Ronaldinho: "Il carcere? E' stata un'esperienza dura". E poi ringrazia il Barça

Il campione brasiliano ha pagato 1.6 milioni di dollari e si trova ai domiciliari in Paraguay in un lussuoso albergo del Barcellona. "Non è stato facile, ma ho provato a restare allegro"

di Redazione Tiscali Sport

Barba lunga, baschetto in testa e quell'inconfondibile sorriso stampato in faccia che non ha mai perso. Ronaldinho Gaúcho ha lasciato il penitenziario Agrupación Especializada ad Asunción per trasferirsi nel lussuoso Hotel Palmaroga. Si trova agli arresti domiciliari e non può lasciare il Paraguay a causa dell'arresto e della successiva condanna per essere entrato nel Paese con un passaporto falso. "E' stata un'esperienza dura. Devo ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto, a cominciare dai miei ex compagni del Barcellona", ha detto "Dinho" a Mundo Deportivo.

"Non è stato facile, ma ho provato a restare allegro"

Ronaldinho è stato fermato dalla polizia paraguaiana il 6 marzo ed è rimasto in carcere sino al 7 aprile, poi il pagamento di 1.6 milioni di dollari e i domiciliari nell'hotel che è di proprietà del gruppo Barcellona. "Non è stato facile, ma ho provato a restare allegro facendo quello che so fare meglio, giocare a calcio - ha raccontato Ronaldinho -. Sono triste quando non posso rendere felici le persone, ma per fortuna ho avuto pochi infortuni in 20 anni di carriera. Qui in hotel mi trattano benissimo, sono tranquillo e cerco di affrontare con serenità la situazione. Ma sono stati 60 giorni particolari".

"A Barcellona mi trattano sempre con molto amore"

Poi i ringraziamenti per il Barcellona. "A Barcellona mi trattano sempre con molto amore e rispetto. Qui mi ha portato il calcio, qui ho realizzato i miei sogni. I miei ex compagni mi conoscono bene e sanno che non è un momento facile. Le loro parole sono importanti e mi aiutano a uscire da questa tempesta il prima possibile". 

Una vicenda stranissima

"Dinho" è entrato in Paraguay, insieme a suo fratello Roberto Assis, per presentare il suo libro Genius of Life e partecipare gratuitamente a un evento di beneficenza per l'assistenza sanitaria ai bambini poveri, organizzato dalla Fraternidade Angelical Foundation. Ma la vicenda è ancora oggi poco chiara. Chi ha fornito i passaporti falsi a Ronaldinho e perché? L'uomo d'affari brasiliano Wilmondes Sousa Lira ha accusato l'imprenditrice locale Dalia Lopez. I due fratelli brasiliani hanno affermato di aver ricevuto i documenti dopo l'invito di Dalia Lopez a partecipare a eventi di beneficenza in Paraguay. Oltre ai due fratelli sono state arrestate altre 14 persone mentre Dalia Lopez è fuggita e per lei c'è un ordine d’arresto internazionale. Ronaldinho rischia una condanna definitica a 5 anni di carcere.