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Djokovic "insegue" Stich, suo l'ultimo bis Davis-Nitto ATP Finals: l'intervista

di SuperTennis   
Djokovic 'insegue' Stich, suo l'ultimo bis Davis-Nitto ATP Finals: l'intervista

Novak Djokovic è arrivato a Malaga con un obiettivo chiaro, riuscire in un'impresa mai riuscita negli ultimi trent'anni: vincere nello stesso anno le Nitto ATP Finals e la Coppa Davis.

L'ultimo bis è del 1993, risale al doppio trionfo in casa di Michael Stich che conquistò gli ATP Tour World Championships, come si chiamavano allora quelle che oggi conosciamo come Nitto ATP Finals, alla Festhalle di Francoforte in finale su Pete Sampras. E poi a Dusseldorf, in uno dei padiglioni della Fiera, trasformò la finale di Davis contro l'Australia in un one man show. 

Al "Masters", Stich aveva già partecipato nel 1991, l'anno del suo trionfo a Wimbledon contro Boris Becker. Ma perse tre partite su tre nel girone, sentendosi però apprezzato e sostenuto dal pubblico meno di Becker. "All'epoca pensavo che se i tifosi non facevano abbastanza il tifo per me voleva dire che erano contro di me. Col tempo, invece, ho capito che la loro frustrazione era in fondo la mia frustrazione. I tifosi erano lo specchio di me stesso in campo, per cui quando erano frustrati dovevo lavorare ancora più duro. Se il pubblico era felice, io ero felice" ha spiegato nell'intervista che mi ha concesso per il programma ufficiale delle Nitto ATP Finals 2023.


Nell'edizione 1993, Stich è l'unico giocatore di casa presente a Francoforte. "Venivo da una grande stagione, la seconda in cui avevo vinto titoli su tutte le superfici, ero l'unico che ci era riuscito in circa un decennio. A Francoforte sicuramente ripensavo all'esperienza negativa di due anni prima e volevo far meglio, volevo dimostrare alla gente che ero in grado di vincere quel grande torneo" ha detto.

Nel girone batte Andrey Medvedev, Michael Chang e Jim Courier. In semifinale piega in due tie-break Goran Ivanisevic. "Goran è uno dei migliori battitori di quell'epoca. Io, lui, Pete Sampras, per certi versi avevamo uno stile simile. Soprattutto sulle superfici veloci andavamo all'attacco sempre. A me piaceva giocare contro Goran, a lui invece credo non sia mai piaciuto incontrarmi. Per me, quando lo sfidavo, l'obiettivo era sempre riuscire a mettere la palla in campo in risposta. Non importava la qualità, contava riuscire a cominciare lo scambio. Più volte vedeva tornare indietro la pallina, infatti, più Goran si infastidiva".


Come Ivanisevic, anche il suo avversario in finale, Pete Sampras, non gradiva troppo affrontare il tedesco. "Sampras era un giocatore migliore di me da dietro, era più atletico ma sapeva che non gli davo ritmo. Avevo tante opzioni: potevo giocare lo slice, le palle corte, potevo fare serve and volley o rimanere a fondo campo. Pete amava avere il comando delle operazioni e con me non lo aveva. Poi sapevo che in momenti caldi, ad esempio se in un game si arrivava sul 30-30, nove volte su dieci tirava forte al centro".

Stich vince 7-6(3), 2-6, 7-6(7), 6-2: nei quattro turni di battuta dell'ultimo set ha messo a segno 12 ace. "Quando sei vicino a un grande traguardo e poi lo raggiungi, la prima sensazione che avverti è il sollievo. La gioia, l'adrenalina arrivano dopo, non nei minuti in cui ancora tutto sta succedendo. Dopo il match point sei solo sollevato perché la partita è finita e ti daranno il trofeo per il vincitore e non quello per il finalista".


Il suo percorso in quella stagione si conclude a Dusseldorf. Stich gioca da protagonista la prima finale di Coppa Davis della sua storia. Manca Becker, leader della nazionale che ha alzato l'insalatiera nel 1988 e 1989. E la sua decisione non va giù a Stich, convinto che questo potrebbe ridurre le chance di vittoria contro l'Australia sulla terra rossa al coperto della Fiera di Dusseldorf. "Eravamo sotto pressione perché giocavamo la finale in casa, ma per fortuna abbiamo giocatori che sanno giocare sotto pressione" ha detto Pilic, capitano della nazionale, alla vigilia della finale.


Stich, numero 2 del mondo, apre la finale battendo Jason Stoltenberg, numero 44 e scelto a sorpresa come secondo singolarista al posto di Wally Masur (n.21), 6-7 (2) 6-3 6-1 4-6 6-3. Decisivo il ruolo del capitano, capace di calmare il tedesco dopo il break incassato al primo game del quinto set.

Stich poi conquista il punto del 2-1 in doppio con Patrick Kuhnen, contro una delle coppie iconiche di quegli anni, i "Woodies",  Todd Woodbridge e Mark Woodforde.


Il giorno dopo, nel primo singolare della domenica decisiva, Stich porta il punto della vittoria, la terza nella storia della Germania, con un secco 6-4 6-2 6-2 su Richard Fromberg.

L'anno successivo, nel 1994, Stich crea la sua fondazione per cui ha ricevuto la Croce al Merito Federale. "Fin da giovane ho capito di essere una persona molto fortunata: facevo quello che amavo ed avevo anche successo. Sentivo perciò la responsabilità di restituire qualcosa a chi era meno fortunato di me. All'epoca, quando ho creato la fondazione, ero il più giovane ad averlo mai fatto in Germania - ha detto nell'intervista per il programma delle Nitto ATP Finals -. Da trent'anni aiutiamo bambini affetti dall'HIV. E' una grande motivazione oggi che fare qualcosa per gli altri, impegnarsi nel sociale non attira l'attenzione. Ogni anno che passa la società diventa più egoista, concentrata sulla ricchezza, sul successo finanziario. Per me rimane molto importante occuparmi di chi è meno fortunato".

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