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Champions, Juve che beffa: l'Atletico Madrid pareggia nel finale. A Zagabria affonda l'Atalanta

Il cammino dei bianconeri, nel girone D di Champions League, non inizia nel migliore dei modi. (Disattivare l'Adblock per vedere il video)

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Inizia con un pareggio per 2-2 in casa dell'Atletico Madrid, il cammino della Juventus nel girone D di Champions League. Al Wanda Metropolitano i bianconeri trovano il doppio vantaggio grazie a una rete realizzata da Juan Cuadrado al 3' della ripresa dopo un rapido contropiede orchestrato da Higuain. Al 65' il raddoppio di testa di Matuidi. La replica dei 'colchoneros' al 70' con Savic, al 90' Herrera completa la rimonta. Il primo acuto dell'incontro al decimo con un affondo di Joao Felix che all'ingresso dell'area prova a sorprendere Szczesny bravo a distendersi deviando in angolo. Cinque minuti più tardi fraseggio Koke-Trippier con Alex Sandro che sventa in angolo, sul successivo corner i 'colchoneros' vanno alla conclusione aerea con Gimenez, alto sulla traversa. Atletico Madrid più propositivo in questa prima parte dell'incontro, cross velenoso di Trippier, Bonucci allontana di testa. Al 35' si fa vedere la Juventus, una conclusione dal limite di Pjanic viene deviata da un difensore, la sfera termina sul fondo con il portiere Oblak fuori causa. Al 40' Cuadrado crossa sul secondo palo per Ronaldo che da posizione defilata conclude tra le braccia del portiere dell'Atletico.

Al 3' della ripresa contropiede di Higuain, servito da Bonucci, il 'Pipita' vede Cuadrado e lo serve, il colombiano con un sinistro a giro dal limite beffa all'angolino Oblak ripagando la fiducia di Sarri che lo ha schierato titolare preferendolo a Bernardeschi. Al 60' occasione Atletico, Koke affonda sulla destra e mette al centro un pallone su cui si avventa Gimenez che da buona posizione spara alto.

Intanto Simeone getta nella mischia Correa per Lemar. Al 65' il raddoppio di Matuidi servito magistralmente da Alex Sandro di testa nel cuore dell'area. Al 70' i 'colchoneros' accorciano con Savic bravo di testa a sfruttare la sponda di Gimenez su invito di Koke. Al 72' Higuain vicino al terzo gol, a tu per tu con il portiere si vede respingere la conclusione, sulla palla arriva Matuidi, sulla linea salva Trippier. Tiro-cross di Cuadrado velenoso, Oblak si salva di pugno. All'80' è il neo entrato Dybala sulla destra a mettere in crisi la retroguardia spagnola che riesce poi a murare l'argentino. Sull'altro fronte è Vitolo a obbligare Szczesny a una grande parata per disinnescare il tiro del nazionale spagnolo. Al 90' esplode la gioia del Wanda Metropolitano, su un corner di Trippier si avventa di testa Herrera per il 2-2. Nel recupero occasione di Ronaldo che di destro sfiora il palo lontano della porta difesa da Oblak, dopo 5 minuti di recupero arriva il triplice fischio dell'arbitro.

A Zagabria affonda l'Atalanta

Segnatevi questo nome: Dani Olmo. Ne sentirete parlare a lungo. Il centrocampista spagnolo è infatti l'assoluto protagonista nella lezione di calcio che la Dinamo Zagabria infligge all'Atalanta (4-0), il cui debutto da sogno in Champions League si trasforma presto in un brutto incubo. Se le quattro reti dei padroni di casa portano le firme di Leovac (10') e dell'imprendibile Orsic (31', 42' e 68'), a rubare l'occhio è l'ex 'Masia' del Barcellona, già protagonista all'ultimo Europeo Under 21: la leggerezza con cui si muove, la pulizia tecnica, le letture di gioco, ad appena 21 anni, sono degne per scomodare paragoni importanti.

Un volpone come De Roon è annichilito di fronte a cotanta magnificenza e Dani Olmo - scambiato con la meteora Halilovic, ancora di proprietà del Milan ma in prestito all'Heerenven - è l'architetto delle quattro reti croate: un suo dribbling in un fazzoletto su Djimsiti e la sua conclusione respinta a pochi passi dalla linea da Masiello muovono la difesa dell'Atalanta e creano lo spazio per il successivo inserimento centrale di Leovan; un suo passaggio filtrante per l'accorrente Leovan taglia fuori De Roon e Djimsiti e favorisce il cross per il piattone di Orsic; un suo break palla al piede di 50 metri propizia il tris croato, con il traversone di Stojanovic, la sponda di Adami e il colpo di testa di Orsic; una sua azione insistita - ma un po' confusa - lascia a Theophile-Catherine lo spazio per l'imbeccata al tris personale di Orsic (poi uscito con una standing ovation dello stadio Maksimir). Una punizione severa, durissima, brutale per l'Atalanta. E il riscatto di tanti bocciati dal nostro campionato: Petkovic-Orsic, un tandem d'attacco con un passato da dimenticare a Bologna e Spezia, e Bjelica, esonerato sempre dallo Spezia nel 2015.

Per l'Atalanta non c'è niente da salvare, se non l'emozione per l'esordio assoluto nel Gotha del calcio europeo e per i 3mila spettatori al seguito (mille dei quali entrati in ritardo, dopo essere stati bloccati per ora in frontiera dalla polizia croata). La Dea viene sconfitta proprio sui suoi punti di forza: aggressività e velocità. Un solo squillo nel primo tempo, al 6', con una bella percussione laterale di Ilicic, il cui tiro-cross sfiora la traversa. Gasperini è ben presto ammutolito in panchina, una sfinge di sale: guarda sconsolato il suo vice Gritti e abbandona all'intervallo la difesa a tre, con gli inserimenti di Pasalic e Malinovskyi al posto di Masiello e Frueler. Il 4-3-3 e i nuovi danno una piccola scossa all'Atalanta (Pasalic sfiora due volte la rete, Livakovic fa un miracolo su Zapata) ma la reazione resta flebile. Una resa su tutti i fronti. La ''curiosità'' di Gasperini di vedere l'impatto della sua squadra in Champions è stata tradita. Ma non c'è tempo di rammaricarsi: il prossimo 1 ottobre a San Siro contro lo Shakhtar è già una gara da dentro o fuori.

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