Nadal si allena, Djokovic prepara l’Adria Tour e Federer resta in attesa…

Nadal si allena, Djokovic prepara l’Adria Tour e Federer resta in attesa…

Nadal condivide sui social i video dei suoi primi allenamenti sui campi dell’Academy di Maiorca con il prototipo della sua nuova racchetta, che verrà svelata al primo Slam utile: ancora da capire se ci saranno piccole variazioni tecniche. Djokovic, chiusa la parentesi della quarantena a Marbella, è tornato a Belgrado e ha presentato l’Adria Tour, la serie di tornei in cui è coinvolto anche come organizzatore. Federer, invece, per il momento resta in attesa degli eventi. “Non mi sto allenando, perché onestamente non ne vedo il motivo”, ha raccontato King Roger durante una chat con Guga Kuerten. Si è operato in artroscopia al ginocchio destro lo scorso febbraio, lo stesso intervento al quale si era sottoposto nel 2016, ma a quello sinistro, quando si era fatto male preparando il bagnetto per le gemelle. “Sono soddisfatto di come mi sento fisicamente, ma credo che la ripartenza del circuito sia ancora lontana. Preferisco utilizzare dal punto di vista mentale questo stacco”. Ad agosto compirà 39 anni, in bacheca conta 103 tornei, 20 dei quali dello Slam, e in banca ha un patrimonio stimato di 600 milioni di dollari. Un extraterrestre, un braccio e un polso mai visti prima, uno stile affascinante. E un fisico ancora atletico, ma non gonfio di muscoli, agile e snello. Impossibile non lasciarsi ammaliare dalla storia infinita di un campione irripetibile. E’ stato paragonato ai più grandi della storia dello sport, da Pelè a Schumacher, passando per Maradona, Bolt, Michael Jordan, Muhammad Ali, Merckx, Phelps, Valentino Rossi e Senna. “Questi campioni mi affascinano - ha sempre sottolineato Federer - e li ammiro per ciò che hanno fatto giorno dopo giorno, per quanto hanno vinto. E' stato importante da giovane averli da esempio per trovare la mia strada”. Ma in realtà il Fenomeno svizzero ha qualcosa di più. Tutti i grandi campioni citati hanno avuto una carriera normale seppur nella loro straordinarietà. Hanno raggiunto la vetta, hanno vissuto un declino più o meno veloce, chi con dignità, chi con qualche frustrazione. Federer no, è andato oltre.

Nadal (19 Slam) e soprattutto Djokovic (19) sono lì, ma chi è già leggenda può permettersi di guardare dietro con distacco. Del resto l’Atp ha prolungato lo stop del Tour fino al 31 luglio e non è detto che poi si riprenda. Gli Us Open sono a rischio ed è probabile che si torni a giocare a settembre e in Europa sulla terra con Madrid, gli Internazionali BNL d’Italia e il Roland Garros: praticamente un mini circuito sul rosso spostato dalla primavera all’autunno. Federer ne approfitta allora per godersi ancora un po’ di riposo nella sua villa di Zurigo, la vita in famiglia con Mirka e le due coppie di gemelli che di sicuro non avevano mai avuto a disposizione il papà per tanto tempo. “Da quando mi sono operato nel 2016 non ero mai stato a casa per cinque settimane di seguito - racconta King Roger - quando inizierò a capire che ci avviamo alla ripresa e avrò uno scopo per cui allenarmi, di sicuro sarò super motivato”.

E’ diventato l’idolo di milioni di appassionati di ogni nazione ed età, giocando con il pubblico dalla propria parte in qualsiasi posto del mondo e facendo appassionare a questo sport un numero straordinario di tifosi. Lui ha fatto quello che non si era mai visto fare prima a uno sportivo. A sgonfiare un po’ l’entusiasmo dell’unico tennista al mondo che gioca in casa ovunque si trovi è proprio la prospettiva di dover giocare a porte chiuse, non esclusa né da Parigi né da New York. “La maggior parte delle volte che ci alleniamo non c’è nessuno a guardarci, quindi ovviamente è possibile giocare senza fan. D’altro canto mi auguro davvero che il circuito possa tornare in fretta alla normalità. Va bene tenere duro fino a quando i tempi saranno maturi, riempiendo gli stadi per un terzo o per metà. Ma per me giocare i grandi tornei a tribune del tutto vuote sarebbe molto difficile”. Parola di King Roger.