Mayot, la Francia di domani

Mayot, la Francia di domani

Numero 1 al mondo under 18, trionfatore agli Australian Open junior e già in piena corsa per le Next Gen Atp Finals. Il primo mese del 2020 ha ‘regalato’ al circuito, sia giovanile che professionistico, un talento sopraffino che risponde al nome di Harold Mayot.

Timing strepitoso, intelligenza tattica e capacità sia offensive che difensive. Questa la ricetta del nuovo diamante (grezzo) del tennis francese. A seguirlo, passo dopo passo, è l’ex top 10 Thierry Tulasne, già allenatore in passato di giocatori di altissimo livello come Gilles Simon, Sebastien Grosjean e Paul-Henri Mathieu.

“Il mio primo obiettivo è crescere come persona e come giocatore, poi arriveranno i risultati”, ha sentenziato Mayot dopo il successo a Melbourne sull’amico e connazionale Arthur Cazaux.

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Un tennista completo

Harold Mayot nasce a Metz il 4 febbraio 2002. Inizia a giocare a tennis a 4 anni e sin da subito si notano le tante qualità, tra cui una innata predisposizione ad un buon timing. Otto anni dopo si trasferisce Parigi al CNE (Centre National d’Entrainement) e inizia a farsi valere in tutte le categorie, conquistando importanti successi sia nei tornei Tennis Europe (under 12 e under 14) che Itf.

A 14 anni, al secondo torneo della vita a livello under 18, alza al cielo il trofeo di Saint-Francois (grade 5). Da quel momento è una scalata inarrestabile che giunge a oggi, al trionfo agli Australian Open e al numero 1 al mondo di categoria. “Harold gioca molto bene a tennis – racconta l’azzurro Matteo Gigante, che ha recentemente affrontato il transalpino – e non ha veri e propri punti deboli. Sa attaccare e difendere, i fondamentali sono equilibrati, serve bene e in campo si muove con grande intelligenza. Lo definirei un tennista completo”.

Continuità e timing

Nonostante la giovanissima età, Mayot si disimpegna già benissimo anche nei Challenger. Nel 2020 si contano le vittorie su ottimi tennisti quali Egor Gerasimov (recente finalista nell’Atp di Pune) e Facundo Bagnis, ma è la continuità di rendimento nei tornei professionistici che sorprende sin da subito.

“Ho avuto modo di osservare attentamente Mayot a Noumea - racconta il coach Francesco Aldi -, quando il francese è stato sconfitto negli ottavi di finale dal mio allievo Roberto Marcora. Mi ha impressionato per come tiene il campo e per il timing, davvero notevole. È tecnicamente completo e tennisticamente intelligente. Non è altissimo, ma atleticamente è molto forte e si sposta benissimo tagliando il campo appena ne ha la possibilità. Ha equilibrio e sia dritto che rovescio sono ottimi colpi. Non lo definirei un fenomeno, ma potrà diventare un giocatore molto forte. È il classico tennista che sa toglierti il tempo, anche senza avere fondamentali devastanti”.

Tatuaggi e personalità

Ma chi è Harold Mayot? Che persona si nasconde dietro al leader mondiale under 18? La passione per i tatuaggi racconta sicuramente qualcosa. “Forgive but never forget”, recita la scritta marchiata sul suo petto, mentre sulla schiena vi è il ruggito di un leone.

“Ho anche altri tatuaggi, ma questi due spiegano chi sono e da dove arrivo – ha dichiarato al sito ufficiale Itf -, la grinta che metto in campo ma anche la sofferenza che ho vissuto quando i miei genitori si sono separati. Quando gioco, e ne sono consapevole, spesso mi comporto in maniera poco rispettosa, soprattutto nei confronti degli arbitri. So bene che dovrò migliorare tanto nella gestione delle emozioni durante i match. Fuori dal campo sono una persona completamente diversa”.

Riflessivo, disponibile, curioso, sempre pronto a investigare sulle novità e sulle bellezze del passato. Non è un caso che, a domanda precisa sui gusti musicali, abbia risposto che la canzone preferita “è sicuramente Wind of Change degli Scorpions. Si, lo so, è un po’ vecchia (è del 1991, ndr). La mia più grande paura invece è rappresentata dai serpenti. Mi terrorizzano…”.

Tulasne secondo padre

Uno dei segreti di Mayot è rappresentato da coach Thierry Tulasne che, come il giovane transalpino, sa cosa significhi la pressione di un titolo Slam conquistato a livello giovanile.

L’ex top-10 francese, infatti, vinse nel 1980 il torneo under 18 di Wimbledon e l’anno dopo era già intorno al numero 60 Atp. Erano però altri tempi. “L’esempio di Thierry per me è fondamentale – ha spiegato ancora Mayot – sia tennisticamente che umanamente. Lo considero come un secondo padre ed è imprescindibile nella mia vita”.

Una vita che oggi, dopo il successo a Melbourne, si è completamente ribaltata tra nuove pressioni e grandi ambizioni. Una carriera che soffia verso nuovi importanti lidi, citando gli Scorpions, ‘listening to the wind of change”.