Zverev, Cilic e Rublev sono sani e stanno lontani dalla Coppa di Nole

Zverev, Cilic e Rublev sono sani e stanno lontani dalla Coppa di Nole

L’Adria Cup perde i pezzi. La leggerezza con cui la manifestazione è stata messa in piedi dal team del n.1 del mondo Novak Djokovic ha ora forti ripercussioni negative.

Djokovic aveva sempre risposto a chi criticava il fatto che per le 4 tappe non erano previste le precauzioni e norme di sicurezza che oggi sono applicate in Italia e in gran parte del resto del mondo che il governo serbo non le richiedeva e a questo lui si atteneva.

Così non si sono viste nè mascherine né distanziamento ma folla accalcata e giocatori a stretto contatto fisico, dentro e fuori dal campo. Con un surplus di serate in discoteca o al Palazzetto del basket.

Il risultato si rivelato un disastro. Dopo i casi positivi Covid-19 di Grigor Dimitrov e Borna Coric, tutti i giocatori e il loro entourage sono stati testati. I risultati di Marin Cilic, Alexander Zverev e Andrey Rublev sono stati negativi, ma il croato, il tedesco e il russo hanno dichiarato di aver deciso di osservare due settimane di quarantena volontaria come precauzione. Djokovic e i suoi famigliari si sono sottoposti a tampone stamattina a Belgrado e sono in attesa dei risultati.

Però l’Adria Cup, con Dimotrov e Coric in isolamento obbligatorie e la quarantena volontaria di Zverev, Cilic e Rublev può chiudere i battenti.

Ha proprio ragione Nick Kyrgios quando scrive su twitter che queste cose succedono quando non si rispettano i protocolli di sicurezza.

Sotto questo profilo le immagini che giungono da Todi, con i Campionati Italiani Assoluti che tra qualificazioni e tabelloni principali stanno mettendo in campo più di 100 giocatori in partite ufficiali (non esibizioni) sono rassicuranti: il tennis si può davvero giocare ad alto livello in assoluta sicurezza.

Come succederà negli altri tornei veri in calendario nei prossimi mesi, quelli del circuito professionistico, dal Wta di Palermo agli Us Open, dagli Internazionali BNL d’Italia al Roland Garros.

I protocolli ci sono, basta seguirli con normale buon senso. Gli spavaldi di tutto il mondo, dopo l’Adria Cup, sono stati avvertiti.