Il dramma di Hakan Sükür: "Erdogan mi ha tolto tutto, ora faccio l'autista negli Usa"

L'ex attaccante turco, che in Italia ha giocato con Torino, Inter e Parma, era stato eletto con il partito del presidente. Poi le accuse di terrorismo e l'esilio in America

Il dramma di Hakan Sükür: 'Erdogan mi ha tolto tutto, ora faccio l'autista negli Usa'
di Andrea Curreli

C'era una volta un "Kral", ovvero un "Re". Le favole iniziano tutte così, ma la storia del monarca del calcio turco Hakan Sükür non sembra avere un lieto fine. L'uomo dei record con la Turchia (51 gol con la maglia del "Ay-Yıldızlılar"), la "bandiera" del Galatasaray Spor Kulübü e vecchia conoscenza del calcio italiano (ha giocato negli anni Duemila con Torino, Inter e Parma, con cui vinse la Coppa Italia) oggi vive in esilio negli Stati Uniti dove lavora come autista di Uber. Tutto a causa del difficile rapporto con il presidente Recep Tayyip Erdoğan, che Sükür ha prima appoggiato e poi contestato apertamente.

"Erdogan mi ha tolto tutto"

"Mi ha preso tutto. Il mio diritto alla libertà, il diritto di spiegarmi, di esprimermi, il diritto al lavoro", dice Sükür in un'intervista alla tedesca Welt am Sonntag. Sükür ha lasciato la Turchia nel 2015 per trasferirsi negli Stati Uniti. "Il negozio di mia moglie era stato colpito da un lancio di pietre, i miei figli ricevevano molestie per strada - racconta l'ex bomber -. Ho subito minacce dopo ogni dichiarazione che ho fatto". "Quando me ne sono andato hanno rinchiuso mio padre. E tutto ciò che avevo è stato confiscato", aggiunge.

Autista di Uber a Washington

La prima tappa dell'esilio statunitense è stata la California. Sükür apre a Palo Alto il "Tuts Bakery and Cafe", gestisce il locale e serve ai tavoli. Ma poi è costretto a chiudere. "Venivano persone strane nel mio bar e si mettevano a suonare la musica Dombra (tradizionale turca)", ha spiegato. Viene messo sotto protezione della polizia e poi cambia città e stato. Oggi fa l'autista di Uber a Washington.

Hakan il "Sole dell'Anatolia"

Ma la storia di Hakan inizia ad Adapazarı, una città universitaria che dista 150 chilometri da Istanbul, il 29 luglio del 1971. La sua prima squadra è il Sakaryaspor Kulübü con la quale vince un unico trofeo (la Coppa di Turchia del 1988) e si guadagna l'altisonante soprannome di "Sole dell'Anatolia". Con la maglia neroverde a 16 anni esordisce nella serie A turca, poi viene ceduto al Bursaspor che è ancora lontano dai fasti della fine degli anni Duemila (campione di Turchia nel 2010). Nel 1992 arriva la chiamata del Galatasaray, la squadra della borghesia di Istanbul ma soprattutto la più titolata del calcio turco. Con il "Gala" segna 54 gol in 90 partite e vince tutto in patria.

La bandiera del "Gala" e il miglior bomber turco di sempre

Lo nota il Torino e il presidente granata Gianmarco Calleri lo compra per 5 miliardi di lire. L'attacco del Toro è formato da Ruggiero Rizzitelli e Abedi Pelé e Sukur non si ambienta. Ad ottobre, dopo solo 5 partite e 1 gol, ritorna in Turchia sempre al Galatasaray. La scelta è vincente perché in 5 anni e grazie alla guida dell' "Imperatore" Fatih Terim conquista tutti i trofei nazionali e la prestigiosa Coppa Uefa 1999-2000. Alla fine della stagione trionfale Terim e Sukur si trasferiscono in Italia: l'allenatore alla Fiorentina, l'attaccante all'Inter. "Ho rifiutato il Bayern anche se in Germania c'è una forte comunità turca, ma io amo l'Italia", dice all'arrivo a Milano. Ma fallisce anche all'Inter e nel 2001 viene ceduto al Parma dove vince una Coppa Italia. Nel 2002 lascia definitivamente l'Italia per l'Inghilterra, ma anche con i Blackburn Rovers non convince. Ancora una volta è la maglia del "Gala" a regalargli nuove gioie. Dal 2003 al 2008 segna 55 gol in 146 partite diventando il bomber più prolifico del campionato turco. Gioca anche i Mondiali (nel 2002 in Corea e Giappone) e conquista uno storica terzo posto, il miglio risultato ottenuto dalla Turchia. Quando si ritira (nel 2008) Sukur non è più il "Toro del Bosforo" ma semplicemente il "Kral". 

Lo scontro con Erdogan e la fuga negli Stati Uniti

Una volta lasciato il calcio giocato, a 44 anni, sceglie di intraprendere la carriera politica. Nel 2011 viene eletto deputato in Parlamento nelle fila del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp), quello di Recep Tayyip Erdogan. Nel 2013 si dimette da deputato del partito del presidente dopo la rottura di Erdogan con Gulen, accusato di aver organizzato un golpe. Sukur si schiera con Gulen e attacca Erdogan. Finisce sotto processo per le offese contro il presidente su Twitter e poi viene accusato di far parte di "un gruppo terrorista armato" legato alla presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Hakan lascia tutto e vola negli Stati Uniti dove gestisce un locale in California. Suo padre viene arrestato e morirà in carcere, mentre il suo nome viene cancellato dal comitato esecutivo della società calcistica del Galatasaray nonostante il parere contrario dei tifosi giallorossi.