Gaudenzi: ”Ci dispiace per i contagiati ma ora tutti staranno più attenti”

Gaudenzi: ”Ci dispiace per i contagiati ma ora tutti staranno più attenti”

Uomo avvisato…. Questa volta non è bastato e Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp, usa una bella e chiara metafora per far capire subito la sua posizione su quanto è successo all’Adria Cup: la mancanza di precauzioni, l’assenza di protocolli di sicurezza e di distanziamento e la conseguente positività di campioni del calibro di Novak Djokovic, Grigor Dimitrov, Borna Coric e Viktor Troicki. La metafora dei bambini che pensano che mettersi il casco per andare in bicicletta sia una precauzione inutile e fastidiosa. Poi sbattono la testa e cambiano idea.

 

In un’intervista telefonica con il New York Times ha spiegato che l’ATP aveva raccomandato ai giocatori che partecipavano Adria Tour e ad altri eventi al di fuori dal calendario ufficiale di prendere "adeguate precauzioni e rispettare il distanziamento sociale". Ma in quei frangenti l'ATP stessa non aveva giurisdizione per imporre norme di sicurezza.

"Ovviamente ci dispiace molto per i giocatori", ha detto Gaudenzi “Vogliamo che si riprendano il prima possibile. So che ci sono state molte critiche, ma d'altra parte, noi dell'ATP, dell'USTA e tutti gli altri Enti, dobbiamo essere molto attenti ma anche consapevoli che pur adottando misure estreme, potrebbe capitare di trovare alcuni giocatori positivi ai tamponi. Non è necessario che i giocatori e le persone si abbracciano perché qualcuno venga contagiato. E’ un rischio che corriamo tutti ".

Quello che è successo all’Adria Tour con i giocatori postivi al Covid-19 potrebbe aiutare a rendere più sicuri gli eventi successivi, ha sostenuto Gaudenzi, rendendo i giocatori più disposti a rimanere in un ambiente chiuso e controllato, necessario per ridurre il rischio di infezione.

"È un po' come quando dici ai tuoi figli di mettersi il caschetto quando stanno imparando ad andare in bicicletta" ha detto Gaudenzi. La prima risposta è: no, no, no. Poi vanno in bici, cascano e da quel momento il casco decidono di metterselo. Ora sappiamo tutti quanto sia facile prendersi il Covid-19, quindi staremo ancora più attenti e probabilmente saremo più disponibili ad accettare di stare dentro una bolla protetta".