Osaka come Federer e Seles. Brady: "So che posso vincere uno Slam"

Osaka come Federer e Seles. Brady: 'So che posso vincere uno Slam'

Solo tre giocatori hanno vinto le prime quattro finali Slam giocate nell'era Open: Monica Seles, Roger Federer e Naomi Osaka, che ha conquistato il secondo Australian Open dopo i due titoli allo US Open.

All'inizio del match, ha detto la giapponese, la tensione si sentiva. Si è messa pressione, anche se ha spiegato di stare imparando a gestirla. "Prima del match mi ero detta che probabilmente non avrei giocato bene, ma dovevo chiedere a me stessa di lottare su ogni punto e non di giocare la partita perfetta".


Quando ha visto Brady affossare il dritto sul punto che ha chiuso il primo set, lo scenario emotivo della partita è cambiato. "Era un errore strano per lei. Ho pensato che in quel momento fosse molto nervosa o molto sotto pressione e io dovevo in qualche modo capitalizzare quella situazione. Quando perdi il primo set, ti vengono tanti dubbi, ed è allora che devi premere di più sull'acceleratore. E' quello che ho cercato di fare all'inizio del secondo set". Le riesce evidentemente bene, visto che negli Slam ha perso solo una partita dopo aver vinto il primo set, al Roland Garros del 2016.


Nei due anni e mezzo trascorsi dal primo successo negli Slam, Osaka ha imparato che "è okay non sentirsi ok. E' normale non essere sicuri di se stessi".

Per Mats Wilander, può arrivare a vincere anche dieci titoli Slam, se eviterà gli infortuni. "Per ora voglio arrivare a cinque, poi magari a sette-otto, poi dieci. E' un onore che abbia detto questo, ma non voglio mettermi troppe aspettative addosso".

Portata a una visione collettiva del tennis, alla condivisione delle esperienze con la famiglia e lo staff, ha confessato un particolare sogno di lungo periodo. "Voglio giocare abbastanza a lungo da riuscire ad affrontare un'avversaria che mi considerava la sua giocatrice preferita".


Brady: "Ho capito che posso vincere uno Slam"

"Non è andata come avrei voluto, ma mi sono goduta ogni minuto della mia prima finale Slam giocata con i tifosi presenti. Spero ce ne saranno molte altre" ha detto Jennifer Brady in conferenza stampa.

"All'inizio mi sentivo un po' nervosa - ha ammesso - poi dalla metà del primo set ho cominciato ad essere più a mio agio anche se sentivo che non stavo giocando il mio tennis migliore". Decisivi gli ultimi game del primo set, dalla palla break mancata sul 4-4 al break subito dal 40-15 nel gioco che ha chiuso il parziale.


Brady non ricorda l'andamento preciso dei punti. Spiega però perché ha commesso un doppio fallo (4-5 punto del 40 pari) tirando la seconda di servizio al centro. "La mia peecentuale di prime era sotto il 40%, lei metteva pressione, io ho sentito un po' di fretta. Ho provato a cambiare direzione, a far qualcosa di diverso perché avevo servito la seconda quasi sempre in kick a uscire" ha detto. "Poi ovviamente il dritto sul set point non è andato come avevo pensato".

Le ultime cinque settimane in Australia, iniziate con quindici giorni di quarantena più severa senza poter lasciare la camera d'albergo, le hanno insegnato che il tennis di vertice non è una terra straniera. "Penso che vincere uno Slam sia un obiettivo raggiungibile. Un anno fa avrei pensato che fosse come andare su Marte" ha ammesso.


Il prossimo step, ha detto, è giocare meglio i punti importanti oltre a mantenere una percentuale più alta di prime di servizio in campo. "Devo migliorare il mio gioco e le mie qualità, così la prossima volta, in un momento simile, non dovrò giocare un gran tennis, ma solo abbastanza bene per vincere".

Non fissa una data entro cui conquistare il primo major. "Quando avrò l'opportunità, sarò pronta" ha detto. Merito anche del lavoro con il coach Michael Geserer e il preparatore atletico Daniel Pohl.

"Da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, il mio ranking è costantemente migliorato. Stiamo facendo qualcosa di speciale - ha detto Brady -. Michael ha sviluppato il mio gioco dalle basi. I colpi li ho sempre avuti, lui ha reso tutto più solido e ripetibile, senza continui alti e bassi. Daniel mi ha fatto lavorare duro in palestra, ha cambiato il mio fisico. Sono andata sempre meglio grazie a loro che mi hanno sempre spinta giorno dopo giorno. Spero che continueremo ad essere sempre più forti, più veloci e migliori".