Nadal, missione compiuta

Nadal, missione compiuta

Un cambio campo, un gioco di luci, un immagine pronta per meme ironie social. Sulla testa di Rafa Nadal, durante un cambio campo, sembra comparire un'aureola. Il fotogramma, immediatamente condiviso sul web, inquadra sotto una luce diversa un campione che non cade nella tentazione della testardaggine o della superbia, che cambia, di partita in partita e di set in set. Meno verticale di quanto visto contro Thiem, meno propenso a scendere a rete ma ugualmente efficace nel dettare i tempi della partita, ha battuto Stefanos Tsitsipas per la sesta volta in sette confronti diretti: 6-4 4-6 6-2 il punteggio finale.

Recordman di qualificazioni consecutive alle ATP Finals, 16 anche se le ha giocate solo dieci volte, torna in semifinale per la prima volta dal 2015. Ogni volta che ha passato il girone, ha sempre perso da Roger Federer o da Novak Djokovic. Lo svizzero non c'è, il serbo si gioca tutto nella sfida da dentro o fuori contro il vincitore del 2018 Alexander Zverev.

Tsitsipas, che sognava di diventare il più giovane a conquistare due titoli di fila alle Finals dopo Lleyton Hewitt nel 2002, chiude con 29 vittorie e 14 sconfitte un 2020 discontinuo con lampi promettenti oscurati da una rabbia a stento repressa e troppe volte palese in campo.

Lo sforzo profuso per conquistare un vantaggio strategico e allungare la sfida al terzo set gli è costato tanto nel terzo. Così Ilie Nastase può rimanere l'unico nella storia delle ATP Finals ad aver vinto due volte nelle sue prime due partecipazioni.