Malgaroli e Vincent, i ‘gemelli’ bergamaschi nel ranking ATP

Malgaroli e Vincent, i ‘gemelli’ bergamaschi nel ranking ATP

Le vite e le storie sportive di Samuel Vincent Ruggeri e Leonardo Malgaroli sono legate da sempre. Sono nati lo stesso anno (il 2002) in provincia di Bergamo, hanno iniziato a incrociarsi già da piccolissimi nei tornei locali, poi hanno condiviso crescita, allenamenti ed esperienze, e il primo punto ATP non potevano che prenderlo sugli stessi campi e nella stessa trasferta. È successo sul cemento di Sharm El Sheikh, in Egitto, a sette giorni di distanza l’uno dall’altro: prima Samuel da Albino, che deve il primo cognome a mamma Aline (belga di Gand) ed è uno dei volti sorridenti di quella Val Seriana martoriata dal Covid, poi Leo da Brusaporto, dove papà Fabio – ex buon giocatore negli Anni ’80 – gestisce la sua accademia insieme a Roberto Manenti. Il primo si è guadagnato l’ingresso nel ranking dei professionisti dominando il russo Dimitriy Voronin, l’amico l’ha seguito a ruota superando l’esperto ucraino Volodymyr Uzhylovskyi.


Per Vincent Ruggeri il numero accanto al nome c’è già, e recita 1.963, mentre per Malgaroli arriverà il prossimo lunedì, ma ciò che conta sul serio è l’aver compiuto uno degli step più importanti nella vita di un giovane professionista, e averlo fatto di nuovo insieme. Una tradizione che si ripete da tempo, da quando cinque anni fa trascinarono in coppia il Tennis Bagnatica al titolo regionale under 14, e sempre in quel 2016 sono stati entrambi arruolati contemporaneamente dalla Federazione Italiana Tennis, per allenarsi in pianta stabile al CTP di Palazzolo sull’Oglio, sotto la guida di Christian Merlato. Da lì hanno iniziato a fare sul serio, costruendo un futuro che li ha visti prima esportare a livello internazionale quelle finali che erano soliti contendersi in provincia (nel 2017, per esempio, sono stati avversari per il titolo in un torneo Tennis Europe in Repubblica Ceca), e poi diventare due fra i migliori under 18 d’Italia e del mondo.


Samuel è stato numero 40 del ranking Itf, ha vinto due titoli e ha giocato tre Slam su quattro, mentre Leonardo è arrivato al n.51 vincendo tre titoli, e si è regalato il Roland Garros lo scorso ottobre, in extremis, come cartolina d’addio prima di gettarsi nel tennis dei grandi. Un passaggio che a entrambi sembra riuscito piuttosto rapidamente, coi risultati ottenuti da under 18 a far da lasciapassare per saltare le qualificazioni, in virtù della nuova regola che riserva tre posti direttamente in tabellone ai quei giovani capaci l’anno prima di arrivare fra i primi 100 del ranking juniores, in modo da agevolarne la transizione fra i “pro”. Ne hanno approfittato sia l’uno sia l’altro, e hanno fatto fruttare la possibilità ribadendo qualità già mostrate a ripetizione, da parte di Vincent Ruggeri anche nel Campionato di Serie A1. Al Tennis Club Crema hanno puntato su di lui anni fa, quando era solo un ragazzino di belle speranze, e oggi si trovano in casa un giovane che è stato già più e più volte determinante per la squadra, semifinalista nel 2020.


Entrambi i 18enni orobici sono cresciuti col tennis in casa: Leonardo per il lavoro di papà Fabio, che da buon maestro l’ha portato in campo fin da piccolissimo; Samuel per la passione dei genitori, che la madre ha ereditato dai nonni, un tempo proprietari di un paio di club in Belgio. Eppure in famiglia il ruolo di insegnante è sempre spettato a papà Roberto, che di professione fa tutt’altro ma col figlio ha svolto un ottimo lavoro. Se n’è occupato in prima persona fino a una manciata di anni fa, quando è arrivata la chiamata della Fit che ha messo nelle mani del settore tecnico la crescita di Samuel e del suo “gemello”, al quale continua a essere indissolubilmente legato. Una situazione che ha fatto bene a entrambi e continua a farlo, e può aiutarli a trascinarsi a vicenda verso obiettivi sempre più importanti. L’esempio da seguire può essere quel Lorenzo Musetti, anche lui classe 2002, che tempo fa vedevano nei loro stessi tornei, mentre oggi è fra i primi 100 al mondo e frequenta già il circuito maggiore Atp. Il toscano ha bruciato le tappe, ma il tennis non è una gara. Samuel e Leo hanno tutto il tempo per realizzare i propri sogni.