"Arresto illegale e offensivo": Ronaldinho in carcere tra sorrisi e rabbia

L'avvocato del fantasista brasiliano: "Passaporto falso? Ha agito in buona fede". Si indaga sui rapporti con un'imprenditrice paraguaiana

di Redazione Tiscali Sport

L'arresto, anzi gli arresti, di Ronaldinho ormai hanno tutte le caratteristiche di una telenovela sudamericana degli anni Ottanta. Le foto del fantasista con sorriso dal carcere, il ruolo del presidente Jair Bolsonaro e l'avvocato che si scaglia contro l' "arresto illegale e offensivo" da parte della polizia paraguaiana. Tutto a causa dei passaporti falsi con i quali "Dinho" è entrato in Paraguay, insieme a suo fratello Roberto Assis, per presentare il suo libro Genius of Life e partecipare gratuitamente a un evento di beneficenza per l'assistenza sanitaria ai bambini poveri, organizzato dalla Fraternidade Angelical Foundation.

Sorrisi dal carcere

Dal 6 marzo Ronaldinho si trova in carcere, nel penitenziario Agrupación Especializada ad Asunción. In una foto, che circola sui social, sorride lasciando al suo avvocato, Sergio Queiroz, il compito di risolvere la situazione. Il legale sostiene che i due fratelli hanno agito "in buona fede" e chiede che possano fare ritorno immediato in Brasile. E' "un arresto illecito, illegale e offensivo".

Interviene il ministro della Giustizia brasiliano

In Brasile si parla solo del "escândalo paraguaio" e viene invocato l'intervento del presidente Bolsonaro, sostenuto da Ronaldinho nelle ultime elezioni. Bolsonaro si trova a Miami, ma il ministro della Giustizia, Sérgio Moro, ha contattato le autorità paraguaiane. L'avvocato dell'ex milanista ha dichiarato: "Non intendo esercitare pressioni sul presidente devo occuparmi del processo. Le questioni diplomatiche saranno ora affrontate dal console e dalle autorità brasiliane".

L'imprenditrice paraguaiana e l'accusa di riciclaggio

Ma chi ha fornito i passaporti falsi a Ronaldinho e perché? L'uomo d'affari brasiliano Wilmondes Sousa Lira ha accusato l'imprenditrice locale Dalia Lopez. I due fratelli brasiliani hanno affermato di aver ricevuto i documenti dopo l'invito di Dalia Lopez a partecipare a eventi di beneficenza in Paraguay. La difesa dell'imprenditrice sostiene invece che Ronaldinho e suo fratello abbiano chiesto passaporti "allo scopo di fare affari nel Paese". Ma secondo il giornale paraguaiano Abc Color, l'ex stella della Selecao sarebbe finita in mezzo a un'inchiesta più ampia, con la presunta accusa di riciclaggio nei confronti della empresaria Dalia López.

Le intercettazioni

Il giornale brasiliano O' Globo ha pubblicato l'intercettazione di un audio su WhatsApp attribuito a Dalia Lopez. "Domani una persona ti consegnerà i documenti completi. Un nuovo documento di identità del sig. Lira (l'uomo d'affari brasiliano, ndr), i tre passaporti e il documento di identità del fratello della nostra stella del calcio", recita il messaggio vocale. La difesa di Lopez ha sempre negato che il collegamento con i documenti falsi.