Da "nuovo Pelè" al "carcere dei famosi": la vita di Robinho dietro le sbarre
L'ex attaccante del Milan sta scontando la condanna a 9 anni per stupro in Brasile. Vive in una cella di 15 metri quadri, legge libri e impara ad aggiustare oggetti elettronici

O 'presídio dos famosos ovvero il "Carcere dei famosi". E' qui nel "Complexo Penitenciário II" di Tremembé (a 130 chilometri da San Paolo in Brasile) che il detenuto Robson de Souza Santos, meglio noto come Robinho, sta scontando la sua pena. Considerato in Brasile il "Nuovo Pelè", ha avuto una carriera di alto livello vestendo le maglie di Santos, Real Madrid, Manchester City e Milan e ha giocato i Mondiali con la Seleção, ma oggi vive in una cella di 15 metri quadri e ripara ripara oggetti elettronici insieme ad altri celebri detenuti sudamericani.
Legge libri e impara ad aggiustare oggetti elettronici
Robinho è stato condannato in via definitiva in Italia nel 2017 per lo stupro di gruppo di una giovane donna albanese avvenuto nel 2013, e successivamente arrestato nel marzo 2024 in Brasile dopo l'omologazione della sentenza da parte del Supremo tribunale di giustizia (il più alto grado di giustizia del Paese, ndr). Mentre i suoi avvocati insistono sulla sospensione dell'esecuzione della pena pronunciata in Italia presentando richieste di libertà e ricorsi contro la decisione della STF (l'ultimo il 4 febbraio 2025), l'ex attaccante segue il programma organizzato dall’istituto penitenziario per imparare a riparare televisioni, radio e altri oggetti elettronici e un programma di lettura.
Il "nuovo Pelè"
Il 4 luglio 2022, all'età di 38 anni, Robinho aveva annunciato ufficialmente il suo ritiro dal calcio giocato. Ma in realtà non giocava più dal 2020 (zero presenze nel Santos dopo le esperienza in Turchia nel Sivasspor e nell'İstanbul Başakşehir. Robinho aveva incantato gli scout del Beira-Mar (un club di futsal di Baixada Santista, ndr) che lo aveva segnalato a Pelè per il Santos. E O'Rei l'aveva elevato a suo "erede" dichiarando: "La prima volta che ha toccato la palla sotto i miei occhi mi è venuta la pelle d'oca. E quasi da piangere. Il suo dribbling è devastante, pari solo alla sua semplicità. Mi sono rivisto in lui". E' stato l'inizio di una brillante carriera terminata nel "Carcere dei famosi".