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Nadal e il ritiro che non c'è: "Non voglio avere rimpianti. La famiglia è una spinta"

di SuperTennis   
Nadal e il ritiro che non c'è: 'Non voglio avere rimpianti. La famiglia è una spinta'

 Uno dei giocatori più iconici della storia del tennis e il più iconico del Roland Garros forse è stato qui per l’ultima volta. Rafael Nadal, 14 volte campione a Parigi, esce al primo turno, messo di fronte a uno dei favoriti per la vittoria finale, Sascha Zverev. E a fine match il campione spagnolo lascia andare tutte le emozioni. “E’ molto difficile parlare adesso per me, non so se è stata l’ultima volta di fronte a questa gente. E’ stata una meravigliosa settimana di preparazione e ho sentito il vostro supporto e il vostro calore. Oggi ho avuto sensazioni difficili da spiegare: per me essere nel posto che amo più di tutti è una sensazione indescrivibile”. 
 
Sascha ha vinto 6-3 7-6 (5) 6-3, ma Rafa ha dato tutto quello che aveva in condizioni sicuramente precarie, almeno rispetto agli standard del passato. “Devo congratularmi con Zverev, che ha anche vinto al Foro Italico e sta giocando benissimo. Io auguro a Sascha tutte le cose migliori per il futuro, perché merita tanto, dopo quello che gli è accaduto qui nel 2022”. L’applauso del Philippe Chatrier è però tutto per la leggenda vivente che ha scritto la storia di questo Slam.

NADAL: "UN VIAGGIO BELLISSIMO"

“Sono stati due anni difficilissimi, pieni di infortuni, ma avevo il sogno di ritornare qui e ho combattuto per esserci. Oggi ho dato quello che avevo e ho fatto una buona partita, sentendo sensazioni migliori, ma non può bastare per essere competitivi contro un giocatore così forte. Avrei avuto chance se Zverev non avesse giocato al suo livello. Per me è difficile dire quello che succederà nel futuro, c’è una grossa percentuale che mi porta a dire che non tornerò qui a giocare, ma non è il 100%. Devo ringraziare la mia famiglia e chi mi ha permesso di poter essere qui”.  

Quando si parla del prossimo futuro, Rafa in campo è chiarissimo. “Magari fra 2 mesi dirò basta, ma adesso non è ancora finita. Ho degli obiettivi chiari nella mia mente, come tornare su questo campo per le Olimpiadi. Può essere un’altra possibilità e spero di prepararmi al meglio. Non potevo immaginare quando ero un bambino di arrivare a quasi 38 anni con questi successi e col vostro affetto. Non potevo neanche sognarlo. E qui a Parigi ho dei ricordi indimenticabili, dunque spero di rivedervi presto. Wimbledon? Non lo so, parlerò col mio team, ma non credo che sia intelligente, dopo tutto quello che ho passato, andare su una superficie completamente diversa e poi tornare sul rosso. Mi sono iscritto ai Championships, ma non credo che sia una buona idea”. Rafa in campo chiude con un “Merci beaucoup” e si prende l’ovazione della gente. 

L’analisi del suo corpo e dei suoi infortuni è ancora più profonda. “E’ come una giungla. Un giorno mi morde un serpente, un altro una tigre. E’ una lotta continua con il dolore. Perché non mi ritiro? Non voglio avere il rimpianto di farlo nel momento in cui le mie condizioni stanno migliorando. Questa è la forza che mi spinge, anche perché viaggio con mia moglie e mio figlio. Unisco la mia famiglia e il tennis, che è quello che mi piace fare. Mi sto divertendo e il mio corpo sta tenendo, datemi due mesi per le Olimpiadi e poi magari vi dirò che va bene così. Sono successe tante cose: un brutto infortunio, un altro strappo a Brisbane e la sensazione di dover smettere, perché sentivo di non essere più all’altezza. Poi, da Barcellona, ho giocato 4 tornei e ho ricominciato a crederci. Perché ho avuto più di quello che avevo sognato da questo mondo”. E Rafa ha regalato un sogno anche agli appassionati di tutto il pianeta. 

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