Il calciomercato è ormai diventato il regno delle leggende. E quest'anno ha superato ogni limite

La prima leggenda, e la più famosa, è stata quella di Guardiola alla Juventus. Anche se nella trappola ci è caduto in pieno un bravo giornalista come Luca Momblano

Il calciomercato è ormai diventato il regno delle leggende. E quest'anno ha superato ogni limite

Il calciomercato è il periodo dei sogni. Ma quest’anno ha superato se stesso: è diventato il regno delle leggende metropolitane. La prima, e la più famosa, è stata quella di Guardiola alla Juventus. Anche se nella trappola - o nell’illusione - ci è caduto in pieno un bravo giornalista come Luca Momblano, che era stato l’unico l’anno scorso ad annunciare in tempi sospetti che Ronaldo veniva alla Juve, quando ancora nessuno ne parlava, scatenando l’ilarità e le critiche di tutti, e adesso a ripetere già da marzo che Allegri era «fuori al cento per cento» dalla società bianconera.

Il siluramento di Allegri

Due giorni prima del suo siluramento, dopo la cena con Agnelli, tutti i giornalisti davano già per fatto il suo rinnovo, spiattellando cifre e accordi. Ma a marzo, la Juventus aveva contattato Guardiola, segno inequivocabile che il destino di Max era già segnato. Era la terza volta che Paratici chiamava Pep e suo fratello. La prima era stata nel gennaio del 2018, quando aveva ricevuto da subito un no molto fermo, pur dichiarandosi, il mister catalano, lusingato dalla proposta. Secondo contatto un anno dopo, gennaio 2019, e questa volta aveva mostrato un qualche interesse, pur ribadendo il suo no. Dopo la sconfitta contro l’Atletico a Madrid, i dirigenti bianconeri erano ritornati alla carica, molto più convinti. Pep aveva scoltato e aveva ammesso che era un suo desiderio venir ad allenare in Italia. «Ma se ne può parlare solo fra due anni, quando scade il mio contratto col Manchester City. Grazie e arrivederci».

La verità su Antonio Conte

A questo punto Nedved e Paratici avevano chiamato Antonio Conte. E qui arriva la seconda leggenda metropolitana. Perché la vulgata corrente ci ha fatto credere che Andrea Agnelli avrebbe posto un fermo veto al suo ritorno. Solo che la verità è proprio il contrario. D’altro canto se ci fosse stata da parte del presidente la decisa volontà di non riprendersi Conte, i suoi uomini lo avrebbero di certo saputo e si sarebbero ben guardati dal farsi vivi con l’ex allenatore, ex capitano ed ex bandiera della Juve. E’ Conte invece che ha rifiutato la proposta, non avendo nessuna intenzione di rischiare tutto il credito che aveva con la critica e i tifosi juventini, prendendosi in carica una squadra supervincente con una serie di risultati e trofei targati Allegri difficilmente eguagliabile. Lui vorrà tornare alla Juve solo dopo che avrà cominciato a perdere, facendo come ha sempre fatto, raccogliendo la stessa Juve, la Nazionale, il Chelsea e adesso l’Inter, dai punti più bassi della loro parabola.

La quarta scelta della Juve

A Nedved e Paratici disse che aveva già un accordo con Marotta. Strano però, perché, come ha rivelato Totti, poco tempo dopo si disse disponibile ad accettare la Roma, declinando l’invito solo quando i dirigenti della società capitolina gli fecero sapere che avrebbero dovuto vendere come minimo Manolas e Dzeko - un suo pupillo, che adesso fa carte false per avere all’Inter - e forse pure qualcun’altro. Mentre probabilmente dall’entourage del tecnico salentino spargevano la voce che era stato Agnelli a non volerlo più alla Juve, i dirigenti corsero da quella che potremmo definire la quarta scelta (la prima sarebbe stata assolutamente Zidane, che però si era già ricollocato a casa Real), Maurizio Sarri, che da quel momento divenne effettivamente il nome più forte e anche l’unico serio candidato alla panchina del post Allegri.

I quattro profili

Siamo intorno alla sconfitta con l’Ajax. Sarri si dichiara disponibile. Agnelli è molto dubbioso e a questo punto vorrebbe confermare Max, ma Nedved gli fa capire che ormai sono andati troppo avanti e che non possono più rimangiarsi la parola. C’è un problema: l’ex Napoli deve liberarsi dal Chelsea, e Abramovic e soprattutto la sua Marina sono ossi duri. La dirigenza bianconera studia e prepara quattro profili per ogni evenienza. Il primo è quello di Sarri, che è il tecnico più fortemente desiderato, su cui giocano tutte le carte. Le riserve sono Inzaghi e Mihailovic. Ma il quarto profilo è in realtà la vera seconda scelta dovesse saltare Sarri: ed è un nome che non ha fatto mai nessuno, Marco Giampaolo. Il quale, guarda caso, benché liberato subito dalla Sampdoria, firma con il Milan per buon ultimo, soltanto dopo che Sarri ha finalmente trovato l’accordo con la Juventus, liberandosi dal Chelsea.

Le leggende metropolitane

In tutto questo tempo, fioriscono leggende metropolitane di ogni genere e gusto. Guardiola viene avvistato a Malpensa e persino a Torino, sua moglie noleggia una Maserati da casa Agnelli, gli sponsor che regalano soldi perché non hanno nient’altro da fare, finanzierebbero l’operazione, e persino l’Agi dà per certa la sua presentazione il 14 di luglio. Il City viene dato per squalificato dalla Champions due anni di seguito: balla, quest’anno la giocherà tranquillamente, e poi vedremo. Chiesa è venduto alla Juventus: ma a Torino avevano solo un accordo verbale con il padre quando non si sapeva ancora che la Fiorentina era in vendita, non hanno mai trattato e quest’anno mai tratteranno con Comisso. Sensi lo raccontano fuori dal Sassuolo destinazione Milan: difatti finisce all’Inter. La società rossonera aveva chiesto un prestito di due anni e riscatto a 15 milioni, a Sassuolo si erano messi a ridere e la cosa era finita lì. Per inciso l’Inter lo pagherà circa il doppio e senza prestiti. Ma le leggende fioriscono senza sosta. L’ultima è quella di Pogba alla Juventus: 150 milioni e stipendio da 15 milioni in su. Tanto per suicidarsi tutti insieme, con Ronaldo&company. In compenso si nega l’evidenza: Icardi è già della Juve e si aspetta solo di convincere Dybala a fare il percorso inverso. Un’operazione in perfetto stile Marotta. Anche se lo mandano via a calci nel sedere, il vero volpone e l’incontrastato re del mercato è sempre lui. Poche leggende e molti fatti.