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Roma, Milan e Napoli sopra tutti: il calciomercato alla periferia dell'Impero

"Ma&Ma", ovvero i milanisti Maldini e Massara, è la coppia più bella dell’anno. La Roma ha fatto una campagna acquisti esaltante. Il Napoli è la squadra più rinnovata. L'Inter è quella dell’anno scorso, senza Perisic ma con Lukaku in più

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Massara, Maldini, De Ketelaere e Gazidis  (Ac Milan)
Massara, Maldini, De Ketelaere e Gazidis (Ac Milan)

Alla periferia dell’impero, non ci resta che un mercato di riserva. Son finiti i tempi. Il grande colpo lo si fa in uscita, mica in entrata. La nostra salvezza sarà la bravura e la fantasia, quella del Milan, del Napoli, del Sassuolo. Gli altri o imparano o andranno alla deriva. Comanda l’Inghilterra, la vera Superlega. Fra i 10 club che hanno speso di più, addirittura 8 sono inglesi: gli intrusi sono Barcellona e Bayern. Il Psg stile Campos in versione risparmio è solo dodicesimo. La Juve è la prima delle italiane: quattordicesima. Ma non è affatto detto che chi spende di più è il più bravo.

MILAN

Ma&Ma è la coppia più bella dell’anno. Hanno qualcosa che ci affascina. Maldini e Massara lavorano e investono. E il Milan con loro per adesso è già come il Borussia. Poi si vedrà. Il Chelsea ha appena bussato alla sua porta: 100 milioni per Leao. «No. Ne vogliamo 150», hanno risposto. Sanno che prima o poi avranno quello che vogliono. Da lui o da un’altra delle loro scoperte. E’ così che si fa alla periferia dell’impero.

Quest’anno, Ma&Ma hanno speso in tutto 47 milioni, la maggior parte, all’incirca 35, investiti per De Keteleare, uno che diventerà pezzo pregiato come Leao. Con il resto, tre promesse (Vranckx, Thiaw, Adli) e un colpo mica male passato sotto silenzio, quello di Dest, dal Barcellona, inseguito da tutti i grandi club 2 anni fa, talentuoso terzino da spinta, tipo Theo Hernandez. A tutto questo hanno aggiunto Origi. Hanno perso Kessie, l’unico meno di un mercato coraggioso. Pagheranno questo vuoto? Forse sì. Ma intanto hanno messo un mucchio di benzina nel motore. VOTO 8 (di ammirazione).

INTER

Fa un mercato pazzo, sull’ottovolante. All’inizio è la regina incontrastata: il capolavoro Lukaku quasi gratis, due giovani in carniere di ottima prospettiva, Bellanova e soprattutto Asllani. Poi cambia tutto: la Juve in 3 giorni gli sfila dalle mani Bremer, e il suo mercato si impantana. Si chiude a riccio, fa catenaccio attorno a Skriniar. Ripiega su Acerbi. In ogni caso, quel genio di Marotta riesce a sovvenzionare tutte le sue operazioni (appena sotto i 30 milioni d’euro) e a guadagnarci pure cedendo giocatori che non hanno mai visto la prima squadra: Casadei, Di Gregorio, Gravillon, Pinamonti. Con le barricate fa la stessa Inter dell’anno scorso, senza Perisic, ma con Lukaku in più. VOTO 6 (di stima).

NAPOLI

Ha speso 68 milioni (visto che il riscatto di Raspadori scatterà la prossima stagione), ma ne ha incassati 81, piazzando anche Ounas allo scadere. Il conto economico torna. Il resto pure. E’ l’estate della svolta: via Koulibaly, Insigne, Mertens, Fabian Ruiz, Ospina e Ghoulam, tutto lo zoccolo duro. Ha la squadra più rinnovata delle grandi. Ma riparte come prima. Giuntoli ha cercato talenti in giro per il mondo, scovandoli anche in Georgia o in Corea, ha abbassato l’età media e il monte ingaggi e sta già aprendo un ciclo. Cosa si vuole di più? Ha fatto l’opposto della Juve. Ma Allegri una scusante ce l’ha: i dirigenti sportivi del Napoli sanno fare scouting e portano giovani di valore, quelli della Juve non sanno neanche cos’è e ti prendono Kaio Jorge e Ihattaren. Meglio andar sul vecchio garantito. Giuntoli, poi, ha fatto anche di più: oltre a rendere competitiva la squadra riducendo il suo monte ingaggi, ha incassato 63 milioni cedendo due giocatori in scadenza, Koulibaly e Fabian Ruiz. Chapeau. VOTO 8.

