Musetti cuore matto: "Mi piace farvi soffrire"

Musetti cuore matto: 'Mi piace farvi soffrire'

Salva quattro match point, vince la quinta partita al tiebreak decisivo, chiude con una palla corta ricamasta di dritto anomalo e poi lancia la racchetta a terra. Al Sardegna Open, Lorenzo Musetti squaderna il meglio del suo tennis bello e vario, denso e non solo buono per gli "hot shots" Lorenzo Musetti. Il carrarese elimina Dan Evans, testa di serie numero 1 a Cagliari, completa la sesta vittoria in carriera su un top-50 e raggiunge i quarti.

Vuole farsi ascoltare, vuole affermarsi come un giocatore degno di stare "tra i grandi", anche se gli anni sono appena 19 e gli angoli di un carattere evidentemente non troppo placido devono ancora trasformarsi in curve nella memoria.


"Oggi potevo perderelo il tiebreak. Ho sbagliato un paio di rovesci, avevo in mente ancora il match point sbagliato. Bisogna stare lì, crederci in tutti i punti" ha detto Musetti a caldo a SuperTennis, dopo il 6-1 1-6 7-6(8). 

Nel tiebreak in cui è stato sotto 0-3 e poi 3-6 ha azzardato anche una smorzata molto rischiosa sul 5-6. "Pensavo di sbagliarla - ha aggiunto -, è il colpo che sento meglio, ma c'era tanto vento. E con questo colpo ho chiuso la partita. Servizio e smorzata sono stati molto importanti".


A Musetti l'atteggiamento di Evans non è piaciuto. Pugnetti, "come on" urlati come auto-incitamento e per segnare la scena, hanno accompagnato una prestazione impalpabile nel primo set ma di grande qualità negli ultimi due parziali.

C'è stata anche una discussione su una chiamata contestata, che ha coinvolto sia Musetti sia il giudice di sedia. "Ragazzi, andiamo, ci penso" ha detto Lahyani per spegnere la discussione.

"Ci sono state scintille, ma non iniziate da me. Anche se sono un ragazzino, non mi sembra corretto essere trattato così. Ho vinto il mio match, lui è stato bravo a venire a rete e a mettere i piedi dentro il campo. Alla fine una manciata di punti hanno deciso il match" ha spiegato Musetti.


Evans, che non è affatto uno specialista della terra rossa, ha cambiato completamente tattica dopo il primo set. Ha risposto più aggressivo, più dentro il campo. Sapendo di non poter reggere nello scambio da dietro, è passato all'attacco sistematico anche a costo di perdere qualche punto. Il costante ricorso al chip and charge e al serve and volley hanno cambiato volto alla partita nel secondo set. 


Nel terzo, è venuto fuori tutto Musetti, di lotta e di governo, ai quarti per la terza volta in sei tornei ATP giocati. "Si vede che chiudere al primo match point non mi piace. Mi piace far soffrire Simone Tartarini, la mia famiglia e i miei tifosi a casa" ha scherzato nell'intervista a caldo dopo la partita concessa a SuperTennis.

Intanto, è già virtualmente numero 19 della Race to Turin, la classifica basata solo sui risultati stagionali che qualifica per le Nitto ATP Finals. Al momento, è il quarto azzurro in top-20 dietro a Jannik Sinner (numero 7), Matteo Berrettini (14) e Fabio Fognini (18).


Nei quarti aspetta l'australiano John Millman o Laslo Djere, lo stesso avversario cche ha incontrato un anno fa al Forte Village di Santa Margherita di Pula nella sua prima semifinale ATP. Una sfida chiusa con il ritiro per un edema all'epitroclea. 

Da un episodio così, ha detto alla vigilia, come dalle sconfitte, c'è molto da imparare. Nel suo caso, su come prevenire. E prevenire, si sa, è sempre meglio che curare.