La crisi infinita del "Pipita" Higuain: "Ora ho paura anche di uscire di casa"

L'attaccante argentino dopo il flop al Milan ora soffre anche al Chelsea: "Mi chiudo in me stesso e rimango a casa invece di uscire perché temo le critiche"

di Redazione Tiscali Sport

Gonzalo Higuain non riesce ad uscire dalla crisi nella quale è piombato dopo l'addio forzato (causa Cristiano Ronaldo alla Juve). Dall’agosto del 2018 la carriera del "Pipita", che aveva lasciato il Napoli di De Laurentiis e firmato un contratto quadriennale con la società bianconera da 7,5 milioni a stagione, ha subito una brusca frenata. Prima la cessione in prestito al Milan "a fronte di un corrispettivo di 18 milioni". Poi, dopo la fallimentare esperienza in rossonero e la pioggia di critiche, il nuovo prestito di sei mesi al Chelsea di Maurizio Sarri. Ma anche l'avventura con la maglia dei "Blues" si sta rivelando deficitaria e il diritto di riscatto da parte della società di Roman Abramovič è improbabile. Higuain ha anche detto addio all'Argentina attaccando chi in questi anni l'ha criticato ("Il mio ciclo finisce qui, penso che adesso in tanti saranno contenti").

"Ho paura di quello che potrebbero dirmi"

E proprio le critiche sono per il "Pipita" un vero e proprio incubo. Era stato così a Napoli, poi alla Juve e quindi al Milan e al Chelsea. L'attaccante argentino soffre e si chiude nella sua crisi. "Sì mi chiudo in me stesso e rimango a casa invece di uscire per strada - ha detto Higuain in un programma di ESPN -. Mi pento di questo ma ho paura di quello che potrebbero dirmi. Ci sono persone che fanno tante cose brutte e che se ne vanno in giro a faccia scoperta senza vergogna. E invece noi calciatori, che non abbiamo ammazzato nessuno, che facciamo le cose fatte bene e che in fondo siamo solo degli sportivi non possiamo andarcene in giro sereni".

"Se voglio vedere mia madre lei si deve fare 15 ore d'aereo"

"La gente dice sempre: 'con tutti i soldi che guadagni'. Ma gli amici non si possono mica comprare - ha proseguito il Pipita -. Sono 14 anni che passo il compleanno e il Natale con persone diverse. Se voglio vedere mia madre lei si deve fare 15 ore d’aereo. Certo, posso pagarle il biglietto, ma non è che ce l'ho qui vicino, a 10 minuti. E questo la gente non lo vede. Cosa vede? Se segni oppure no, perchè ci pagano per questo. Ci giudicano solamente sulla base di quello, il che mi sembra un po' esagerato, ma ormai sono abituato".