Il pericolo Nick e 3 cose da sapere dopo il “super martedì"

Il pericolo Nick e 3 cose da sapere dopo il “super martedì'

1)Occhio Rafa, i “bad boy” ci sono!

L’esordio di Rafael Nadal è stato sul velluto, il match contro il boliviano Dellien poco più di un allenamento per il n.1. Tuttavia il cammino di Rafa verso il secondo titolo a Melbourne e soprattutto ventesimo Slam in carriera non sarà affatto una passeggiata. Sulla sua strada ci sarammo probabilmente Dominic Thiem, oggi estremamente solido contro il francese Mannarino, e soprattutto i due “bad boy” del tour, Nick Kyrgios e Daniil Medvedev.

Il russo ha superato in quattro set Frances Tiafoe, in uno dei primi turni più attesi del torneo. L'americano era uno degli avversari più insidiosi per un big all'esordio, spinto anche dalla motivazione del dover difendere i quarti di finale raggiunti l'anno scorso a Melbourne. Il match è stato interessante, con momenti di spettacolo ma condito da troppi errori, come ha raccontato Medvedev nell'intervista post partita: “Sono contento della vittoria, ma ho avuto troppi alti e bassi. Più volte ho sentito di aver il controllo del match, andavo in vantaggio ma lui rimontava, approfittando delle mie pause. Devo migliorare la continuità della mia prestazione e soprattutto del servizio, oggi ho giocato male con la seconda palla commettendo troppi doppi falli. Era il primo turno e contro un avversario non facile come Tiafoe, sono fiducioso di poter crescere molto nel torneo”.

Mentre Daniil stringeva la mano a Frances, si stava per chiudere anche l'incontro sulla Melbourne Arena, con Lorenzo Sonego bravissimo ad impegnare al massimo Nick Kyrgios. Il talento australiano ha superato il piemontese in tre set, con due tiebreak nel secondo e terzo parziale. Nick ha impressionato non tanto per il suo talento ma per la concentrazione con cui ha affrontato la partita, mai una sbavatura e grande intensità.


Un nuovo Kyrgios, forse responsabilizzato dalla campagna da lui ideata per sostenere il suo paese nella lotta contro la devastazione degli incendi boschivi? Dopo il match è parso molto sereno e consapevole: “Ho fatto alcuni mesi di preparazione molto buoni, mi sento bene e sono pronto a giocare il mio miglior tennis match dopo match, non voglio guardare al tabellone. Quella di oggi è stata la mia prima partita in singolare dopo molto tempo, venivo da Laver Cup, Davis Cup e ATP Cup; ma con questo pubblico straordinario è come giocare per il mio paese in Davis, ho grande motivazione grazie a loro”. Un Kyrgios ispirato e motivato è un avversario molto temibile, per tutti.


2)Sharapova, prove tecniche d'addio?

“È stato un piacere poter giocare qua”, così Maria Sharapova ha sorpreso il mondo del tennis dopo il suo esordio con sconfitta a Melbourne. Una frase sibillina, che forse profuma di addio, probabilmente non immediato ma non così lontano. La russa ha perso in due set contro Donna Vekic strappando solo sette giochi in 45 minuti, ma soprattutto senza mai dare l'impressione di poter ribaltare l'esito dell'incontro. Troppo fallosa Maria in spinta, spesso in ritardo sulla palla ed in netta difficoltà nel contenere le accelerazioni della 23enne croata. Davvero insolito trovare una Sharapova così abbattuta in un post partita, abituati al suo piglio da star e campionessa. Ha detto che non è nel suo carattere trovare scuse dopo una sconfitta tirando fuori il tema dei problemi alla spalla, e che non ha idea di quello che le riserverà il futuro: “Non ho la sfera di cristallo, l'unico modo di uscire da questa situazione è continuare a credere in se stessi, perché se non fai le cose giuste e non credi in te stessa, non c'è soluzione”.


Campionessa a Melbourne nel 2008 e crollata al n.145 del ranking WTA dopo un 2019 in cui ha giocato poco e molto male, Maria non vince due partite in fila dalla scorsa edizione degli Australian Open. Con questa sconfitta sprofonderà nei bassifondi della classifica, oltre al n.350, e l'incertezza sul suo futuro è totale: “È dura, non so cosa potrebbe accadere nell'arco dell'anno, non ho pensato al mio programma da qua in avanti. Sono venuta a giocare, c'ho provato e ho finito l'incontro, ma non era proprio quello che desideravo”.

Sharapova aveva perso a Brisbane il suo primo match del 2020 contro Jennifer Brady, lottando tre set e rivelando poi di aver sofferto anche di un virus. Ha preparato meticolosamente il suo rientro lavorando con Riccardo Piatti negli ultimi mesi, ma la sua condizione fisica e tecnica sono ancora molto lontane da una forma che le possa consentire di giocare un tennis di alto livello.


3)Numeri da record per il day 2

La pioggia di ieri ha spinto gli organizzatori a lanciare un “super martedì”, con numeri davvero impressionanti. Lo schedule del day 2 prevedeva infatti ben 96 match di singolare sui vari campi, un programma che la stampa anglosassone ha definito “crazy” per sottolineare l'unicità della giornata e l'enorme numero di match disputati, inusuali anche per un Major. Alla fine si sono conclusi 88 incontri, con otto match femminili (Suarez Navarro-Sabalenka, Mertens-Kovinic, Sorribes-Kudermetova, Sharma-Kontaveit, Pavlyuchenkova-Stojanovic, K.Pliskova-Watson, Townsend-Pegula e Babos-Swiatek) rimandati a domani.

Un giornata da record anche per il tennis italiano: ben 10 azzurri in campo nello stesso giorno agli Australian Open, a sottolineare la consistenza del nostro movimento nel tennis di vertice.


4) La Caporetto dei talenti canadesi

In una giornata in cui praticamente tutti i big hanno vinto il loro primo match del torneo, la sorpresa in negativo è la sconfitta di Felix Auger-Aliassime, battuto in quattro set da Ernests Gulbis. Il lettone è un giocatore tutt'altro che banale, dotato di un talento tecnico sopra la media e un passato da top10, ma sta vivendo da tempo ai margini del grande tennis, come dimostra il suo ranking attuale di n.256.

La prestazione del giovane canadese è stata complessivamente deludente, e non solo per il risultato. Felix ha lottato sino alla fine ma non è riuscito ad imporre il proprio ritmo e la completezza tecnica, crollando nei momenti più duri del match, incapace di reggere la pressione e giocare in modo efficace i punti chiave. Tatticamente è stato poco lucido nell'insistere sul rovescio di Gulbis, notoriamente il suo colpo più solido e pericoloso, e cercare di spingere prevalentemente col suo diritto, non sempre costante. Invece di metter pressione al diritto “ballerino” (anche se migliorato nel movimento) del lettone, Felix ha mandato fuori giri il suo, commettendo troppi errori in momenti decisivi dell'incontro.

Una prestazione negativa che insieme alla brutta sconfitta patita ieri da Shapovalov rende molto amara la spedizione “down under” del Canada, orfano pure di Bianca Andreescu, costretta a rinunciare al primo Slam stagionale per completare il recupero dal problema al ginocchio patito durante le WTA Finals di Singapore. I nordamericani, considerati movimento leader del prossimo futuro, in questo torneo restano quindi aggrappati al “vecchio” Milos Raonic, che ha passato il 1° turno sconfiggendo l'azzurro Lorenzo Giustino.