C'era una volta il "Milan cinese", Han Li: "Danneggiati dai media e dai poteri forti. E' stato un incubo"

David Han Li, ex direttore esecutivo rossonero e braccio destro di Yonghong Li, attacca: "Contro di noi attacchi mediatici. Con Elliott non è andata liscia"

David Han Li e Li Yonghong (Ansa)
David Han Li e Li Yonghong (Ansa)
di Redazione Tiscali Sport

Il "Milan cinese" è stato affossato dai "poteri forti, dai media e dal fondo Elliott". E' questo il pensiero di David Han Li, ex direttore esecutivo rossonero e braccio destro di Yonghong Li, il misterioso uomo d'affari cinese che comprò il Milan da Silvio Berlusconi nell'aprile del 2017. La "rivoluzione cinese", dopo il trentennio berlusconiano, iniziò con una campagna acquisti faraonica da 200 milioni per poi concludersi nel luglio del 2018 con il passaggio di consegne a Elliott a causa dei debiti (-126 milioni in più al passivo nella stagione di Yonghong Li e Han Li). Il fondo statunitense prese la guida della società con i conti in rosso promettendo di portare il bilancio nei parametri del fair-play finanziario imposto dall'Uefa. 

"L'incubo era reale"

Oggi Han Li in una intervista a Forbes definisce "un incubo" l'esperienza alla guida del club rossonero. "Abbiamo dovuto spendere in media 10 milioni di euro al mese - ha detto il manager cinese -, ma i fabbisogni di capitale originari del club erano molto inferiori. Mi sono svegliato e l'incubo era reale, non era un sogno".

Contro di noi "attacchi mediatici"

Han Li poi indica i "protagonisti" del suo incubo. Prima di tutti ci sono i media. "Il governo cinese ha vietato di portare capitali all'estero. I pesanti attacchi contro di noi da parte dei media non hanno aiutato: un articolo sul New York Times è stato dannoso e i media italiani hanno ripreso ad attaccare proprio la mattina esatta in cui abbiamo iniziato il processo di rifinanziamento del debito a Londra. Ho chiesto ad uno dei manager di Elliott direttamente se fossero stati responsabili della messa in atto di quegli attacchi mediatici e se avessero voluto il club da soli. Ovviamente, ha negato".

"Con Elliott non è andata liscia"

E proprio Elliott viene chiamato in causa. "Avevamo sentito parlare della reputazione di Elliott ma non sai mai se i rapporti sono reali fino a quando non conosci davvero qualcuno. Siamo rimasti in silenzio perché non ci fidiamo di nessuno, ai tempi dell'acquisto del club erano addirittura uscite notizie del nostro CdA. Gli attacchi subiti hanno seguito eventi importanti, chi aveva tutte queste informazioni? Con Elliott non è andata liscia come ci aspettavamo, se si fossero comportati perfettamente l'unica cosa di cui avevamo bisogno era il rifinanziamento del debito".

"Berlusconi rifiutò il ruolo di presidente onorario"

C'è poi Silvio Berlusconi. L'ex premier salutò i nuovi proprietari con l' "augurio più cordiale e sentito di realizzare traguardi ancora più straordinari di quelli ottenuti da noi". "Rimarrò sempre il primo tifoso del Milan, la squadra che mio padre mi insegnò ad amare da bambino, il sogno che abbiamo realizzato insieme", aggiunse Berlusconi prima di lasciare tutto. "Gli avevamo offerto il ruolo di presidente onorario ma poi non ha accettato - ha rivelato Han Li -. Il Milan ha avuto una bellissima storia grazie a Berlusconi. C'era la sua influenza, la sua immagine e volevamo rispettarlo con questo gesto"