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"Ibra" torna e Pioli vacilla: futuro da giocatore-allenatore per "Dio" al Milan?

Il bomber svedese carica i rossoneri: "Crisi? Non sono preoccupato. Sono ancora il numero 1, adesso cambia la musica"

di Tiscali Sport   

Il ritorno di Zlatan Ibrahimovic per uscire dalla crisi di gioco e risultati del Milan. I rossoneri sono reduci da tre pesanti sconfitte nella ultime tre gare (compreso il nuovo K.O. nel derby con l'Inter dopo l'umiliazione nella Supercoppa italiana). Stefano Pioli, ovvero l'artefice dello scudetto nella passata stagione, è crollato nei consensi della tifoseria. Nessun esonero in corsa ma la società valuta un cambio in panchina per la prossima stagione. Secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere proprio "Ibra" a rivestire il ruolo di giocatore e allenatore rossonero nel 2023-24. Molto dipenderà dai risultati ottenuti da Pioli a fine stagione. Per ora il Milan è scivolato al sesto posto in Serie A ma la classifica è corta e la lotta per la qualficazione per Champions 2023-24 ancora aperta. E poi ci sono ancora gli ottavi di finale del torneo contro il Tottenham di Antonio Conte (gara di andata il 14 febbraio). 

Con il Toro la prima convocazione

"L'importanza di Zlatan è sempre stata tangibile, forte", ha detto Pioli. E dopo il lungo infortunio Ibrahimovic riceve la prima convocazione della stagione per la sfida interna con il Torino del 10 febbraio. "Ibra" vuole essere anche fisicamente vicino alla squadra in questo momento difficile. Sebbene nelle gambe abbia un minutaggio forzatamente ridotto a causa del lungo stop seguito all'intervento per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il ritorno di Ibrahimovic rappresenta un'importante iniezione di fiducia per un gruppo alle prese con un periodo estremamente complicato.

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"Sono ancora Dio, sono ancora il numero 1"

Quindi Zlatan Ibrahimovic è pronto a tornare. In un'intervista rilasciata a SportMediaset, l'attaccante svedese ha parlato del suo imminente ritorno in campo: "Sono ancora Dio, sono ancora il numero 1: adesso torno e cambia la musica. Ho tanta voglia, voglio fare tante cose, quello che ho perso in questi mesi". La crisi non sembra impensierire "Ibra". "Non sono preoccupato, sono momenti normali all'interno di un campionato - ha aggiunto lo svedese -. Ora dobbiamo parlare poco e dimostrare in campo il nostro valore. Le critiche? È normale, perché se non ti criticano non sei al top. A me criticano da 25 anni perché sono il numero uno, sono abituato".

"Pioli? Le critiche fanno parte del lavoro"

Nelle dichiarazioni a SportMediaset, "Ibra" ha parlato anche della pioggia di critiche nei confronti di Stefano Pioli. "Sono cose normali, è l'allenatore del Milan e se le cose non vanno bene è giusto criticare l'allenatore e la squadra. Siamo professionisti e ci aspettiamo le critiche, non sono tutte rose e fiori, le critiche fanno parte del lavoro. Se non reggi le pressioni delle critiche non bisogna fare questo lavoro ma le critiche fanno parte del nostro mondo e sono utili perché ti fanno restare al top. Quando sei brutto puoi diventare bello".

di Tiscali Sport   

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