Santopadre: “Matteo è più forte dopo il lockdown”

Santopadre: “Matteo è più forte dopo il lockdown”

Matteo Berrettini imperversa con il suo servizio e diritto esplosivi già in questi primi scampoli di stagione non ufficiali. Esibizioni di lusso, più o meno orginali (come l’UTS, Ultimate Tennis Showdown) non possono fare a meno di un giocare di prestigio come il fresco n.8 del mondo. Uno che ha giocato le ultime Atp Finals, uno dal gioco spumeggiante e dall’ampio sorriso da giovane Vittoria Gassman che conquista i cuori ad ogni latitudine. E così manca ancora un mese alla ripartenza del circuito maschile ma Matteo è già lanciato. E con lui il suo coach storico, Vincenzo Santopadre, in panchina a Kitzbuhel (dove Matteo è arrivato terzo) e a Sophia-Antiplis dove l’azzurro più caldo ha trionfato battendo in finale Stefanos Tsitsipas, n.5 del mondo.

Inevitabile parlare subito di prospettive per il resto della stagione, quella ufficiale, soprattutto ora che, con il sistema rivisto del ranking Atp, Berrettini ha ottime possibilità di qualificarsi di nuvo per le Atp Finals dato che non dovrà scartare i punti degli ottimi risultati ottenuti nel 2019.

Abbiamo raggiunto Santopadre proprio mentre Matteo viaggia verso Berlino, dove lo aspetta un’altra esibizione di lusso, Bett1 Aces, metà sull'erba metà sul duro. Un torneo a sei giocatori in cui ritroverà anche Jannik Sinner.

Vincenzo, che riflessioni avete fatto su questo sistema di classifiche rivisto e sulle proiezioni che comporta alla ripresa dei tornei?

“Come ti ho già raccontato molte volte, noi non facciamo molti ragionamenti su questo genere di cose. Ci interessa il gioco, il livello di gioco, i miglioramenti, la possibilità di crescere. Certo, man mano che si va avanti, bisognerà tenere presente anche questi aspetti numerici.  In questo momento siamo comunque in attesa. La situazione negli Stati Uniti ancora non è garantita.  Dobbiamo osservare la situazione e aspettare.  Tutti i programmi che possiamo fare, questa volta, sono dipendenti da cose che noi assolutamente non possiamo controllare.  Diciamo che la volontà di andare in America ci sarebbe, però sappiamo benissimo che è difficoltoso creare questa “bolla”, la “bubble”, come la chiamano.  L'Atp si sta muovendo però purtroppo penso che dobbiamo essere pronti ad accettare quello che viene.  La scelta di questo metodo di classifica rivisto potrà anche essere criticabile sotto alcuni aspetti però penso anche che sia impossibile accontentare tutti.  Ci potrà essere qualcuno penalizzato però a me piace come è stata impostata e mi sembra una cosa equa. In questo momento dubito che qualcuno possa avere idee diverse che non finiscano per scontentare ancora più persone.  Secondo me il calcolo che mantiene i punti degli ultimi 22 mesi dà la tranquillità ad alcuni giocatori di poter rinunciare a qualche torneo, rinunciando anche a gonfiarsi le tasche perché il tennis per i professionisti è un lavoro. Chi rinuncia a lavorare, quindi al guadagno, però non compromettono la carriera, non perdono lo status nel ranking.  Se uno decide di non andare agli US Open, perché effettivamente ci può stare di avere timore o di non essere tranquilli, la cosa migliore è che possa non perdere punti”. 

“Chi invece decide di andare si gonfia il portafoglio e si prende dei punti se fa un risultato migliore dell'anno precedente. Di questo ho parlato anche con Matteo prima che ci fosse la “call” con tutti i giocatori, quasi 500 persone, e avevamo convenuto insieme che questa potesse essere la decisione migliore da prendere. In questo modo i giocatori possono stare tranquilli sulla carriera e anche sul fatto di poter saltare qualche torneo, perché è plausibile che avvenga. Quindi ritengo che sia stata una cosa fatta bene, il giusto compromesso. Penso che sia stato un buon provvedimento parlando non solo come allenatore di Matteo ma anche come persona che ritiene che il bene comune vada salvaguardato”.

Nel caso specifico di Matteo con questo criterio di visto Ci sono chance importanti di poter andare alle ATP Finals di Londra anche nel 2020. in condizioni normali non sarebbe stato così ovvio. Soprattutto in questo momento della stagione sarebbe stato difficile poter avere una prospettiva così chiara.  Questo modifica il vostro modo di ragionare sulla ripresa dei tornei?

