"E' un mio problema personale": "Pendolino" Cafu travolto dai debiti

L'ex difensore di Roma e Milan ed ex capitano del Brasile campione del mondo avrebbe perso cinque proprietà a causa di problemi finanziari

'E' un mio problema personale': 'Pendolino' Cafu travolto dai debiti
di Redazione Tiscali Sport

Capitano del Brasile campione del mondo 2002, indimenticato "Pendolino" della Roma scudettata di Fabio Capello e poi difensore del Milan con cui ha conquistato un altro scudetto. Marche Evangelista de Moraes, meglio noto semplicemente come Cafu, è stato un campione amatissimo degli anni Duemila e il quotidiano inglese The Guardian ha inserito il suo nome nella lista dei 30 migliori calciatori che "hanno lasciato un segno" nella storia dei Mondiali. Ha appeso le scarpette al chiodo nel 2008 ma ha continuato a gravitare nell'orbita dell'amata Selecao che lo ha scelto come ambasciatore del Brasile ai prossimi Mondiali del 2022 in Qatar.

Travolto da debiti milionari

Ma dopo l'addio ai contratti d'oro del calcio giocato, Cafù è entrato in un vortice di affari sbagliati. Oggi il campione brasiliano è un uomo travolto da dívidas ovvero debiti milionari, costretto a cedere cinque proprietà immobiliari per decisione di un Tribunale brasiliano. E altre 15 proprietà sarebbero già state pignorate.

La gestione della Capi Penta International Player

Secondo quanto riporta il quotidiano Folha de S.Paulo, Cafù si sarebbe indebitato a causa della Capi Penta International Player, una società di procuratori sportivi di atleti. Secondo il quotidiano paulista, l'ex calciatore e sua moglie, Regina, avrebbero almeno 32 proprietà distribuite tra San Paolo, e i comuni di Alphaville a Barueri.

"E' un mio problema personale"

"E' un mio problema personale. Posso dare i miei immobili, la mia macchina, la mia casa, posso dare quello che voglio per pagare i debiti", ha detto l'ex terzino destro di Roma e Milan rifiutando però di parlare della situazione economica della Capi Penta. Cafù però ha parlato della "Fundação Cafu", nata nel 2004 nel quartiere di Jardim Irene a San Paolo per tenere lontano i giovani dalla strada. La fondazione ha sospeso le attività e Cafu ammette che è in corso una "riformulazione generale dei progetti". "La Fondazione costa tanto denaro ogni mese. Sto lavorando sodo per mantenere le sua fondamenta, ma questo richiede alcuni sacrifici", ha spiegato il campione.