Jannik: “Buon compleanno coach, con te è più facile”

Jannik: “Buon compleanno coach, con te è più facile”

Lancia la palla in tribuna, stringe la mano a Kecmanovic e poi fa il segno delle cuffie verso il suo angolo. Riccardo Piati, 61 anni oggi, recepisce il messaggio e una volta infilati gli 'headset' si sente fare i migliori auguri di buon compleanno che potesse sperare, direttamente dalla voce del ‘suo’ Jannik Sinner. “Ho provato a fargli un regalo oggi, e ci sono riuscito”, ammette subito dopo col solito candore il 18enne altoatesino.

Intanto sugli spalti si sente calda e forte la marea della Sinner-Mania che si alza: “Questo pubblico è meraviglioso, siete fantastici”, e così si scopre che il rossetto da Sesto Pusteria sa pure trascinare le folle con la stessa semplicità con cui schiocca - eccome se li schiocca - diritti e rovesci vincenti sul campo.

La serata non era cominciata benissimo, con un set perso e con un serbo in grande spolvero, capace di tirare forte, fortissimo. Più forte del Tiafoe della prima sera, più forte di lui, che in quanto a velocità di palla ha dimostrato di non aver nulla da invidiare a nessuno tra i Next Gen (e forse non solo). Ribaltata l’inerzia, ancora prima del risultato: “Certo con l’aiuto del coaching ai cambi campo devo dire che sembra tutto un po’ più semplice”.

Non sarà per nulla semplice invece contro Alex De Minaur, finalista quest’anno e pure lo scorso: “Lui arriva da una grande stagione (e infatti ha vinto 3 titoli Atp nel 2019, ndr), perciò non sarà semplice. Io comunque cercherò di fare del mio meglio”. Come al solito, vien da dire.

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