Il sorpasso dell’Inter è già cominciato: dopo Lukaku c’è Chiesa. E la Juve ha il mercato bloccato dai suoi giocatori

Wanda Nara è corsa a bussare alla porta dell’avvocato Paolo Nicoletti, già legale di fiducia di Massimo Moratti, per chiedere il reintegro al cento per cento di Maurito nella squadra e provare a vedere se ci scappa pure una causa civile, che non si sa mai

Il sorpasso dell’Inter è già cominciato: dopo Lukaku c’è Chiesa.  E la Juve ha il mercato bloccato dai suoi giocatori

Wanda Nara non si ferma neanche a Ferragosto. Prima ha alzato il prezzo con Tiki Taka: basta commenti, voglio fare la conduttrice. Dicono che Pierluigi Pardo non abbia fatto i salti di gioia. Ma Wanda mica si spaventa per questo. Intanto, nei giorni della vigilia, è corsa a bussare alla porta dell’avvocato Paolo Nicoletti, già legale di fiducia di Massimo Moratti, per chiedere  il reintegro al cento per cento di Maurito nella squadra e provare a vedere se ci scappa pure una causa civile, che non si sa mai. Oggi come oggi, Icardi si allena regolarmente con i compagni, solo che quando arriva il momento della partitella tattica, lui finisce sul banco degli asini, mentre gli altri continuano la lezione. Che in effetti non è la cosa più allegra del mondo per un ex capitano, anche se poi a giudicare da Instagram Maurito non dev’essere proprio ridotto in lacrime. Alla fine la grana sembra più dell’Inter che sua. Ma non bisogna farsi ingannare dalle apparenze. L’Inter ha fatto un grande mercato, e non ha ancora finito perché prima del 2 settembre riuscirà a piazzare il suo centravanti cecchino con tutto il pacchetto, Wanda compresa, - che se farà la conduttrice a Tiki Taka te la raccomando -, alla cifra pretesa dalla società: 80 milioni tondi tondi, con una plusvalenza quasi totale di 77,7. Semplicemente perché Paratici sarà costretto ad arrendersi e accettare lo scambio alla pari Dybala Icardi. Il fatto è che se  all’Inter hanno centrato quasi tutti gli obiettivi che si erano prefissi all’inizio della campagna d’estate (manca solo Dzeko, ma arriverà anche lui, probabilmente in compagnia di Vidal), alla Juventus, dopo i colpi a parametro zero, quello a basso costo di Demiral e quello con ingaggio regale di De Ligt, sta cominciando ad andare tutto storto. E sono dolori. 

Sarri non è Allegri

Sarri ha già detto che nella rosa ci sono sette o otto giocatori in più. Ed è stato anche di manica larga, perché al Napoli aveva fatto capire che gliene bastano 15, e gli altri il campo se lo vedono solo in allenamento. Il problema è che nessuno vuole andare via e quelli che lo vogliono, non ci riescono. Perin è stato rifiutato dal Benfica, poi dall’Aston Villa e infine anche dal Monaco. La squadra del Principato, l’unico che pagherebbe alla Juve è Matuidi, solo che il francese ha appena rifiutato. Anche Khedira ha rifiutato tutte le destinazioni che gli hanno offerto. Così come ha fatto Higuain. E anche Mandzukic, aspettando magari il Bayern. Poi c’è Rugani: la Roma lo stava trattando, ma lui ha chiesto uno stipendio troppo alto e Fonseca ha posto il veto. Meglio Lovren, del Liverpool, che è pronto a ridursi l’ingaggio a 3,2 milioni: resta da trattare la parte variabile, e l’accordo qui non c’è ancora. A Rugani a questo punto rimane solo il Monaco, che però lo vorrebbe prendere in prestito, formula gradita anche al giocatore. Molto meno alla Juve che il prossimo anno si ritroverebbe da capo con lo stesso problema sul groppone e un altro difensore in più (Romero dal Genoa) senza aver intascato il becco d’un quattrino. 

Dybala vuole restare

Dybala anche non è molto contento d’andar via. Nella disperata campagna d’Inghilterra, intrapresa pochi giorni prima della chiusura del mercato d’Oltre Manica, Paratici l’aveva piazzato in due posti mica male, Manchester United e Tottenham. La Joja non aveva molta voglia di andare in Premier e aveva chiesto uno stipendio megalattico da 15 netti all’anno, e poi si portava dietro il problenma dei diritti d’immagine, una bega con il suo ex agente che puà costare fino a 40 milioni. Così alla fine non se n’è fatto niente. Dicevano del PSG, ma non è vero. Per due motivi: il primo è che se Neymar va al Barcellona, in cambio arriva Coutinho e quindi non c’è più bisogno di Dybala, e se va al Real Madrid è uguale, visto che Bale e Isco farebbero il viaggio inverso. Il secondo è che di nuovo Paulo non ha nessuna voglia di andare a giocare in quel campionato. Lui vorrebbe solo Real Madrid o Barcellona, al massinmo l’Atletico. Resta una sola possibilità oltre alla Liga: Marotta. Non l’Inter, ma proprio Marotta, che sarà anche la stessa cosa, solo che per lui è quasi come un parente o un uomo di fiducia, il dirigente che lo portò alla Juve dal Palermo e con il quale in questi anni aveva instaurato un rapporto molto solido. Ma può Paratici lasciar partire un giocatore pieno di talento, amatissimno dai tifosi, abbastanza disciplinato e persino un po’ aziendalista, scambiandolo alla pari per un centravanti incline a qualche bizza di troppo e famoso quasi più sui social che sul campo? Non lo farebbe mai. Però la campagna vendite sta andando a rotoli. Nessuno dei partenti andrà via. E la Juve sarà costretta. Almeno così si porta a casa una plusvalenza. 

I saldi della Juve

A tutto questo bisogna aggiungere qualche spiffero che rende ancora più complicato il lavoro di Paratici. Che rimane il più bravo di tutti, come dimostrerebbe il colpo Eriksen dal Tottenham già per il prossimo anno a parametro zero, che sta per chiudere beffando Manchester United e Real Madrid. Ma che si ritrova catapultato in mezzo a una bufera inattesa. Mentre i giornalisti lo stanno criticando ormai tutti, perché lo ritengono abile a comprare, ma non altrettanto a vendere, in casa non sta filando tutto liscio come pensava. Perché Sarri non è Allegri. Il tecnico in conferenza stampa ha annunciato urbi et orbi che la Juve è costretta a vendere, col risultato che adesso i presunti compratori aspettano il prezzo all’ultimo saldo, possibilmente gratis. A lui invece avrebbe fatto sapere che ci sono due giocatori che proprio non gli piacciono: Emre Can e Ramsey, due parametri zero costati un occhio della testa per commissioni varie. Forse non sarà proprio un insulto al suo lavoro, ma segna di sicuro qualche problema di rapporto con un allenatore che porta in dote assieme al bel gioco anche un carattere mica facile da gestire. E poi come si fa a vendere Ramsey senza farlo giocare neanche una partita? In ogni caso se non si vende, non si può più comprare, visto come piange il bilancio con tutti quegli ingaggi mostruosi. Così si allontana Chiesa. Su cui si è piombata subito l’Inter, con buone possibilità di scipparglielo. Adesso comincia il campionato e sono finite le chiacchiere. Ma forse fuori dal campo il sorpasso è già cominciato.