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Crisi Juve, i tifosi ora accusano Agnelli: "Elkann è l'ora delle decisioni irrevocabili"

Striscioni degli ultras sulle cancellate dell'Allianz Stadium. E sui social la critica alla società: "700 milioni di ricapitalizzazione in 3 anni per avere, una squadra piena zeppa di mediocri"

di Tiscali Sport   
Agnelli e lo striscione dei tifosi contro il presidente
Agnelli e lo striscione dei tifosi contro il presidente

Nervi sempre più tesi in casa della Juve che affronterà il Torino nel derby. La squadra è in ritiro dopo le due pesanti sconfitte subite in campionato contro il Milan e in Champions League contro il Maccabi Haifa. La crisi della squdara di Allegri è certificata dall'ottavo posto nella classifica della Serie A e dalle ridotte possibilità di accedere agli ottavi di finale di Champions League (nel Gruppo H sono in testa Psg e Benfica con 8 punti, 3 per la Juve e il Maccabi).

Agnelli: "Non ci sono responsabilità individuali. Allegri resta"

Dopo la sconfitta in Israele è intevenuto duramente il presidente Andrea Agnelli. "Non ci sono responsabilità individuali, è un problema collettivo, fisico, mentale, psicologico. Ora sono arrabbiatissimo e provo vergogna, dobbiamo chiedere scusa ai tifosi", ha detto Agnelli. Davanti alle proteste dei tifosi bianconeri che sui social, attraverso l'hashtag #allegriout, invocavano l'esonero del tecnico, il presidente è stato chiaro: "Allegri è e rimarrà il nostro allenatore. La Juventus ha sempre fatto le verifiche a fine anno e così sarà anche questa volta".

Gli ultras contro il presidente: "Vattene"

Ma il malcontento degli ultras della Juventus è indirizzato proprio contro Agnelli e la sua gestione della società. Dopo la sconfitta in Champions League contro il Maccabi Haifa sono apparsi due striscioni (poi rimossi) sulle cancellate dell'Allianz Stadium di Torino. "Mister Allegri non dimetterti mai...chi rema contro non è degno di questa maglia" e "Agnelli vattene". E poi sulle pagine social dei Viking Juve una dura critica ad Andrea Agnelli. "Via Marotta, via Paratici, via Allegri, via Sarri, via Pirlo, via le strisce sulla maglia; via il logo; via gli ultrà dallo stadio. 700 milioni di ricapitalizzazione in 3 anni per avere, una squadra piena zeppa di mediocri, un ds preso dalla serie C, un amministratore delegato che di calcio sa solo che la palla è sferica, uno stadio trasformato in un cinema all'aperto". "Lapo e John Elkann è l'ora delle decisioni irrevocabili", conclude la nota degli ultras juventini.

di Tiscali Sport   
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