"Sicuramente non avremmo avuto questa prospettiva all'inizio del mese di luglio.  Matteo ha giocato un torneo solo e, probabilmente, dovendo scommettere  sulla possibilità di andare alle ATP Finals non saremmo stati particolarmente sicuri.  Ha fatto il secondo turno agli Australian Open e poi si è infortunato,  ha giocato solo due partite nel 2020, quindi era impensabile immaginarsi alle ATP Finals di nuovo. È ovvio che adesso è rientrato in corsa. I calcoli vanno fatti ma lasciano anche un po' il tempo che trovano perché poi quello che conta è come si presenterà lui ai randi appuntamenti, in quale stato di forma.

"Tutto dipende dalla la possibilità di ottenere dei risultati: i punti sono la conseguenza.  Io sono molto fiducioso perché credo che questa pausa gli sia servita per prendere consapevolezza di quello che è è successo lo scorso anno, consapevolezza del giocatore che è diventato.  E’ importante realizzare e  fermarsi un attimo perché quando sei dentro al frullatore, come è stato l'anno scorso, giocare di nuovo quest'anno un torneo dopo l'altro poteva anche destabilizzarlo. In più non ti nego che io credo che Matteo sia migliorato.  E’ riuscito a lavorare durante il lockdown a livello fisico è riuscito anche a mantenere il suo tennis adesso sta lavorando molto bene con molta voglia.  Ci siamo allenati all'accademia di mouratoglou.  Io penso che tennisticamente sia migliorato. è migliorato nella risposta è migliorato nel  rovescio. nel lockdown abbiamo  analizzato delle situazioni che possono tornare utili a livello tattico e quindi io credo che Matteo oggi sia un giocatore migliore di come l'avevamo lasciato dopo gli Australian Open”.

"Tutto dipende dalla la possibilità di ottenere dei risultati: i punti sono la conseguenza.  Io sono molto fiducioso perché credo che questa pausa gli sia servita per prendere consapevolezza di quello che è è successo lo scorso anno, consapevolezza del giocatore che è diventato.  E’ importante realizzare e fermarsi un attimo perché quando sei dentro al frullatore, come è stato l'anno scorso, giocare di nuovo quest'anno un torneo dopo l'altro poteva anche destabilizzarlo. In più non ti nego che io credo che Matteo sia migliorato.  E’ riuscito a lavorare durante il lockdown a livello fisico è riuscito anche a mantenere il suo tennis adesso sta lavorando molto bene con molta voglia.  Ci siamo allenati all'accademia di mouratoglou.  Io penso che tennisticamente sia migliorato. è migliorato nella risposta è migliorato nel  rovescio. nel lockdown abbiamo  analizzato delle situazioni che possono tornare utili a livello tattico e quindi io credo che Matteo oggi sia un giocatore migliore di come l'avevamo lasciato dopo gli Australian Open”.

Le prime partite in queste esibizioni come l’Uts o Kitzbuhel lo hanno mostrato in buona condizione effettivamente per quanto possono valere...

“ Sì, sì è vero. Io credo che una cosa importante è che lui anche sutando questa opportunità, quella di giocare con Thiem, giocare con Tsitsipas, Goffin,  cosa che fino a un anno fa era molto più difficoltoso.  Io penso che il fatto di poterti allenare e di competere con giocatori di questo calibro finisca per tirare fuori in automatico questo livello.  come quando hai davanti una lepre, sei stimolato. Comunque tornando alla domanda di partenza e cioè alla considerazione di meccanismi di classifica certo qualche calcolo sarà importante farlo, sono calcoli che deve fare l'allenatore  sapendo che magari con una certa classifica il suo giocatore parto intorno avanti e quindi fare dei calcoli di programmazione legati ai punti e i tornei".  

Matteo Berrettini

“Sono sensibilità che un allenatore deve avere e deve tenere a mente. Per esempio la scelta di non giocare tornei le settimane precedenti agli Slam per caricarsi bene di energie e allenarsi in funzione del torneo, rinunciando Magari ai punti di un torneo minore, si è rivelata una scelta vincente. per esempio lo scorso anno prima di Wimbledon ha saltato eastbourne punto e virgola prima degli US Open anche se aveva poche partite Sul cemento abbiamo deciso di non andare a Winston Salem.  per arrivare a New York un po' di giorni prima del torneo, allenarci e caricare le batterie.  poi alla fine sono stati i due Slam dov'è andato meglio. Quindi come vedi qualche calcolo si fa ma solo per giocare Meglio. A questo punto l'augurio che possiamo farci tutti e di riuscire davvero a giocare, a ripartire con i tornei. Questa è la cosa più importante”.

Avete ancora dubbi?

“Dubbi sugli Us Open ce ne sono ancora tanti e non sono solo nostri: la situazione negli Usa e il loro sistema sanitario non fanno stare tranquillo nessuno, che sia italiano, spagnolo, francese, tedesco o russo. Male che vada si ripartirà dalla terra battuta. Madrid, Roma, Parigi: ci vediamo di sicuro là”.