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Conte al Napoli: tutto fatto da 20 giorni. Dentro Chiesa, via "Kvara"

Aurelio De Laurentiis s’è divertito a dire ai giornalisti che devono aspettare ancora dieci giorni. E’ il tempo che richiedono i contratti complicatissimi del Napoli, che questa volta lo sono ancora più del solito, perché oltre alla perenne questione sui diritti d’immagine, gli avvocati sono al lavoro per sistemare quella, addirittura più complessa, di un possibile fine rapporto anticipato di una delle due parti

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Antonio Conte (Ansa)
Antonio Conte (Ansa)

Antonio Conte a Napoli, tanto per cominciare, significa che lo scudetto il prossimo anno dovrà scegliere fra due fidanzati - Inter e Napoli, appunto - e che gli altri potranno solo stare a guardare. Conte non ha mai sbagliato un colpo, con la Juve, con l’Inter, con il Chelsea, persino col Tottenham, al primo anno, da subentrato. Questa volta non ha nemmeno più bisogno di una campagna acquisti con i fuochi d’artificio. Dovrà sostituire Osimhen, ma c’è libero uno dei suoi pupilli, Romelu Lukaku, che di sicuro non vale l’attaccante nigeriano, ma che con lui rende il doppio. Per il resto, è il Napoli dello scudetto, con due o tre grane da sistemare, è vero, "Kvara" e Di Lorenzo, senza contare Zielinski in viaggio verso Milano. Però, la cessione di Osimhen porta in cassa una barca di soldi, per compensare pure l’esclusione dall’Europa, e sulla poltrona del direttore sportivo adesso siede Giovanni Manna, che il tecnico leccese stima e conosce bene, sin dai tempi di Paratici. Tutto a posto, quindi? Sì, tutto a posto, e non da oggi. Anche se Aurelio De Laurentiis s’è divertito a dire ai giornalisti che devono aspettare ancora dieci giorni. E’ il tempo che richiedono i contratti complicatissimi del Napoli, che questa volta lo sono ancora più del solito, perché oltre alla perenne questione sui diritti d’immagine, gli avvocati sono al lavoro per sistemare quella, addirittura più complessa, di un possibile fine rapporto anticipato di una delle due parti. Che non è proprio un busillis da niente, conoscendo i protagonisti in oggetto. De Laurentiis che scende negli spogliatoi durante l’intervallo di Napoli-Empoli per dire a Rudi Garcia «che c...o stai facendo?», con Conte sarebbe finito sulle pagine di cronaca nera dei giornali, con ampio spazio dedicato alle interviste degli increduli testimoni e degli infermieri accorsi sul posto.

Ma non si pesteranno i piedi?

E’ in fondo questo l’unico vero punto di domanda su un matrimonio che ha avuto un corteggiamento infinito e molti vezzosi dinieghi, ma che alla fine darà di sicuro grandi soddisfazioni ai tifosi napoletani. E d’altro canto le reticenze del mister a dire subito di sì erano dovute proprio a questo particolare, mica tanto ininfluente. Ha accarezzato il sogno di tornare alla Juve, sollecitato forse da qualche contatto prima dell’arrivo di Giuntoli, di sicuro con Ferrero, forse anche con lo stesso Manna. E poi ha sperato nella chiamata del Milan, che facesse seguito alla chiacchierata con Ibrahimovic di inizio anno. Stellini ai primi di maggio era andato persino a TeleLombardia per lanciare una sorta di appello: sono gli ultimi giorni, poi non aspettiamo più. Così è andata. Il silenzio del Milan ha aperto le porte al Napoli. Perché se Conte aveva avuto dei dubbi, De Laurentiis invece manco uno. Ha sempre voluto e cercato solo Antonio Conte. E Gasperini lo teneva soltanto come piano B. Mai pensato a lui come prima scelta. Conte ora si porterà a Napoli il suo staff storico, che vede pure il ritorno di Lele Oriali, oltre al vice Christian Stellini, al fratello e match analyst Gianluca Conte, e ai preparatori atletici Costantino Coratti e Stefano Bruno. Non c’è Ciro Ferrara, che a Torino invece qualche giorno fa davano come nuova entrée nel gruppo. Ciro però ha smentito tutto: «Io sono molto amico di Conte e sono napoletano. Ma Antonio non mi ha mai chiesto di far parre del suo staff, nella maniera più assoluta».