JUVENTUS

E’ quella che ha speso di più, se si mette nel conto anche il riscatto di Chiesa: 102 milioni. Il bilancio è comunque «sostanzialmente in equilibrio», come certifica da Sky l’esperto di mercato Luca Marchetti. E questo è un fattore comunque positivo che incide sul giudizio generale. Prova a regalare pure l’indesiderato Zakaria (dopo averlo appena comprato: a proposito di scouting). Ha fatto il mercato di Allegri, rifiutandosi solo alla fine di aggiungere alla Pensione Arzilla anche Acerbi e Arnautovic. L’età media degli acquisti è di 28,5, ma l’unico giovane che l’abbassava, Cambiaso, l’hanno già dato via prima ancora di presentarlo. Lo scorso anno era di 22,14, compreso il mercato di gennaio. Il più vecchio era stato Zakaria, 24 anni. Quest’anno il più giovane, Bremer, 25. Ha preso Paredes con gli squilli di tromba, una carriera intera da panchinaro, pure alla Roma, strapagandolo. Boh. Ha sborsato tutto quello che voleva il Psg: 22,6 milioni che possono diventare 25. Wijnaldum la Roma se l’è fatto regalare, con l’ingaggio pagato in parte dai parigini. Non ci pare una grande operazione. Ma la voleva Allegri. Quella della Juve è una scommessa al contrario. Se Di Maria è in forma tutto l’anno, se Pogba non è rotto, se Paredes è meglio di Artur. Troppi se. E’ una squadra che non corre, ma il mercato non può farci niente. Certo, se non corri, è meglio almeno essere saggi e la vecchiaia è amica della saggezza. Voto difficile. Per noi è più 5 che 6, ma ci arrendiamo al blasone. VOTO 6.

ROMA

Qui bisogna inchinarsi. Ma per davvero. La Roma ha fatto una campagna acquisti esaltante, mettendo pure in cassa 34 milioni di euro. E’ la squadra che in Italia ha speso meno di tutti, con operazioni in entrata che sono tutte di gran nome: Dybala, Belotti, Matic e Wijnaldum, a zero, più il prestito di Camara. Due capolavori: Dybala con un contratto di 4,5 milioni all’anno, la metà abbondante di quello che trattava con la Juve, e Wijnaldum senza sborsare niente e il 30 per cento dell’ingaggio pagato dal Psg. Per di più è riuscita a tenere Zaniolo. Applausi a Thiago Pinto poi per le cessioni. E oggi la Roma è prima in classifica. VOTO 9.

LAZIO

Dall’altra sponda del Tevere Sarri comincia a vedere finalmente una squadra più adatta alle sue idee. Difesa rinnovata per intero, con Romagnoli, cuore laziale, a comandarla. Ricambi a centrocampo di buona qualità e soprattutto funzionali al gioco del mister. In attacco tutto ruota attorno a Immobile; guai se si ferma. Il saldo è in equilibrio e il Sergente è rimasto. VOTO 6.

ATALANTA

Non c’è più Sartori e per ora si vede. La filosofia sembra sempre la stessa, ma prima non era mai successo che Gasperini si lamentasse del mercato: «Non è la squadra che speravo». I soliti colpi in prospettiva li avrà anche fatti (occhio a Lookman), ma qualcosa non convince. VOTO 6.

SASSUOLO

Un dato prima di tutto. E’ la squadra che ha incassato di più: 100 milioni. Alla periferia dell’impero questi sono numeri che contano. Ha ceduto Scamacca, Raspadori e altra roba di contorno, ed è più debole dell’anno scorso. Ma Carnevali ha tenuto Frattesi e con quei soldi qualcosa si inventerà. VOTO 7+.

FIORENTINA

Non è un brutto mercato, ma ciondola sempre sui nastri, non scatta mai. E’ vero che i soldi della Juve, 140 milioni, stanno appena adesso cominciando ad arrivare. Ma sapendo che ci saranno, e sono tanti, forse si potrebbe osare qualcosa di più. L’anno scorso con Gonzalez e Odriozola aveva fatto meglio. VOTO 6--.

TORINO

Ha venduto molto bene Bremer: 50 milioni. E questo conta parecchio. Poi ha cercato colpi in prospettiva e 3 scommesse che possono diventare importanti: Radonjic, Schuurs e il giovane sconosciuto Ilkhan. Però, il terribile Juric non pare troppo contento. Dopo la rissa con il suo ds, s’è calmato solo pochi giorni. Non è un mercato da furore granata, ma funziona più di quel che sembra. VOTO 6/7.

BOLOGNA

Un solo grande colpo: Sartori. Ma per ora non si è visto. VOTO 4/5.

LA SPEZIA

Dopo Italiano e Thiago Motta che con il gioco e il coraggio hanno salvato la squadra, sceglie l’opposto: la prudenza di Gotti, la paura come comandamento. E il mercato è in linea con questa scelta. VOTO 4.

VERONA

Come sopra. Da Tudor a Cioffi è una scelta di mercato. VOTO 4.

UDINESE

I meriti dell’Udinese li vedi alla fine, non all’inizio. Ogni anno. Adesso è il momento dell’incasso. Marino ha fatto il suo e Molina e Udogie hanno portato la benzina che serve. VOTO 7.

EMPOLI

Idem. La sua vera forza è il vivaio. La sua cassaforte. VOTO 7.

SAMPDORIA

Mercato senza una luce da inseguire. Servirebbe di più. Anche perché la squadra non ci sembra messa molto bene. VOTO 5.

SALERNITANA

Candreva e Piatek. Poi qualche scommessa. VOTO 6.

LECCE e CREMONESE

VOTO 5/6 di incoraggiamento.

MONZA

Il Psg de noantri. Fuochi d’artificio e zero punti. Però qualcosa verrà fuori da tutto questo spreco. Voto 7 allo spettacolo, 5 alla resa. Ma mai sottovalutare Galliani. VOTO 6.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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