Rotterdam: sorride Pospisil, fuori Medvedev

Rotterdam: sorride Pospisil, fuori Medvedev

Sorride Vasek Pospisil. Sorride dopo aver rovinato il 24mo compleanno di Daniil Medvedev. Il russo, testa di serie numero 1, ha festeggiato ieri ma in campo ha avuto ben poco per cui gioire. Dopo la semifinale dell'anno scorso all'ATP 500 di Rotterdam, stavolta si ferma al primo ostacolo. Un Pospisil capace di vincere l'81% di punti con la prima alza le braccia dopo il 6-4 6-3, la sua seconda vittoria contro un top 10 del 2020 dopo il successo su David Goffin in semifinale a Montpellier. 

Il canadese, primo finalista non europeo in dieci anni di storia del torneo francese, sfiderà per la prima volta Filip Krajinovic per un posto nei quarti di finale.

Li ha già raggiunti, invece, Pablo Carreno Busta, al suo debutto a Rotterdam. Dopo la vittoria su Adrian Mannarino, lo spagnolo ha superato sempre in tre set Roberto Bautista Agut, che aveva vinto nove delle prime 10 partite in stagione. Numero 30 del mondo, Carreno Busta ha chiuso 6-4 2-6 7-6(4) completando la 29ma vittoria al tiebreak decisivo nel circuito maggiore.

Lo spagnolo, che pure ha ottenuto meno punti, ha festeggiato il primo successo da Winston Salem 2016 contro il numero 12 del mondo. Nei quarti aspetta David Goffin o Jannik Sinner.

A sorpresa, si qualifica per i quarti anche Dan Evans che per la prima volta quest'anno vince un match in rimonta dopo aver perso il primo set. Il britannico ha concesso appena due palle break contro un fin troppo incostante Karen Khachanov, sconfitto 4-6 6-3 6-4.

Evans raggiunge così il suo primo quarto in un ATP 500. Il britannico, tra i protagonisti nella sua nazionale in ATP Cup, aspetta il vincitore del decimo derby tra Gilles Simon e Gael Monfils, campione in carica a Rotterdam. Il 33enne ha disputato almeno una finale ATP per sedici anni di fila, la seconda serie più lunga nel circuito ATP dietro Roger Federer. Ha toccato questo traguardo a Montpellier, dove ha eguagliato i tre successi nell'albo d'oro di Richard Gasquet. Ha conquistato così il suo nono titolo ATP, avvicinando il terzo posto tra i francesi più vincenti nell'era Open proprio di Simon (14).

Monfils ha dominato in 70 minuti Joao Sousa, che ha dimostrato di non avere abbastanza soluzioni per mettere in difficoltà il numero 9 del mondo, capace di neutralizzare i suoi schemi metodici ma un po' ripetitivi e le sue traiettorie piatte. "E' sempre difficile iniziare un torneo dopo aver vinto il titolo la settimana prima" ha detto Monfils che ha chiuso 6-3 6-2, "ma qui a Rotterdam conservo ottimi ricordi. Sono felice".

Monfils, che ha vinto il 68% di punti con la prima, ha completato il nono successo in undici partite quest'anno. E può continuare a nutrire l'ambizione di essere il primo dopo Robin Soderling a vincere a Rotterdam per due anni di fila. Lo scoglio Simon, però non è semplicissimo. Tre volte semifinalista qui, il più anziano in tabellone l'ha infatti battuto in sette incontri su nove. Non si sfidano però dalla finale di Marsiglia del 2015, che Simon ha conquistato al tiebreak del terzo set. Il numero 57 del mondo ha mantenuto il suo record perfetto contro Mikhail Kukushkin. Il 7-6(3) 3-6 6-3 gli vale infatti il quattro successo su quattro.