Là dove c’era l’erba ora c’è… l’intelligenza artificiale

Là dove c’era l’erba ora c’è… l’intelligenza artificiale

Niente erba vera, niente fragole con la panna: quest’anno chi avrebbe voluto rimpinzarsi di Wimbledon per due settimane dovrà stare dieta ma non digiunare.

Gli organizzatori del torneo, che lo scorso 1 aprile hanno annunciato la cancellazione dell’edizione 2020 causa pandemia, hanno provato ad approfittare della difficoltà, dell’impossibilità di far svolgere regolarmente il torneo vero, per sviluppare qualcosa di nuovo, di diverso.

E hanno trovato la collaborazione di IBM per dare vita a quello che è stato chiamato “The Greatest Championship” una sorta di super-edizione delle grandi partite storiche, riviste digitalmente con il supporto dell’AI, l’intelligenza artificiale.

Il concetto è quello di “Wimbledon recreated”: sono state rimasterizzati i match più belli nella storia e verranno pubblicati giorno per giorno, turno dopo turno, replicando il formato del torneo.

"Questo non potrà essere come il torneo vero, ma sarà il nostro modo per offrire qualcosa ai nostri fan la possibilità di ricreare l’atmosfera di Wimbledon nel miglior modo possibile", ha dichiarato Alex Willis, responsabile della comunicazione, dei contenuti e del digitale dell’All England Lawn Tennis Club.

La proposta è comunque è molto più elaborata di un semplice archivio di highlights, dati e notizie. Sul sito ufficiale del torneo si potranno trovare i tipi di statistiche, biografie dei giocatori, commenti punto per punto, interviste, fotografie e molto altro.

“L’idea non è quella di riproporre partite classiche come quando bisogna riempire i tempi morti perché la pioggia impedisce di giocare. Abbiamo cercato di mettere insieme qualcosa che fosse davvero più coinvolgente e più utile per i fan”, ha spiegato Willis.

Monitorare le abitudini degli appassionati di sport durante il ‘lockdown’ ha suggerito che per eventi come Wimbledon c’era la possibilità di offrire un'esperienza digitale che il pubblico può apprezzare. Sebbene solo il 35% dei cittadini del Regno Unito abbia cercato contenuti sportivi mentre era chiusa in casa per l’emergenza coronavirus, tre quelli che l'hanno fatto, il 44% è andato a riguardarsi vecchie registrazioni di partite ed eventi.

E ormai è diventato molto grande il numero delle persone che non disdegnano l'uso di piattaforme di videoconferenza per guardare lo sport insieme a familiari e amici.

Data la popolarità del torneo e la forte richiesta di contenuti sportivi, gli organizzatori di Wimbledon hanno deciso di investire provando a diventare creativi anche sul piano digitale.

"The Greatest Championship" è stato ideato e consegnato in sole otto settimane.

Le partite selezionate per la trasmissione appartengo ad epoche diverse, alcune risalgono agli anni '70: il che significa che il lavoro richiesto per portarne la qualità agli standard che oggi tutti gli appassionati si aspettano non è stato da poco

Per eseguire le ripuliture dei filmati d’archivio, IBM ha caricato tutti i materiali sul suo Cloud applicando tecniche evolute per rimuovere difetti, disturbi e migliorarne la qualità. I modelli di intelligenza artificiale sono stati quindi addestrati per migliorare ulteriormente i video, in particolare per quanto riguarda la pixelizzazione e l'aumento della risoluzione.

L’intelligenza artificiale è stata utilizzata anche per rilevare i momenti più entusiasmanti della partita in base ai “boati” della folla, agli appalusi, consentendo di piazzare dei ‘marker’ e di conseguenza dando la possibilità allo spettatore di navigare verso le parti più affascinanti di una partita.

Un lavoro che ha richiesto grossi investimenti per poter essere realizzato in tempi così brevi: il lavoro di “addestramento” dei moduli di AI è stato spinto al massimo, come l’utilizzo delle unità di elaborazione grafica (GPU).

A Wimbledon si guardano bene dal dire che "The Greatest Championship" possano competere con l'esperienza offerta dallo sport dal vivo, ma esprimono soddisfazione per aver comunque potuto provare a spingersi oltre sul piano dell’innovazione

"È stata una grande opportunità per noi per testare nuove fantastiche tecnologie. Ed è stato importante non perdere l'occasione di imparare qualcosa anche in questa annata particolare", ha concluso Willis.

Là dove c’era l’erba, ora c’è l’Intelligenza Artificiale. Piuttosto che niente…