Sinner ko? Innamorati lo stesso, dalla testa ai piedi

Sinner ko? Innamorati lo stesso, dalla testa ai piedi

La Sinnermania è totale: quando ti prende, ti prende tutto. Nella buona e nella cattiva sorte. Ti esalta, ti scalda dalla testa ai piedi.

Partiamo proprio da lì, dalle scarpe del fenomeno che ha catturato tutti ma soprattutto i più giovani. Proprio in questi giorni Jannik ha messo in mostra un paio di clamorose calzature tecniche con la tomaia nera e una banda oro lucida (posto del classico bianco con la banda blu).

Una scarpa che si è fatta notare sul piede n.44 del ragazzo di Sesto Pusteria (alto un metro e 88), anche perché faceva un po’ a pugni con la maglietta blu e i pantaloncini bordò. Ma queste sono considerazioni da vecchi tennisti. O forse da tennisti vecchi.

I ragazzini sono impazziti per le calzature di Jannik. Anche perché è proprio inseguendo questo genere di creazioni che i Millennial si appostano sul marciapiede di fronte ai negozi di tendenza la sera prima del lancio mondiale dell’ultima novità, in fila per essere i primi a calzarla, anche a caro prezzo.


La brillante regia di chi aiuta Sinner a gestire il profilo Instagram gli ha fatto lanciare un’iniziativa social: un paio di scarpe autografate regalate dal nuovo astro del tennis a chi seguiva il suo profilo, metteva un like al post e commentava raccontando quali fossero le sue calzature preferite, tra quelle delll’azienda che sponsorizza Sinner e produce le sue Court Air Zoom Zero Hc.

In tre giorni i like sono andati oltre 12.000 e i commenti hanno superato i 2600. E continuano ad arrivare dopo che Jannik ha annunciato, sempre su Instagram, pubblicando una story, che le scarpe erano state assegnate a un giovane e promettente tennista di Villafranca Piemonte, Lorenzo Airaudo, under 14 già classificato in seconda categoria, che si allena al Tc Saluzzo con il maestro Marco Barbero.



L’Allianz Cloud si è riempito per Sinner per la terza sera di fila come mai aveva fatto lo stadio di Rho-Pero, pur bellissimo, nelle passate due passate edizioni della manifestazione. Eppure la partita con il francese Humbert non contava nulla per l’esito del girone B al quale entrambi appartengono. E alla fine è andata pure storta, con la vittoria del francese in quattro set.

Ma nulla ha intaccato la passione per lui, che è trasversale. Ai nonni piace perché sembra un bel nipote, pulito, educato, di cui andar fieri. Ai ragazzi perché è uno di loro.

L’applauso di incoraggiamento che il palazzetto gli ha tributato, quando ha subito il secondo break della partita, scivolando 1-3 nel secondo set dopo aver perso il primo al tie-break, è stato di un calore commovente.
Sapeva di vicinanza famigliare, come se i milanesi in tribuna applaudissero il figlio, il fratello, l’amico del cuore. In effetti si è poi scoperto che tra i quasi 5.000 dell'Allianz Cloud c'erano anche papà Hans Peter, mamma Siglinde e il fratello Mark. Ma erano tra i più compassati. 
L'ex Palalido si era riempito di un’empatia intima e istintiva. Che si è trasformata in un boato quando quell’energia ha fatto volare Sinner all’immediato contro-break, riaprendo momentaneamente la partita. Che poi è scivolata sul versante francese, senza rimedio.



Ne dovremo vedere di vittorie e di sconfitte lungo il viaggio che Jannik Sinner deve fare per arrivare dove vuole lui. Il posto è quello con sopra scritto n.1, non ne ha mai fatto mistero.

Per salire così in alto ci sarà, nonostante il talento, tanta fatica da fare. E le cadute saranno numerose e, più di una volta, dolorose. Serviranno per rialzarsi sempre più forte.

E’ importante che lo sappiano anche i quattro liceali della fila davanti alla nostra, con le felpe scure, il cappuccio e l’esultanza da stadio di calcio.
Quando Jannik sbaglia il diritto si disperano come avesse 'ciccato' un pallone in mezzo all’area di rigore. Tranquilli, nel percorso di crescita di un tennista è previsto che sbagli spesso, specie se tira forte mirando le righe.

Ma Milano lo ama e vorrebbe che non sbagliasse mai. Perché mai come questa volta tutti sono convinti che “il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette”. Anche noi. E’ la Sinnermania.