Nadal vince anche alla Playstation

Nadal vince anche alla Playstation

Ore 15.30 allo stadio Manolo Santana della Caja Magica di Madrid: Rafael Nadal contro Denis Shapovalov, primo impegno per il campionissimo spagnolo al Mutua Nadrid Open 2020.

Impossibile non collegarsi, anche se il torneo è nella sua versione Virtual Pro, cioè disputato in remoto dai giocatori a casa loro, con la PS4, giocando con i loro avatar a Tennis World Tour, uno dei più noti videogiochi a tema tennistico.

Il match è il terzo della giornata, dopo quello inaugurale tra Diego Schwartzman  David Ferrer e l’esordio della prova femminile con il confronto tra Belinda Becnic e Carla Suarez Navarro, appartenenti al Gruppo 1.

I due tabelloni da 16 giocatori (e giocatrici) sono divisi in quattro gironi i cui match (singoli set ai 3 game con tie-break sul 3 pari) previsti per oggi e domani, qualificherenno i primi due di ogni raggruppamento per i quarti di finale di mercoledì.

Un team di tre commentatori, tra i quali l’ex pro Alex Corretja, funge da studio di continuità tra una partita e l’altra e ci conduce, con una manciata di minuti extra di attesa, alla partita clou di giornata. Siamo sulla pagina Facebook del torneo e quando si entra nel vivo del match ci sono 8.335 persone collegate.

Il lavoro di computer graphics nella confezione delle immagini del gioco non è affatto male. Sullo schermo la terra battuta madrilena e le due figure dei contendenti che nelle azioni di gioco riprendono discretamente le movenze dei giocatori reali, che vediamo in due piccoli riquadri nella parte bassa dello schermo, con i loro controller in mano, a casa loro.

Certo, bisogna essere davvero in astinenza per emozionarsi con il gancio di diritto mancino dell’omino con la canottiera gialla che si muove sul lato del campo più vicino, dandoci le spalle. Ma l’astinenza c’è tutta e non si può fare a meno di sentire un piccolo brivido di nostalgia del reale quando l’avatar di Shapovalov, là in fondo, dall’altra parte del campo, si prepara a servire facendo battere la pallina per terra da dietro, in mezzo alle gambe, stile John Isner.

Rafa, che era dato come fragile a contatto con la tecnologia (specie dopo la balbettante chiacchierata su Instagram con Andy Murray) si è evidentemente allenato molto negli ultimi giorni. Aveva i tempi giusti. Nonostante i bellissimi rovesci a una mano che il canadese, 13 anni più giovane di lui, riusciva a tirare anche “virtualmente” (non male la riproduzione dei designer del gioco), il Nadal virtuale aveva il timing giusto per lasciare spesso fermo l’avversario. Che pure era sembrato molto efficace al servizio. Alla fine si è imposto 4-3 (7 punti a 4 il tie-break) e in quel momento gli spettatori su Facebook live erano più di 9.500.

Lo scrittore americano David Foster Wallace ha scritto che l’esperienza del tennis dal vivo sta alla sua fruizione televisiva come il sesso reale a un film porno. Ora che non c’è più non possiamo chiedergli un’immagine letteraria per sintetizzare quello che abbiamo visto oggi.

Però lo sforzo degli organizzatori, in questi momenti tristi e avari di aria aperta e azione vera, in tutte le sue possibili declinazioni, merita un plauso. E un pizzico di curiosità resta per il prosieguo di questo meeting virtuale tra amici di tutto il mondo per giocare a tennis insieme, anche se per finta.

Finti non sono di sicuro i 300.000 euro che il torneo ha messo in palio, da devolvere a supporto dei giocatori di classifica più bassa in difficoltà economica in questo periodo, e che i vincitori potranno decidere come distribuire. Oltre a 50.000 euro destinati alla Municipalità di Madrid per l’assistenza sanitaria.

Una solidarietà importante: lo stesso Nadal ha approfittato della brevissima intervista post match per sottolineare il grande supporto che tanti hanno espresso in questi giorni, anche tra gli sportivi che hanno contribuito al suo progetto di raccolta di un milione di euro a favore della croce Rossa spagnola, impegnata allo stremo nell’assistenza sanitaria e sociale.