Quando il gioco si fa duro Kyrgios non sbaglia un colpo

Quando il gioco si fa duro Kyrgios non sbaglia un colpo

Adesso, quando parla, Nick Kyrgios lascia il segno. Kyrgios chi? Quello che lo scorso anno è stato squalificato agli Internazionali BNL d’Italia per aver dato in escandescenze, sbattuto per terra la racchetta, aver preso a calci una bottiglietta e tirato uno sgabello in mezzo al campo durante il match con il norvegese Casper Ruud? Nick Kyrgios, quello che si è beccato 8 settimane di sospensione tre anni fa per aver giocato distrattamente e senza impegno contro Zverev al Masters 1000 di Shanghai? Quello che giocando contro Stan Wawrinka tenne a dirgli che il suo amico Kokkinakis era andato a letto con l’allora fidanzata dello svizzero, Donna Vekic?

Si proprio quel Kyrgios è in questo momento un punto di riferimento morale forte nel mondo del tennis professionistico. Uno che dimostra di saper capire le situazioni, pensare non solo a se stesso, avere un apertura mentale che va oltre le linee del campo. E va giù pesante con chi secondo lui non si comporta come dovrebbe.

Ultimo bersaglio, dopo le critiche per l’organizzazione senza sicurezza dell’Adria Cup da parte di Djokovic e del suo entourage, è Alexander Zverev, uscito incolume dal ‘cluster ‘ del contagio ma beccato al di fuori da quell’isolamento precauzionale che aveva annunciato lui stesso via Twitter.

Nick lo ha fatto a fettine, sempre via twitter, con precisione e scelta di tempo che sembrano quelle che mostra nell’esecuzione di certe sue accelerazioni inarrivabili durante i match.

Qualcuno ricorderà che Nick la Peste era stato il primo ad attivarsi, all'inizio dell'anno, quando il suo Paese è stato devastato dalle fiamme di incendi incontrollabili: si era subito proposto di offrire 200 dollari per ogni ace piazzato durante il tour australiano a sostegno delle associazioni impegnate nell’assistenza e nella battaglia contro il fuoco e i danni che recava. Aveva sfidato la Federazione australiana, che aveva risposto organizzando una raccolta fondi.

Di recente, è stata la pandemia di Covid-19 a spingerlo all’azione. All'inizio del lockdown, ha invitato coloro che non avessero più le risorse a non rimanere isolati e a non esitare nel chiedergli aiuto. “Mi piacerebbe condividere ciò che ho. Un pacco di pasta, un pezzo di pane, latte. Lo lascerò alla tua porta. Non andare a letto affamato” aveva postato su twitter.

Quando Dimitrov, Coric, Troicki e poi Djokovic, sua moglie Jelena e il preparatore fisico Panichi, sono risultati positivi al virus dopo due weekend di Adria Cup organizzati senza distanziamento sociale, precauzioni ma addirittura bagni di folla e serate scatenate in discoteca, Nick ha sparato a zero. Ha scritto su twitter che organizzare l’esibizione in quelle condizioni era stata "una decisione stupida". Aggiungendo: "Vi auguro di guarire presto e bene. Questo è ciò che accade quando non si rispettano tutti i protocolli. Non credo si possano più citare certi miei comportamenti come atti irresponsabili o stupidi. Questo (il tour di Adria) supera tutto”.

Avrebbe potuto fermarsi lì, senza tenere conto del video di Alexander Zverev (attore dell'Adria Tour) ripreso nel bel mezzo di una festa, senza alcun distanziamento, dopo che il tedesco aveva annunciato pochi giorni prima di essersi messo in isolamento.

Kyrgios invece osserva e si incazza. "Ma come puoi essere così egoista? Se hai il coraggio di postare un tweet scritto dal tuo team a nome tuo che dice che ti metterai in quarantena per 14 giorni e chiedi scusa al pubblico per aver messo a rischio la loro salute, almeno devi avere il coraggio di stare a casa 14 giorni, dannazione! "

Questo intervento ha fatto scattare in un altro tedesco, Boris Becker, il desiderio di inserirsi nella discussione, in difesa del giovane connazionale. Il triplice vincitore di Wimbledon ha dato a Kyrgios del “ratto”, affermando che non era corretto nell’attaccare suoi colleghi. "Guardati allo specchio se pensi di essere migliore di noi” ha scritto il vecchio Boris. Non l’avesse mai fatto.

"Se qualcuno può comportarsi in modo sciocco come Sasha, lo faccio notare," ha risposto secco Kyrgios.

Nel tentativo di placarlo, Becker ha ribadito le sue osservazioni sulla pandemia e affermato che secondo lui c’era un codice di comportamento tra gli sportivi che impediva di mettere in piazza cose che succedevano in ambiti privati.

E Kyrgios di rimando: “Becker è una ciambella più grande di quanto pensassi (riferendosi al buco al centro della ciambella). Può giocare una volée, ma non è l’attrezzo più efficiente per farlo". Un po’ come dire che il tentativo di difesa del tedesco nei confronti del suo giovane connazionale non faceva che peggiorare le cose.

Da impallinato a grande impallinatore: la carriera di Nick Kyrgios sta avendo una svolta in questo 2020. Nel momento della difficoltà il suo spirito libero da condizionamenti sta diventando un punto di riferimento. Una voce controcorrente e senza peli sulla lingua che in tanti cominciano ad ascoltare. E’ il mondo (del tennis) alla rovescia? Forse. O forse la crisi obbliga a dare alle cose il giusto peso. E nella scala dei valori di Kyrgios la vita e la salute delle persone pesano più di games, set e match.