Tennys si fa un nome: in Australia anche col Covid! E Murray s’ammala…

Tennys si fa un nome: in Australia anche col Covid! E Murray s’ammala…

Finalmente Sandgren si è fatto un nome nel suo sport. Il 29enne numero 50 del mondo è sbarcato a Melbourne, per gli Australian Open dell’8 febbraio, sapendo di essere risultato positivo al Covid-19 al test di lunedì: ha ricevuto ugualmente l’autorizzazione a imbarcarsi sul charter dell’organizzazione del torneo partito da Los Angeles grazie al nulla osta delle autorità sanitarie dello Stato di Victoria. Il motivo? Era già stato contagiato a novembre e non presentava sintomi, per cui, secondo il ministro della Salute australiana, Lisa Neville, “la precedente infezione lo protegge dai contagi“. L’atleta statunitense, raggiante, ha ringraziato il responsabile di Melbourne, Craig Tiley: “Un mago”. Ma probabilmente deve ringraziare ancor di più la pubblicità che gli viene da Roger Federer e dai quarti degli Australian Open dell’anno scorso, quand’ha mancato sette match point prima di dare via libera al Magnifico. 


Che storia, la sua: si chiama Tennys, che si legge Tennis, anche se mamma Leah giura che non è connesso alle racchette ma al nonno, figlio di immigrati svedesi in Michigan nel diciannovesimo secolo. In realtà, il padre di Tennys, David ha giocato a sua volta a tennis a livello agonistico, la coppia s’è conosciuta in un tennis club di Johannesburg (“Pur avendo pensato che quel nome potesse essere un handicap, sapevamo che avrebbe praticato il nostro sport”), e il fratello maggiore, Davey, nel 2009 è arrivato al numero 800 ATP Tour di doppio.


Sandgren, dal gioco classico da cemento, solido, concreto, senza fronzoli, con l’uno-due servizio-dritto come pilastro e un’ottima volée, ha già creato lo scompiglio nel 2018, sempre agli Australian Open, un torneo che evidentemente lo esalta, visto che anche allora era arrivato ai quarti cedendo alla rivelazione delle Next Gen Finals di Milano, il coreano Hyeon Chung.


Così come adesso su Twitter deve delle spiegazioni per questo dribbling alle regole anti Covid, allora dovette chiedere pubblicamente scusa per uno scivolone sui social media. Appena il suo nome era infatti venuto alla ribalta, i media avevano scoperto anche alcune sue prese di posizione razziste ed omofobe. Tennys le aveva subito cancellate dal profilo ma Serena Williams, interpellato in merito, aveva commentato: “Cambio canale”,  invitandolo a coprirsi il capo di cenere.

Anche se poi non le erano bastate le scuse ufficiali del connazionale: “Io non ne ho bisogno e non le voglio. Ma c’è un intero gruppo di persone che merita delle scuse. Non posso guardare mia figlia e dirle di essermi tirata indietro e di essere rimasta tranquilla davanti a una cosa così. No! Solo così un giorno lei saprà come difendere se stessa e gli altri attraverso il mio esempio“. L’ex n. 1 del mondo afroamericana aveva anche chiosato: “Maturità significa essere capaci di chiedere scusa e ammettere di aver sbagliato“.


Che cosa aveva detto Tennys di così sconvolgente? “Sono andato per curiosità in un locale gay e ho chiuso gli occhi”.  La correzione era stata: “Per quanto riguarda il tweet del gay club del 2012, ho usato parole povere e dure per descrivere una brutta esperienza e non è indicativo di come mi sento per le persone in quella comunità. Chiedo a tutti quelli che ho offeso di accettare le mie scuse”. 

Conoscendo gli australiani, Sandgren sarà uno dei più seguiti degli Australian Open e “Tennys, Tennys”, vibrerà tantissimo nell’aria di Melbourne: chi tiferà a favore chi contro, ma saranno comunque in tanti, giusto per vedere l’effetto che fa. E lui non potrà più scherzare sul proprio nome: “Quando ordine un panino o un caffè dico di chiamarmi 'David' o qualcosa del genere. Non voglio spiegare tutte le volte perché e percome sono Tennys, soprattutto quando quel caffè è la prima cosa che faccio nella giornata”.


Ormai s’è fatto un nome e lo riconosceranno dappertutto. Aspettando che ci riesca per un risultato agonistico. Finora ha vinto un titolo ATP, ad Auckland 2019, ed è salito al massimo al numero 41 del mondo. Ma il suo Eldorado Australia l’aspetta. Così come probabilmente aspetterà un altro suo figlio, Andy Murray, che a Melbourne ha disputato cinque sfortunate finali e chiede un nuovo miracolo alle sue anche. Stavolta doppio, visto che è inciampato nel Covid. Da qui all’8 febbraio farà in tempo a recuperare?