Le 5 (+1) nuove stelline nel cielo della Wta

Le 5 (+1) nuove stelline nel cielo della Wta

Prima le signore, nel galateo e pure nella ripresa. Il tennis femminile, ripartito questa settimana dalla terra rossa e calda di Palermo, ha fatto subito al mondo del tennis - e al mondo in generale - un grande regalo: ha restituito la possibilità di guardare in avanti. Mica poco, se consideriamo gli ultimi mesi. E così, allungando lo sguardo e mettendoci la mano tesa sopra la fronte, proviamo a guardare ancora un po’ più in là, un po’ oltre.

Strizzando un po’ gli occhi controluce già si intravvedono là in fondo: c'è anche un'afro-americana, ma no, non è Coco Gauff; lei è già nel pieno dei radar di appassionati e addetti ai lavori almeno da 15 mesi, da quando cioè superò Venus Williams sull’erbetta di Wimbledon 2019. No, lei si chiama Robin, e sta di fianca a un'altra mancina canadese. Poco più in là ci sono tre biondine da tratti est-europei, due si assomigliano tanto tanto, da sembrare sorelle. Ma non sono sole. Avviciniamoci un po’ di più al futuro del tennis in rosa e cerchiamo di capire quali sono le prossime stelle nascenti che indicheranno la via nell’era post-Serena.

Maria Camila Osorio Serrano, Colombia, 18 anni

Ranking junior: 20 - Pro: 205

La prima che si scorge in lontananza regge la bandiera giallo, blu e rossa della Colombia. Non inganni il 20 davanti alla sua classifica Under 18. L’ha guidato quel ranking, Maria Camila Osorio Serrano, dopo aver vinto gli Us Open 2019. Non solo: tra le Pro ha pure saputo già rompere il muro delle Top 200, arrampicandosi fino al gradino n.184 grazie a tre titoli nei tornei Itf.

I numeri veri, oltre che sul campo, li colleziona pure sui social, dove ha già oltre 40 mila follower soltanto prendendo in considerazione l’account Instagram. Tra una foto d’allenamento e l’altra, non disdegna le pose da red carpet: il physique du role non le manca, e - pare - neanche la personalità.
Insomma, il bel sorriso pulito e i capelli scuri riportano nel cuore dei sudamericani i bei tempi andati dell’epopea di Gabriela Sabatini, anche se lei, Maria Camila, è figlia di Bogota. Fa già parte della Nazionale con racchetta del suo Paese, e oltre a un bronzo alle Olimpiadi della Gioventù si è portata a casa una menzione speciale dal suo comitato olimpico.

Leylah Annie Fernandez, Canada, 17 anni

Ranking junior: 11 - Pro: 117

La ragazzina canadese di 17 anni si chiama Leylah Annie Fernandez e ha già vinto un titolo importante tra le under 18, il Roland Garros Junior. In più, si è fatta più che notare ad Acapulco, dove ha raggiunto una finale in grado di farle fare un grande e precocissimo salto pure nella classifica delle grandi. È mancina, come Shapovalov, e proprio come il biondino connazionale promette di dare spettacolo. Il Canada adesso non è più soltanto un paese-tennistico emergente in campo maschile, con lei punta a formare pure uno squadrone di Fed Cup andando a fare il paio con Bianca Andreescu (e, mai dire mai, con Genie Bouchard).

Lo scorso anno, a Toronto, da stellina di casa, Leylah ha giocato un doppio in coppia con Simona Halep. “Se le ho dato qualche consiglio - ha detto la campionessa rumena -? Non ne ha bisogno, basta che sia sempre convinta e piena di fiducia in se stessa. Ha tutto ciò che serve per fare bene, sa quello che va fatto”. E se lo dice lei…

Victoria Jimenez Kasintseva, Andorra, 15 anni

Ranking junior: 1 - Pro: -

Senza il Covid-19 l’avremmo vista da vicinissimo, dalla prima fila delle tribune del Tennis Club Milano Alberto Bonacossa: dopo la vittoria agli Australian Open Junior è salita in vetta al ranking under 18 e sarebbe stata la testa di serie n.1 al Bonfiglio già in maggio. I 15, a ben vedere, li compie proprio in agosto (il 9, il giorno dopo Federer…) ma nonostante questo nella sua cavalcata a Melbourne era riuscita a vincere ben 4 partite in cui era sotto nel punteggio, anche pesantemente.

“Sono competitiva al massimo dentro e fuori dal campo, è una caratteristica che mi hanno passato i miei genitori”, ha detto subito dopo quel successo. Loro, che il trionfo gliel’hanno inciso fin da subito nel nome di battesimo, detengono anche l’incontestabile merito di avere messo al mondo una futura potenziale campionessa nel Paese più piccolo d’Europa: Andorra, con i suoi 77 mila abitanti, non era mai finita sulla mappa mondiale del tennis. C’è da scommettere che Victoria cambierà pure il mappamondo.

Robin Montgomery, USA, 15 anni

Ranking junior: 5 - Pro: 600

C’è un’altra ragazzina che tiene la racchetta con la mano sinistra nel gruppetto delle future star. Si chiama Robin Montgomery, è americana di Washington, dove si allena nelle stesse strutture che ospitano pure il connazionale Frances Tiafoe. Poco più di un migliaio di follower su Instagram, ha ancora tanta strada da fare per arrivare ai piani alti, ma i primi passi sono incoraggianti, non solo tra le under 18. La vittoria all’Orange Bowl è un buon trampolino di lancio, come il primo successo in un torneo pro da 25 mila dollari di Las Vegas, in Nevada.

“Sono fiera della strada che ho fatto fin qui ma sono anche consapevole che sarà un viaggio molto lungo quello nel tennis”. Un viaggio che affronta con Coco Gauff come stella polare (“Siamo molto amiche e ho assistito di persona al suo 'discorso del debuttante’ di Fed Cup, è una vera ispirazione per tante di noi”). Come Cori, rischia anche di essere un personaggio tutt’altro che banale: a 15 anni, confessa, le sue letture preferite riguardano le storie sviluppatesi durante lo svolgimento delle due guerre mondiali. Non la classica quindicenne in salsa TikTok.

Le sorelle Fruhvirtova, Repubblica Ceca, 15 e 13 anni

Nell’epoca delle gemelle Pliskova, uguali come due gocce d’acqua in quanto a tratti somatici e divise alla nascita da soli due minuti (Karolina è la più “vecchia”, oltre a essere la più forte…), ci sono due sorelle bionde che sembrano intenzionate a raccoglierne il testimone. Parlano anche la loro stessa lingua, sono ceche come loro. Brenda e Linda, Linda e Brenda.

Linda è la più grande, a Milano per il Trofeo Bonfiglio 2019 è arrivata con lo stesso staff federale che aveva contribuito a costruire Petra Kvitova, e nonostante i 14 anni si è spinta fino alle semifinali, mostrando una cattiveria agonistica e una volontà ferrigna di vincere le partite.

Brenda è di due anni più piccola, e fa ancora più impressione, perché oltre ad aver vinto l’ultima edizione del Les Petits As, una sorta di mondiale per i più piccoli che si svolge a Tarbes (Francia), in un’esibizione durante il lockdown s’è concessa il lusso di dare due set a zero (7-6 6-1) a Kateryna Siniakova, praticamente un decennio intero più grande e soprattutto attuale numero 54 al mondo.

A vederlo così, seppur un po' sfocato e ancora lontano, questo gruppetto dà l'impressione di venirci incontro in gran fretta.