"Nel 2012 ho sconfitto il cancro": la rivelazione shock dell'ex arbitro Mazzoleni

L'ex fischietto bergamasco: "In Milan-Juventus di Coppa Italia, l'8 febbraio 2012, ero a terra. Mia moglie Daiana mi prese per mano e mi convinse a continuare"

'Nel 2012 ho sconfitto il cancro': la rivelazione shock dell'ex arbitro Mazzoleni
TiscaliNews

La sua grande passione era il basket, ma Paolo Silvio Mazzoleni poi è diventato un arbitro di calcio. Un direttore di gara "tosto e spigoloso", come recitava un biglietto appeso da Luciano Spalletti sulla porta dello spogliatoio dell'Inter prima di una gara di questa stagione. Mazzoleni al terminde della stagione 2018-19 ha deciso di lasciare il calcio e dare alle stampe un libro autobiografico dal titolo La mia regola 18 (scritto con i giornalisti Giorgio Burreddu e Alessandra Giardini ed edito da Absolutely Free Libri). La "regola 18" non esiste sui manuali, è semplicemente il buon senso.

"Nel 2012 sconfissi il cancro"

L'arbitro bergamasco ha raccontato della sua gara più difficile: quella contro il cancro. "In Milan-Juventus di Coppa Italia, l'8 febbraio 2012, ero a terra. Mia moglie Daiana mi prese per mano e mi convinse a continuare", ha raccontato Mazzoleni. "Arbitrai Fiorentina-Udinese la domenica prima, il lunedì entrai all'Istituto dei Tumori di Milano per l'operazione e per il mercoledì rifiutai il cambio di designazione offertomi dal designatore Stefano Braschi", ha ricordato l'ex fischietto lombardo.

La nascita del figlio Riccardo

"È stata una scelta di vita, allietata tre anni dopo dalla nascita di mio figlio Riccardo", ha proseguito il fischietto. Poi una attestazione d'affetto per tre colleghi e una battuta: "Con Piero Giacomelli, Daniele Orsato e Luca Pairetto è amicizia vera, basta uno sguardo per intendersi".

"Non mi vedrete a commentare i rigori in tv"

Sconfitta la malattia e appeso il fischietto al chiodo ora Mazzoleni parla della sua vita senza calcio. "Il futuro? Non so se farò il pensionato o la mia sezione Aia mi darà incarichi. Di sicuro non mi vedrete a commentare i rigori in tv, la categoria arbitri nel piccolo schermo è in overbooking. Ho 45 tatuaggi, ma mi voglio tatuare anche le 210 partite in serie A".