Il futuro dei Giochi nel segno (e nel sogno) di Roger

Il futuro dei Giochi nel segno (e nel sogno) di Roger

Il tema sportivo del giorno è il probabile slittamento dei Giochi Olimpici di Tokyo, in programma dal 24 luglio al 9 agosto. Il Cio vorrebbe attendere e riflettere ancora qualche settimana sul “da farsi”. Il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe ha cominciato a prendere in considerazione l’ipotesi. Alcuni Paesi, Canada e Australia su tutti, hanno già praticamente deciso di guardare al 2021 come nuovo riferimento temporale, dicendo che quest’anno non hanno intenzione di mandare alcuna squadra in Giappone.

Tanti hanno cominciato a ragionare sulle prospettive degli atleti più legati agli appuntamenti Olimpici, in particolare i protagonisti di quelle discipline che hanno la loro massima vetrina in occasione delle gare a cinque cerchi: atletica leggere e nuoto su tutti.

Noi italiani ci preoccupiamo subito per l’eterna, fantastica Federica Pellegrini che, a 31 anni, si preparava per la sua quinta olimpiade. Dovesse slittare tutto al 2021, o addirittura al 2022, avrà ancora intatta la forza e la motivazione per la grande sfida?

A noi tennisti, attraversando tutte le frontiere, viene subito in mente la prospettiva un altro idolo: Roger Federer. Federica Pellegrini compirà 32 anni il 5 agosto. Tre giorni dopo, l’8 agosto, Roger ne festeggerà addirittura 39.

Cinque anni orsono i suoi tifosi di tutto il mondo, fedeli di una religione a forma di racchetta, si percuotevano il petto pensando che le Olimpiadi di Rio del 2016 avrebbero potuto rappresentare l’ultimo approdo, il momento simbolico per dire addio dopo una carriera straordinaria.

Accadde però che il pontefice massimo, il Migliore di sempre, si trovasse costretto a fermarsi per una somma di infortuni e malanni (schiena, ginocchio…). Salto il Roland Garros, rigiocò sull’erba ma, dopo la sconfitta in semifinale a Wimbledon contro Milos Raonic, decise di cancellare il resto della stagione per guarire e dare nuove opportunità di proficua prosecuzione alla propria carriera.

Dunque niente giochi Olimpici di Rio. Niente quinta olimpiade (aveva esordito a Sydney nel 2000, dove aveva conosciuto Mirka Vavrinek). Niente ennesimo tentativo di conquistare quella medaglia d’oro in singolare che ancora gli mancava.

Inutile a questo punto sottolineare che, in vista di Tokio 2020, tanti abbiano pensato a quell’appuntamento come a un altro possibile momento simbolico per un’ipotetico “addio al tennis”. Specie immaginando che il ricchissimo contratto di sponsorizzazione (30 milioni di dollari l’anno per 10 anni) firmato nell’estate del 2018 con il marchio giapponese di abbigliamento casual Uniqlo, potesse essere finalizzato anche a qualcosa di particolare da celebrare in occasione dell’Olimpiade giapponese. Anche perché, nonostante la fede che noi adepti nutriamo nelle doti soprannaturali dell’Eletto, nessuno può ragionevolmente immaginare di vederlo ancora protagonista alla scadenza del contratto nel 2028, quando compirà 47 anni.

I giapponesi hanno evidentemente pensato a lui anche per il “dopo”. Noi che al “dopo” preferiamo ancora non guardare registriamo il probabile slittamento dei Giochi Olimpici come l’ennesimo evento fuori dall’ordinario della storia infinita di Federer.

Anche quest’anno aveva deciso di fermarsi, sottoponendosi a un piccolo intervento al ginocchio destro. Prevedeva di tornare in giugno, sull’erba, pronto a rilanciare la sfida sui suoi prati, quelli di Wimbledon dove ha vinto 9 volte, più di chiunque altro mai. Di sicuro avrebbe poi puntato su Tokio. Dopo, chissà…

Ora che tutto il prossimo futuro è diventato un grande “Chissà”, anche Roger sarà costretto a rivedere i piani, a ipotizzare nuove prospettive, nuove aperture: verso il 2021? Il 2022?

Giusto per la cronaca, dopo la pausa del 2016 vennero gli Australian Open 2017. Quella finale con Nadal, quell’impresa da sogno. E sognare è qualcosa che nessuno ci potrà mai impedire di fare.