Djokovic: “Posso battere il record Slam”. E la moglie Jelena: "Nel 2018 ha pensato al ritiro"

Djokovic: “Posso battere il record Slam”. E la moglie Jelena: 'Nel 2018 ha pensato al ritiro'

“Penso di avere ancora molte cose da fare in questo sport. Credo di poter vincere il maggior numero di Slam e battere il record per il maggior numero di settimane da numero uno. Questi sono sicuramente i miei obiettivi. Ma allo stesso tempo, non sono l’unica cosa che mi motiva… Ciò che mi alimenta ogni giorno è qualcosa di più legato alla mia crescita personale”. A parlare è Novak Djokovic in un’intervista a Graham Bensinger nell’ambito del talk show “In Depth with Graham Bensinger”, un pogramma che propone interviste one to one con grandi stelle dello sport.

Per quanto riguarda gli Slam, Nole con 17 titoli è al momento al terzo posto dietro ai soli Nadal (19) e Federer (20). Le sue settimane da leader della classifica mondiale è fermo a 282, visto che il ranking ATP è attualmente congelati per la pandemia da coronavirus. Pete Sampras (286) è nel mirino, più lontano ma non irraggiungibile Roger Federer in testa a quota 310 settimane. Prima che scoppiasse l’emergenza da Covid-19 con lo stop al circuito, era stato protagonista di un avvio di stagione eccezionale con nessuna sconfitta (18 i match vinti) e il trionfo agli Australian Open, l’ottavo in carriera a Melbourne nell’unico Slam giocato in questo sciagurato 2020. Il serbo compirà 33 anni il 22 maggio, ma la fine della sua carriera sembra lontana, come confermano le sue parole. “Voglio sicuramente continuare per molto tempo… Ma sono consapevole che il numero di tornei che giocherò diminuirà molto presto. Non potrò giocare a questa intensità per molto tempo, con così tanti tornei e così tanti viaggi. Potrei giocare ancora a 40 anni, ma probabilmente il focus sarà sui tornei più grandi e sui tornei che sono più significativi per me”.

Nel corso della stessa trasmissione tv, la moglie di Nole, Jelena Ristic, ha svelato uno dei periodi più difficili della carriera del marito, la prima parte del 2018, con l’ipotesi di ritiro quando il gomito lo tormentava. “A Miami, nel 2018, incassò una terribile sconfitta da Paire e mi disse che aveva deciso di smettere - ha raccontato Jelena - ci riunì tutti e ci disse che era finita. Non potevo crederci ma lui diede il via libera per avvisare gli sponsor. ‘Voglio essere chiaro con loro, non so se sarà per sei mesi, un anno o per sempre, diceva se vorranno restare al mio fianco bene, altrimenti sarò felice lo stesso'. Poco dopo partimmo per una vacanza con la famiglia e io cercai in ogni modo di riavvicinarlo al tennis. Anche Stefan a un certo punto iniziò a spronarlo: giocava a tennis e diceva ‘Dai papà, ora tocca a te’. Era in abiti da turista, iniziò a servire qualche palla e cominciò a trovare buone sensazioni. Da quel momento, ogni giorno giocava con i bambini finché una mattina si presentò vestito in abiti da tennis. Disse di aver intenzione di chiamare Vajda per chiedergli di tornare ad essere suo coach. Ma per circa dieci giorni aveva avuto il pensiero di smettere, era un anno difficile dopo l'operazione al gomito e con i risultati che non arrivavano”. Il resto è noto: Djokovic chiuse la stagione aggiudicandosi Wimbledon e US Open tornando a dominare.