La Sicilia incontra il mondo: il tennis riparte da Palermo

La Sicilia incontra il mondo: il tennis riparte da Palermo

“Sento la responsabilità di dimostrare al mondo che si può giocare a tennis, pur con tutte le precauzioni”. Oliviero Palma, direttore del torneo di Palermo, sente di avere una grande opportunità. E lo spiega all'agenzia di stampa Reuters, consapevole della responsabilità e insieme della possibilità di lanciare un messaggio al mondo. “Le giocatrici e la WTA hanno fiducia in Palermo e nella Sicilia che oggi, tocchiamo ferro, è libera dal Covid-19”.

Il grande tennis ricomincia proprio dall'Italia, la prima nazione europea colpita dalla pandemia globale. Ricomincia dalla Sicilia, dove dall'inizio del contagio oltre tremila persone hanno contratto il virus ma quasi tutte sono fortunatamente guarite. L'edizione 2020 del torneo, la trentunesima del Palermo Ladies Open, non potrà essere come le altre. Trasmesso integralmente su SuperTennis, con due incontri al giorno anche sui canali Rai, il torneo di Palermo racconta la speranza e la rinascita, la forza di una passione, la capacità dello sport di evolversi, adattarsi per affrontare questo tempo sbandato.

In calendario dal 1990, salvo il periodo tra il 2014 e il 2018, in tutte le sue trenta precedenti edizioni il torneo di Palermo ha anticipato il futuro. Qui una sedicenne Mary Pierce conquistò il suo primo titolo in carriera nel 1991, perdendo appena 16 game in cinque partite. Tra il 1994 e il 1995, Irina Spirlea vinse qui i primi due tornei WTA della sua carriera. Nel 1999, al Country Club esplose la diciottenne Anastasia Myskina, allora qualificata e numero 196 del mondo, che ottenne le sue prime vittorie contro top-100 e alzò il trofeo al termine di una settimana indimenticabile, entrando a sua volta per la prima tra le prime 100. Significativa la rimonta in semifinale contro Elena Dementieva, che meno di cinque anni dopo avrebbe battuto in finale al Roland Garros.

Particolarmente amato dalla spagnola Anabel Medina Garrigues, cinque volte nell'albo d'oro, il torneo di Palermo ha visto in campo tre giocatrici che poi sarebbero arrivate al numero 1 del mondo: Simona Halep, che nonostante le rassicurazioni sulla non imposizione della quarantena ha cancellato la sua partecipazione di quest'anno, Jennifer Capriati e Justine Henin, che raggiunsero i quarti nel 1998 e nel 2000.

 

Palermo ha anche vissuto in prima fila il miglior decennio del tennis femminile italiano. Proprio al Country Club si sono realizzati due degli undici derby tricolori in una finale WTA: il successo di Sara Errani su Flavia Pennetta nel 2008 e la rivincita l'anno successivo della futura campionessa dello US Open.

Sara Errani

Quest'anno, gli organizzatori vanno incontro a una nuova prima volta. Senza precedenti, infatti, le misure previste dal protocollo per garantire la sicurezza delle giocatrici e dello staff. È iniziato il primo giro di tamponi e di test sierologici per chi è già arrivato a Palermo. Tutti devono attendere il risultato per poter ritirare il pass di ingresso al Country Club. I controlli saranno poi ripetuti ogni quattro giorni.

 

Come già sperimentato nei campionati italiani a Todi, anche il WTA di Palermo non si giocherà a porte chiuse. L'ammissione del pubblico sarà limitata a 350 spettatori all'interno del campo centrale da 1500 posti.

Previsto l'obbligo di utilizzo delle mascherine e del distanziamento sociale, tranne che per appartenenti a una stessa famiglia. I tifosi non potranno portare cibo o bevande all'interno del circolo, e non potranno fermarsi nelle aree comuni dopo le partite per foto o autografi.

 

Il torneo ha un montepremi ridotto rispetto al 2019, da 250 mila a 225.500 dollari. Ma nonostante tutte le difficoltà, ha detto Palma, “non avremmo potuto perdere questa opportunità”.