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Italvolley sul tetto del mondo: così Velasco ha reso invincibili le sue "ragazze autonome e autorevoli"

L'Italvolley femminile ha vinto Oro olimpico, Nations League e ora il Mondiale con 36 vittorie di fila. Il Ct argentino: "Squadra da leggenda. Il segreto? Hanno dato il massimo in ogni singolo allenamento"

Andrea Currelidi Andrea Curreli   

Le pallavoliste azzurre erano fortissime, Julio Velasco le ha rese invincibili. Oro olimpico, Nations League e ora il Mondiale per un'Italia in grado di conquistare 36 vittorie di fila. Chi vince ha sempre ragione, resta negli annali dello Sport. Ma secondo Velasco invece "chi vince festeggia, chi perde spiega". E lui, da quando ha annunciato la "rivoluzione silenziosa delle donne" del volley, non deve dare spiegazioni. Le azzurre sono campioni del mondo per la seconda volta nella storia 23 anni dopo il titolo vinto in Germania nel 2002. Ci sono voluti due durissime partite chiuse al tie break (in semifinale contro il Brasile mai battuto ai Mondiali e in finale contro la Turchia dell'italianissimo Daniele Santarelli. Un gruppo di talenti formato da Paola Egonu, Myriam Silla, Alessia Orro (miglior giocatrice del torneo), Anna Danesi, Michela de Gennaro, Ekaterina Antropova, Carlotta Cambi, Eleonora Fersino, Gaia Giovannini e Sarah Fahr. Con un grande maestro d'orchestra argentino che sa bene come si vince (due conquistati con l'Italvolley maschile negli anni Novanta oltre a tre Europei e cinque World League).

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"Sono orgoglioso di loro. Questa squadra è leggenda"

Vittorie uguali, gruppi vincenti diversi. E questo Velasco lo ha capito da tempo. "Quando alleno le donne mi è capitato di dover dire: 'Provate, anche se sbagliate'. Coi maschi non l’avrei mai detto, altrimenti sarebbe stato il disastro", la sua filosofia. E in un anno le sue ragazze (da Parigi con l'oro olimpico a Bangkok come nuove campionesse del mondo) hanno sbagliato pochissimo reagendo sempre con forza. Il segreto delle vittorie azzurre? "Le giocatrici hanno dato il massimo in ogni allenamento", ha spiegato Velasco. "Questa vittoria mi ha dato emozioni maggiori rispetto all'Olimpiade - ha detto il tecnico argentino -. Perché questa è stata una competizione lunga, difficile, e piena di insidie. Per questo ha un sapore diverso e bellissimo. I Mondiali, le Olimpiadi, due Nations League consecutive. Questa squadra è leggenda. È una grande emozione, sono orgoglioso di loro. È giusto che sia arrivata la vittoria".

"Volevo ragazze autonome ed autorevoli"

Mosso dal quel suo "accettare di non capire tutto" e dopo aver rifiutato le etichette ("Non chiamatemi filosofo") Velasco ha preso decisioni che hanno creato polemiche dai rifiuti alle convocazioni alla Nations League alla gestione del dualismo tra Egonu e Antropova. Tutto normale nella vita di un Ct. "Le ragazze Hanno lavorato con grande dedizione e giocato con coraggio anche quando eravamo in difficoltà - ha sottolineato Velasco -. Questi sono valori che significano tanto. È una vittoria arrivata anche grazie al lavoro fuori dal campo. Aiutando a creare una mentalità che già c'era e che siamo riusciti a tirare fuori. Queste ragazze andavano solo aiutate a tirare fuori questi valori e ci siamo riusciti. Volevo ragazze autonome ed autorevoli ed ho un gruppo che ha fatto grandissime cose".

Orro: "Non era importante il come, ma portare a casa la vittoria" 

Ma Velasco non è l'unico a essere orgoglioso del gruppo di atlete che ha portato sul tetto del mondo. Alessia Orro tra una parolaccia in diretta tv e la bandiera dei quattro mori sventolata durante la premiazione è stata eletta miglior palleggiatrice e MVP del torneo. "Non era importante il come, ma portarla a casa. La vittoria è arrivata. Eravamo stanche, ma abbiamo vinto. Non potevamo chiudere l’estate meglio di così, con 36 vittorie di fila. Non ho ancora realizzato, proprio come dopo le Olimpiadi. Ci avevo messo forse quattro mesi. Sono orgogliosa delle ragazze", le parole della palleggiatrice sarda.

Tanta gioia anche per la stella Paola Egonu. "Sono fiera di me stessa e della squadra. Sono state due partite davvero molto toste, ma noi abbiamo dimostrato di voler vincere a tutti i costi - ha detto l'opposto azzurro -. Non vincevamo un Mondiale dal 2002, quindi da più di 20 anni. A mio avviso è un risultato eccezionale che ci inorgoglisce e gratifica della fatica fatta". "Se sei il migliore o vuoi essere il migliore devi per forza lottare perché nessuno ti regala niente", ha aggiunto Myriam Silla sposando la filosofia di Velasco. Ai saluti in Nazionale, Monica De Gennaro, miglior libero del torneo, che ha vinto anche la sfida in famiglia contro suo marito Daniele Santarelli, Ct della Turchia. "Finire così è qualcosa di bellissimo anche se al momento non riesco a realizzare bene cosa realmente sia accaduto", ha detto.

 

Andrea Currelidi Andrea Curreli   
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