Lukaku sfuma, no di Cavani e Icardi può restare: Marotta e Conte non bastano per diventare la "nuova Juve"

Il nuovo tecnico aveva indicato i rinforzi per il reparto offensivo ma non sono arrivati. Marotta ostenta fiducia: "Siamo convinti di creare una rosa all'altezza"

di Andrea Curreli

Lukaku sempre più vicino alla Juve, Cavani non vuole lasciare il Paris Saint-Germain, Dzeko è considerato da Paulo Fonseca la prima punta della sua nuova Roma e Mauro Icardi minaccia di restare nonostante sia "fuori dal progetto" nerazzurro. Il mercato dell'Inter, chiesto da Antonio Conte per rafforzare il reparto offensivo, continua a essere protagonista solo sui giornali. Tante trattative e nomi di obiettivi annunciati e poi andati in fumo. "Rispetto ai piani concordati con la società, siamo in ritardo sia nelle uscite che nelle entrate", aveva tuonato Antonio Conte durante le amichevoli di qualche settimana fa. Ma Marotta ora rilancia: "Con Conte siamo all'anno zero ci sono situazioni che vanno definite ma siamo convinti di creare una rosa all'altezza. Lui ha portato entusiasmo, passione e cultura del lavoro".

Sorpasso Juve per Lukaku

Il tecnico pugliese aveva chiesto Romelu Lukaku del Manchester United ed Edin Dzeko della Roma per sostituire Mauro Icardi da cedere al più presto. Due compiti non agevoli, ma raggiungibili considerate le abilità di Beppe Marotta. Invece per ora l'ex ds della Juve non è riuscito a regalare al tecnico e amico due centravanti di livello. Per Romelu Lukaku, il primo obiettivo della lista della spesa nerazzurra, si è inserita clamorosamente la Juve mettendo sul piatto della bilancia Paulo Dybala. Il Manchester United che aveva fissato il prezzo per il belga a 82 milioni di euro e respinto la richiesta di 65 milioni presentata dell'Inter.

Il "no grazie" del "Matador" Cavani

Marotta aveva immediatamente sterzato su Edinson Cavani. Il "Matador" era diventato il "piano B" nerazzurro, ma quasi subito è arrivato il secco "no grazie". L'attaccante uruguaiano non aveva mai nascosto la nostalgia per l'Italia, dove è esploso grazie al Palermo e al Napoli. Per cercare di convincero ad accettare l'Inter si sono mobilitati anche Godin e Vecino, ma alla fine l'uruguagio ha scelto di rispettare il contratto con il Paris Saint-Germain, in scadenza il 30 giugno del 2020. L'addio al club degli emiri arriverà solo al termine della prossima stagione.

"Dzeko è un nostro calciatore"

Resta in piedi l'offerta di 20 milioni per Edin Dzeko. L'attaccante bosniaco aveva dato la disponibilità per lasciare la Roma e raggiungere Conte a Milano. Ma negli ultimi giorni la situazione si è complicata. Il nuovo tecnico Paulo Fonseca è stato chiaro: "Dzeko è un nostro calciatore, ha lavorato molto forte e bene, è anima e corpo con noi. Non ho visto segnali che lo facciano pensare lontano da noi. In attacco abbiamo Dzeko e Schick, serve un difensore centrale". C'è poi l'amore per Roma di Amra Silajdžić, moglie di Dzeko. "Home sweet home" ovvero "casa dolce casa", ha scritto in un recente post su Instagram.

Il "caso Icardi" resta senza soluzione 

E poi c'è il solito "caso Icardi". L'ex capitano nerazzurro è sul mercato dalla fine della passata (e controversa) stagione. L'unica trattativa gradita all'argentino era quella con la Juve, poi congelata con l'inserimento di Lukaku. Rifiutate le ipotesi Napoli e Roma, ora Icardi è pronto a restare all'Inter anche da "separato in caso". Il bomber si è presentato regolarmente ad Appiano Gentile (così come Radja Nainggolan) e ha svolto una parte di allenamento insieme al gruppo e una parte di lavoro personalizzato. "La vicenda Icardi è difficile da gestire soprattutto dal punto di vista mediatico, con notizie che definirei capziose - ha detto Marotta -. Poi, nei miei 40 anni di carriera ne ho viste tante di situazioni così. E' l'effetto mediatico che generano che preoccupa".