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Sara Errani e l’arte di non mollare mai

di SuperTennis   
Sara Errani e l’arte di non mollare mai

Non tutti fanno Novak di nome e Djokovic di cognome, come quel signore classe 1987 quest’anno capace di vincere tre Slam su quattro ed eguagliare lo storico record di 24 titoli di Margaret Court. Ma nel tennis di oggi a 36 anni si può essere ancora tanto competitivi quanto affamati, anche se i tornei da alzare al cielo non sono (più) i più prestigiosi al mondo. Lo sa bene Sara Errani, che di “Nole” è coetanea – i due sono nati a una ventina di giorni di distanza – ma a differenza sua il meglio se l’è lasciato alle spalle da un po’, eppure continua a lottare come fa da quasi trent’anni, nei quali ha raggiunto risultati impensabili ai più.

Zitta zitta, la romagnola ha appena aggiunto un’altra finale al suo palmarès, nel nuovo WTA 125 di Bucarest sostenuto dalla fondazione del mitico Ion Tiriac: l’ha persa domenica contro l’australiana Astra Sharma, lasciandosi rimontare dopo un primo set vinto 6-0, ma ha dato comunque un’ulteriore prova del suo carattere di d’acciaio, dell’immutato amore per il tennis e della fame per la fatica e il sudore, unico sentiero conosciuto in grado di condurla alla vittoria.

Sentimenti che valgono ancora di più rispetto a quelli di Djokovic, perché è facile mettersi alla prova ogni giorno quando il risultato è spesso quello desiderato dal mondo intero, un po’ meno se c’è da lottare quotidianamente per conservare un posto nelle prime 100 WTA dopo aver vissuto trascorsi da top-5. Ma come Sara non si è mai montata la testa nei periodi d’oro, da anni ha deciso di non abbattersi anche se i palcoscenici sono cambiati. Così, mentre una parte della fama è inevitabilmente evaporata, l’altra si è tramutata in quel genuino rispetto che il pubblico avverte nel vederla lottare su ogni palla come una ragazzina, dannandosi l’anima quando potrebbe tranquillamente farne a meno.


Scorrendo la sua activity del 2023, si scopre che il WTA 125 di Parma di questa settimana sarà il 27esimo torneo della sua stagione, nella 38esima settimana dell’anno. In media, ha giocato tornei in tre settimane su quattro, segno di una voglia enorme di competere ma anche di un’integrità fisica tutt’altro che banale per una atleta della sua età, peraltro dal tennis molto impegnativo. Evidentemente, la sua ricetta per stare bene è ancora quella che suggerisce di giocare il più possibile, inseguendo un posto da top-100.

L’aveva recuperato a marzo dopo quattro anni abbondanti col ranking a due cifre, riuscendo – in particolare grazie a un’altra finale WTA 125, in primavera a San Luis Potosi – a riportarsi addirittura nelle prime 70 della classifica. Poi, qualche risultato in scadenza l’ha spinta indietro ma con la finale in Romania è di nuovo a un passo dal traguardo, molto meno banale di quanto possa apparire anche per una come lei. Verrebbe da pensare che per una Errani essere 85 o 115 faccia poca differenza, visto quanto in alto è arrivata. Invece, cambia perché di mezzo c’è la partecipazione diretta ai tornei del Grande Slam, ritrovata fra Parigi e Wimbledon e probabilmente fra le ragioni che potrebbero convincerla a provarci ancora per un po’.

La parola ritiro, Sara non l’ha mai nemmeno accennata e la maturità le insegna a non perdersi d’animo nemmeno quando le cose vanno male. Un esempio? A Bucarest ci era arrivata dopo aver perso al primo turno in 4 dei 5 tornei precedenti, quindi nulla lasciava immaginare che potesse fare strada. Invece è arrivata in fondo e si è rilanciata un’altra volta, tanto che a Parma potrebbe fare di nuovo buone cose. Quello del Tc Parma non è il torneo WTA geograficamente più vicino a casa sua, perché la distanza da Gaiba risulta minore, ma è l’unico evento del Tour della sua Emilia-Romagna. Vincerlo avrebbe un sapore speciale.

di SuperTennis   
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