"Rifiutai l'amore del principe arabo e iniziarono i miei guai": la storia di O'Keefe

Nel 1975 il calciatore irlandese lasciò il modesto Hyde Fc per giocare in Arabia e vivere nel lusso, ma scappò dopo una sola stagione. Oggi racconta il perché

Eamonn O'Keefe nel 1975
Eamonn O'Keefe nel 1975
di Andrea Curreli

Nel calcio capita molto spesso che un presidente si affezioni a un calciatore del suo club. Un "amore" sportivo che si trasforma in un'amicizia nonostante la distanza tra i ruoli. Ma nel caso del presidente della società araba dell'Al-Hilal l'amore per il calciatore irlandese Eamonn O'Keefe aveva varcato i confini dell'ammirazione sportiva. Erano gli anni Settanta e Eamonn O'Keefe era un ventenne con i capelli biondi e con gli occhi azzurri che aveva lasciato l'Inghilterra per diventare il primo giocatore straniero del campionato arabo. E il principe Abdullah bin Nasser era il nipote del fondatore dell'Arabia Saudita e il figlio dell'ex governatore di Riyadh. Oggi O'Keefe ha 65 anni, nella sua carriera ha vestito le maglie di club prestigiosi come l'Everton e ha allenato gli irlandesi del Cork City e nel 2010 ha anche scritto un libro autobiografico intitolato Volevo solo giocare a calcio ("I Only Wanted to Play Football"). L'ex calciatore ha raccontato alla BBC la sua esperienza in Arabia e le avances del principe-presidente respinte.

Dal modesto Hyde Fc al lusso in Arabia

Nel 1975 Eamonn sognava di giocare nel Manchester United ma giocava nel modesto Hyde Football Club, squadra semi-professionista del Greater Manchester. Un po' a sorpresa il giovane calciatore inglese di origine irlandese (sceglierà la nazionalità del padre successivamente) ricevette una lettera dall'Arabia Saudita con una proposta irrinunciabile. "Era novembre e a Manchester stava nevicando, pensai che la calda Arabia non fosse così male", scherza O'Keefe. In realtà l'Arabia Saudita grazie al boom del petrolio era in grado di offrire contratti da favola per convincere calciatori europei e non solo a giocare nel campionato arabo.

"Ti darò tutto quello che chiedi"

O'Keefe si ritrovò in pochi mesi dai quartieri popolari della Grande Manchester agli alberghi a cinque stelle e i viaggi negli aerei privati dei principi sauditi. Guadagnava quasi il quadruplo di quanto prendeva in Inghilterra e non pagava nessun tipo di tasse. E poi il presidente era stato chiaro: "Compila la lista di tutto quello che vuoi e io te lo darò".

Dalla stima sportiva all'amicizia

E in questo contesto fatto di partite relativamente facili e vita di lusso, O'Keefe divenne amico del presidente. "Passavamo molto tempo insieme a ridere e scherzare. Penso che fosse annoiato da tutti gli altri amici che gli stavano intorno". Ma il biondo irlandese divenne l'oggetto del desiderio del principe.

Il viaggio a Cannes e la corte del principe

O'Keefe racconta l'episodio del corteggiamento respinto, avvenuto durante un viaggio in Europa e precisamente a Cannes. "Eravamo in ascensore e Abdullah si girò verso di me, poggiò la mano sulla mia spalla e mi disse: 'Volevo dirti una cosa, mi sto innamorando di te'". "Vuoi dire che mi ami come un fratello?", rispose il calciatore. Ma il principe Abdullah fu più esplicito: "No, non come un fratello...". "Ancora oggi ci ripenso e rimango sconcertato", dice oggi l'ex calciatore. O'Keefe respinse la corte del principe e inevitabilmente il loro rapporto cambiò. Il calciatore preferì lasciare l'Arabia perché si "sentiva in pericolo". L'omosessualità era proibita e la famiglia del principe era molto potente.