L'addio di De Rossi diventa un caso: tifosi della Roma contro Pallotta

Capitan Futuro: "Il distacco con la società c'è perché io volevo giocare e loro non vogliono". Gli ultras insorgono: "Un presidente maiale"

di Redazione Tiscali Sport

Un divorzio al veleno e non un semplice addio. Daniele De Rossi ha annunciato che il 26 maggio nel "suo" Olimpico vestirà per l'ultima volta (nella gara contro il Parma) la maglia della Roma. Poi continuerà a giocare, ma lo farà lontano dalla Capitale e forse lontano dall'Italia. Il futuro di Capitan Futuro è incerto, ma il presente è un mix di delusione e rabbia. La decisione della Roma di non rinnovargli il contratto e l'offerta di un ruolo di dirigente non sono piaciute a Daniele De Rossi. "Dicono che sono già un bravo dirigente, ma se fossi stato un dirigente io ad un giocatore come me l'avrei rinnovato il contratto", il chiaro messaggio inviato dal centrocampista alla dirigenza giallorossa.

"Un giorno magari parlerò anche col presidente e con Baldini"

La "gestione" dell'addio è stata affidata al nuovo Ceo, Guido Fienga,  ma nel mirino di DDR ci sono ovviamente il presidente Pallotta e il consigliere personale Franco Baldini ("Un giorno magari parlerò anche coloro"). "Il distacco con la società c'è perché io volevo giocare e loro non vogliono. Un minimo di differenze di vedute ci sta, è inevitabile. Non posso essere felice, ma non porto rancore", ha detto ancora De Rossi. "Non abbiamo mai parlato di soldi - ha aggiunto -. Ho quasi 36 anni e non sono scemo. Ho vissuto nel mondo del calcio, l'avevo capito: se nessuno ti chiama per 10 mesi per ipotizzare un eventuale contratto la direzione è quella. Il mio rammarico è che ci siamo parlati poco quest'anno, mi è dispiaciuto, ma le distanze a volte creano incomprensioni di questo genere e spero che la società migliori in questo perché resto un tifoso della Roma".

Nainggolan: "Una storia già vista"

Un "caso De Rossi" che ha ricordato a tanti la vicenda di Francesco Totti, poi divenuto dirigente giallorosso dopo una infinita polemica con Pallotta. Tra i tanti messaggi ricevuti da De Rossi va segnalato quello dell'ex romanista Radja Nainggolan. "DDR, che dire? Una storia già vista", il commento del "Ninja" belga con chiaro riferimento all'addio dell'altro ex capitano Francesco Totti e, forse, anche alla propria vicenda (la cessione all'Inter nell'estate 2018, ndr).

Gli ultras: "Presidente maiale e società incompetente" 

Ma nella tifoseria giallorossa cresce la rabbia per una stagione molto tormentata che ha visto l'esonero di Di Francesco e l'addio polemico di Monchi ("Il presidente pensava che fosse meglio andare a destra mentre io ero convinto che fosse meglio andare a sinistra"). Un gruppo ultras della Curva Sud ha esposto tre striscioni per sostenere De Rossi e contestare le scelte del presidente. Il primo sotto la nuova sede del club all'Eur: "Figli di Roma, capitani e bandiere. Ecco il rispetto e l'amore che questa società non potrà mai avere". Vicino alla scritta, attaccato alla porta d'ingresso dello stabile, è stata posta anche una bandiera degli Stati Uniti al contrario. Il secondo striscione è stato poi affisso nei pressi di Campo Testaccio: "Un presidente maiale e una società incompetente. DDR per sempre nel cuore della tua gente". L'ultimo, dedicato solo a De Rossi, è invece comparso sotto l'abitazione del capitano romanista in zona Castel Sant'Angelo: "DDR nostro vanto".