Le sette settimane di fuoco del tennis mondiale

Le sette settimane di fuoco del tennis mondiale

Tre Masters 1000 e due Slam in sette settimane: non si era mai vista prima una tale concentrazione di tennis. E’ quello che succederà tra il 22 agosto e l’11 ottobre, a partire dal torneo di Cincinnati trasferito a New York sui campi di Flushing Meadows e la fine degli open di Francia al Roland Garros.

Eccezionale è l’emergenza Covid-19 e altrettanto eccezionale il filotto Cincinnati, UsOpen, Madrid, Roma (Internazionali BNL d’Italia dal 20 settembre), Roland Garros. Tennis di altissimo livello all’ultimo respiro, senza un attimo di pausa, con un trasferimento dai campi duri in resina Laykold del National Tennis Center di New York alla terra battuta europea.

Non vediamo l’ora di veder partire questo treno e allo stesso tempo sarà una bella scommessa per i giocatori farsi trovare pronti e poi mantenere la condizione al top (senza farsi male) in un condensato di gare di questa portata.

La prima a farsi avanti è stata Serena Williams che ha subito confermato la sua presenza agli Us Open. Sappiamo tutti del suo ardente desiderio di raggiungere l’australiana Margaret Court a quota 24 in termini di Slam vinti in singolare. A Serena ne manca uno solo e l’occasione di riprovarci ancora giocando in casa è troppo ghiotta perché lei se la lasci sfuggire. Non è detto infatti che tutte le avversarie più accreditato siano al meglio della condizione (lei è motivatissima) o che addirittura siano presenti. La rumena Simona Halep ha, per esempio, fatto intendere che potrebbe decidere di tornare in campo solo sulla terra battuta europea.

Certo, la situazione sarà strana perché comunque negli Usa si giocherà a porte chiuse.

Come annunciato ieri Stacey Allaster, nuovo direttore degli Us Open, saranno previsti giudici di linea e team di raccattapalle (selezionati però tra gli adulti) solo sui due campi principali, l’Arthur Ashe Stadium e il Louis Armstrong Stadium.

Su tutti gli altri campi sarà installato il controllo automatico delle linee con stile “occhio di falco”, come abbiamo già visto a Milano durante le Next Gen Atp Finals. E i raccattapalle saranno soltanto tre per campo.

Ci saranno due hotel a disposizione dei giocatori che potranno prenotare due camere doppie a testa. Chi poi volesse avere più di tre persone al seguito potrà chiudere di affittare una casa fuori Manhattan per la modica cifra di 40.000 dollari.

Dunque anche i big con i loro ampi entourage sulla carta non avrebbe più scuse per bypassare New York. Tranne Roger Federer che ha già annunciato che bypasserà tutto il resto della stagione per gli irrisolti problemi al ginocchio destro.

Detto questo il calendario offre anche la novità assoluta di un torneo Atp (sulla terra battuta di Kitzbuhel) durante la seconda settimana degli Us Open. Una scelta mirata a offrire spazio in termini di punti e dollari anche ai giocatori di seconda fascia. Imitata dalla Wta che nella stessa settimana ha previsto una tappa a Istanbul.

Dunque le sette settimane più dense nella storia del tennis sono ormai in calendario. Resta solo da capire il ruolo che potrebbe avere nelle prove sulla terra battuta europea la presenza del pubblico. In questo senso saranno le restrizioni governative in tema di sicurezza sul piano sanitario a dettar legge.

Sia gli internazionali BNL d’Italia che il Roland Garros sono intenzionati ad aprire gli impianti (in sicurezza) al maggio numero possibile di appassionati.

A Parigi, diversamente da New York, è previsto anche il torneo di qualificazione con i tabelloni che potrebbe essere ridotti da 128 a 96 partecipanti. E verranno mantenuti anche il doppio misto e la prova juniores, anche queste cancellate agli Us Open.

Il direttore del torneo Guy Forget ha anche fatto sapere che verrà installata l’illuminazione su 12 campi, quattro più del solito per permettere la conclusione a quelle partite che dovessero prolungarsi dopo le 19.00.

A Parigi non è mai stata prevista una sessione serale ma in giugno le ore di luce sono ben di più che a fine settembre e la preoccupazione degli organizzatori della Ville Lumiere sono giustificate.