L'accordo raggiunto l’11 maggio

Pochi giorni dopo l’appello di Stellini, il mister ha abbassato il ponte levatoio. La fidanzata ha finalmente ceduto all’insistente corteggiamento. L’accordo è stato raggiunto sabato 11 maggio, a Torino. Stretta di mano e intesa anche sulla durata e sulle cifre: tre anni, sei milioni e mezzo di parte fissa più due in caso di qualificazione champions (in pratica, quindi, otto e mezzo). Anche sul mercato, patti chiari e amicizia lunga. I giornali e le tv parlano di Gudmundsson. Dalle nostre umili fonti, non risulta per niente. Siccome sono le stesse che ci hanno anticipato l’accordo tra il Napoli e Conte ci crediamo. Potrebbe interessare più avanti, nel caso partisse Raspadori, ma ci pare difficile. Per quel ruolo Antonio Conte ha una sola richiesta. Una fissazione. Federico Chiesa. Lui non lo ritiene il più bravo esterno offensivo d’Italia. Per lui è il miglior giocatore italiano, in assoluto e di gran lunga. E’ molto amico del padre, Enrico Chiesa, per il quale ha sempre speso parole allo zucchero, di grande stima. E la Juve è disposta a venderlo. Sempre i giornali e le tv hanno scritto e detto che non piace a Thiago Motta. Un’altra palla. L’unica verità è che Giuntoli è costretto a vendere per fare il mercato, perché con i 30 milioni che gli ha concesso la società ci compra giusto le noccioline. Oltre a Chiesa, partiranno Soulé e Huisen, per fare 100 milioni e cominciare a muoversi. Federico per la Juve vale 50. Per il Napoli a malapena 40, a essere generosi. Ma sul piatto ha da mettere Di Lorenzo - 20 milioni? - che vuole andare via e guarda caso l’ha fatto sapere a Giuntoli. Si può fare. Anzi, probabilmente si farà. Per il Napoli sarebbe un gran colpo, per Manna un biglietto da visita eccezionale. Un po’ meno per la Juve, che al posto di Chiesa prenderebbe Gudmundsson, e non le basterebbero i soldi. A meno che a sparigliare le carte non entri in gioco il Liverpool, che è interessato a Chiesa per sostituire Salah. C’è un solo problema, che Federico disse di no a Conte e all’Inter 5 anni fa perché era già in parola con la Juve. Quasi impossibile che lo ridica di nuovo. Altro giocatore in arrivo è il difensore Alessandro Buongiorno, reduce da una buona stagione con il Torino.

"Kvara" va via

L’arrivo di Chiesa anticiperebbe la partenza di Kvara? La logica dice di sì. Lui ha un contratto di un milione e mezzo e chiede un rinnovo se non proprio da Osimhen, comunque in quelle zone, poco sotto. Difficile che una società così attenta ai bilanci come il Napoli possa assecondare queste richieste, soprattutto se dovesse già accollarsi un altro mega stipendio, come sarebbe di sicuro quello da far firmare allo juventino. E poi De Laurentiis il suo fuoriclasse lo sta appena prendendo. Antonio Conte. E lo sta anche pagando mica poco. Ha un solo difetto agli occhi suoi. E’ uno juventino sfegatato. Ma questa volta farà finta di niente. Anche perché dopo essersi tanto lamentato di Giuntoli che non gli aveva mai detto di essere un odiatissimo tifoso bianconero, adesso si sta mettendo dentro addirittura una colonia di juventini. Manna, Conte e pure Chiesa. Vabbé, se si vince con loro, pazienza. Come dicono alla Real Casa? Che l’unica cosa che conta è vincere? Bè adesso devono venir qui se vogliono rispettare il motto.      

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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