La Juve sull'orlo di una crisi di nervi. Paratici è passato da Marotta a Ronaldo: è lui che fa il mercato

Higuain e Dybala sono ancora bianconeri, Chiesa resta alla Fiorentina, Zaniolo rinnova con la Roma, Lukaku andrà all’Inter, mentre Cancelo è passato al City

La Juve sull'orlo di una crisi di nervi. Paratici è passato da Marotta a Ronaldo: è lui che fa il mercato

Questo pazzo mercato, il più folle degli ultimi anni, ci sta rivelando comunque una immagine sorprendente, quella della Juve sull’orlo di una crisi di nervi. Ha già fatto di tutto e di più, e forse neppure lei capisce bene quello che sta facendo. Ha venduto Higuain alla Roma magari scambiandolo con Zaniolo, poi ha fatto lo scambio Dybala e Mandzukic per Lukaku, per due mesi interi ha detto di no al City che voleva sbolognarle Danilo per Cancelo, ha bell’e definito l’acquisto di Chiesa, e s’è scandalizzata quando l’Inter ha cercato di piazzarle Icardi in cambio della "Joya".

E' arrivato Danilo, andato via Cancelo e Higuain resta

Solo che alla fine non si capisce bene cosa sia successo, ma Higuain e Dybala sono ancora lì, Chiesa resta alla Fiorentina, Zaniolo rinnova con la Roma, Lukaku andrà all’Inter, Perin va al Benfica, no all’Aston Villa, forse al Monaco, e oggi arriva Danilo, mentre Cancelo è andato al City, e se ce la fanno svendono Rugani, che non c’entra niente, ma per il quale l’anno scorso avevano rifiutato 50 milioni dal Chelsea. In compenso il "Pipita" non si muove più. E fra qualche giorno faranno lo scambio alla pari Dybala-Icardi, rischiando non solo di levare un grosso problema agli storici rivali nerazzurri, ma anche di lasciargli la coppia d’attacco che sogna Antonio Conte - la Joya e Lukaku - per dare l’assalto all’agognato scudetto con qualche concreta speranza di riuscirci davvero.

E' Ronaldo che detta il mercato

C’è una logica in tutto questo? Sì, c’è. E si chiama Ronaldo. E’ lui che detta il mercato. Non vuole Dybala, e ha scelto il centravanti: Icardi o Lukaku, uno che faccia da boa, o si prenda le botte in area e liberi gli spazi. In tutto questo, il povero Paratici è lì che sta correndo come un matto fra Torino e l’Inghilterra, un salto a Manchester e un altro a Londra, alla disperata ricerca di un punto di equilibrio permanente. E’ evidente che sta tentando in tutti i modi di non dover regalare Dybala all’Inter del suo vecchio tutore, quella gran volpe di Beppe Marotta. Solo che l’indignato Paulo, cui hanno comunicato mentre era in vacanza che lo stavano piazzando a Manchester, dopo avergli garantito che non l’avrebbero dato via e che sarebbe stato al centro del progetto, ha deciso giustamente di puntare piedi. E se non si muove lui, Lukaku diventa un bagno di sangue.

L'incontro CR7-Sarri 

E’ che nessuno aveva fatto i conti con Ronaldo. Prendete Sarri. E’ arrivato e pronti via, in conferenza stampa, urbi et orbi, spende parole al miele per Dybala e annuncia di volergli ridare il ruolo che gli compete. In privato confessa che potrebbe fargli fare il "falso nueve". Poi, come da copione, deve andare a rendere omaggio al re, a CR7, che lo riceve sul suo yacht megagalattico e gli spiega che lui di Dybala non ne vuole sapere. Cambio di marcia. L’unico che non ne sa niente è il diretto interessato, che si sta godendo le vacanze a casa sua, in Argentina. Ronaldo vuole un centravanti che attiri le marcature e gli liberi gli spazi, come faceva Benzema a Madrid. Lukaku? Va bene. Icardi? Ancora meglio. Poi quando arriverà Icardi, si accorgerà che è un grande cecchino, ma non è proprio uno che si danna per aiutare gli altri, soprattutto se c’è qualcuno che può far più gol di lui.

Il portoghese pesa solo sul bilancio e decide

Un tempo la Juve non avrebbe mai avuto questi problemi. Pianificava le sue scelte, valutando bene tutti i punti di vista, e poi andava diritto per la sta strada. Ma a differenza dei mercati delle scorse stagioni, quando a luglio aveva già fatto tutto, guardando dall’alto in basso le rivali che si dannavano l’anima a cercare rinforzi e dar via gli esuberi, questa volta la Juve è finita davvero sull’orlo di una crisi di nervi. Il problema è che prima non c’era Cristiano Ronaldo. Adesso c’è. E non pesa solo sul bilancio, 31 milioni di euro netti all’anno, oltre a quei 117 mlioni cash sborsati per portarlo a casa. Pesa anche sulle scelte.

La gestione di Paratici

Fabio Paratici, il più bravo direttore sportivo che c’è in Italia a fare affari e scovare talenti, e fra i più bravi in Europa, che s'era pure stufato di lavorare sempre all’ombra di Marotta, ora sta cominciando a realizzare di aver solo cambiato ombrello: da Beppe a Ronaldo. E per di più deve fare i conti con un bilancio fortemente in sofferenza. Sulla base delle operazioni di mercato effettuate finora il rapporto tra costo della rosa e ricavi sarebbe del 75 per cento, un dato in netto peggioramento rispetto al 57 della stagione 2018/2019, e comunque superiore alla soglia considerata virtuosa del 70 per cento.

La Juventus ha necessità di cedere per realizzare plusvalenze

E’ evidente che per abbassare tale indicatore la Juventus ha necessità di procedere con più di una cessione per realizzare ulteriori plusvalenze e alleggerire il costo della rosa di ingaggi e ammortamenti particolarmente onerosi. Quindi la realtà dice che se non si libera di Higuain, Khedira, Mandzukic e Dybala e dei loro ricchissimi salari, non ci sono Lukaku, Pogba o altri nomi da inventarsi. E Higuain sappiamo già che di sicuro non si muove. E neppure Khedira vuole andarsene, se non gratis e con adeguata buonauscita, cioé a rimetterci ancora di più. Così Paratici si danna l’anima come un folle, mentre i signori dei conti impazziscono con i numeri, in questa pazza estate del mercato, che sta ribaltando tutti i ruoli e le gerarchie, dove la regina dell’estate non è più la Juve, ma una provinciale come il Cagliari.