale, già fin dalla presentazione delle squadre. In campo né giudici di linea né raccattapalle (con conseguente uso self service degli asciugamani), ma solo i protagonisti della sfida. Che è senza storia, o quasi, troppa la differenza di valori, specie su questa superficie: Fabio Fognini si sbarazza per 60 63 di Duckhee Lee, primo giocatore della storia non udente a conquistare una vittoria a livello ATP, mentre nel secondo singolare, dopo un paio d’ore di stop per un forte temporale, l’esordiente Gianluca Mager – preferito a Lorenzo Sonego sofferente a un polso – nonostante un po’ di tensione da prima volta supera 63 75 Ji Sung Nam per il 2-0 azzurro a fine prima giornata (saluto precauzionale “con il pugno” tra giocatori, capitani e giudici di sedia). "Ero emozionato per il debutto – conferma il sanremese - avrei voluto il pubblico, 3000 persone tutte per me non mi sono mai capitate. La Sardegna avrà un posto speciale dentro di me…”.


A chiudere il discorso, sabato, il collaudato doppio Fognini-Bolelli, coppia Slam che nel 2015 ha conquistato gli Australian Open: 63 61 al duo Ji Sung Nam e Min-Kyu Song e qualificazione per le Finals in cassaforte (Cagliari si conferma portafortuna per l’ItalDavis: sesta vittoria in altrettante apparizioni). A quel punto capitan Barazzutti concede la soddisfazione del debutto anche a Stefano Travaglia, che lascia un solo game a Yunseong Chung (60 61) per il definitivo 4-0.

“Ricorderò Cagliari per sempre, l’esordio in Davis non si dimentica – sottolinea il marchigiano – E la Sardegna mi ha anche permesso di iniziare il mio percorso come professionista con i tanti tornei che ho giocato al Forte Village”. Proprio quei tornei che però, nella stagione pre-estiva, sono stati appena cancellati.


“Avevamo il pronostico dalla nostra parte e il risultato è stato come speravamo che fosse, ma devo dire che i ragazzi hanno preso con grande serietà e professionalità questo impegno – il commento del capitano non giocatore degli azzurri – In Davis le partite sono sempre difficili e con delle incognite, però come squadra abbiamo avuto il massimo rispetto per gli avversari, giocando ogni match con massima attenzione. E così alla fine i valori sono emersi e siamo contentissimi di andare di nuovo a Madrid. Peccato dover convocare solo cinque giocatori in questo momento di abbondanza del nostro settore maschile...” 

Esterna tante preoccupazioni per il proseguo della stagione però Fognini, intenzionato a volare subito negli Stati Uniti in vista del “1000” di Indian Wells. Piani che da lì a poco saranno sconvolti proprio dal Covid, con il lungo stop all’attività del circuito.


Proprio a causa della pandemia quest'anno l'Insalatiera d'argento non viene assegnata. E’ di fine giugno l’annuncio ufficiale della ITF: le Davis Cup Finals 2020, in calendario dal 23 al 29 novembre alla Caja Magica di Madrid, sono rinviate al 2021 (22-28 novembre). Tra le 18 nazioni partecipanti ci sarà l’Italia – magari con un Jannik Sinner in più a rinforzare un organico già di prim’ordine - insieme con Croazia, Ungheria, Colombia, Stati Uniti, Australia, Germania, Kazakistan, Austria, Svezia, Repubblica Ceca ed Ecuador, le dodici nazionali promosse dal turno preliminare. Già ammesse di diritto le quattro semifinaliste della passata edizione, ovvero Spagna, Canada, Russia e Gran Bretagna e le due wild card Francia e Serbia.

Nell’attesa chi non sa resistere senza le emozioni della competizione a squadre più antica può rivivere quelle del 2019 grazie a “Break Point: A Davis Cup Story”, il documentario disponibile gratuitamente in esclusiva su Rakuten TV che si concentra sulle storie delle squadre che hanno inaugurato un format tutto nuovo. Compresa quella in maglia azzurra…


IL TEMA DEL GIORNO

"2020 Reloaded" vi consentirà di ripercorrere con cadenza quotidiana i momenti chiave della stagione appena conclusa,: dalle imprese azzurre ai record di Djokovic e Nadal, dal ritorno di Azarenka alle sfide di Osaka, dall’assenza di Federer alla crescita di Sinner.

Trentadue racconti testuali al mattino sul nostro sito, trentadue appuntamenti televisivi, ogni sera alle 21 a partire da lunedì 30 novembre per approfondire, riflettere, rivivere  con SuperTennis le grandi emozioni di questo anno unico e, a suo modo, indimenticabile.