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Il Milan passa agli ottavi con un poker. La Juve in Europa League con un'altra sconfitta

Giroud decisivo: 2 gol e 2 assist. Stop attesa lunga 9 stagioni. La Juventus può star tranquilla: va in Europa League con soli tre punti in carniere

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Milan-Salzburg (Ansa)
Milan-Salzburg (Ansa)

Il Milan alla fine passeggia sul Salisburgo: 4-0. Ha fatto il Salisburgo più brutto di quel che era e ha tremato per un tempo. Poi, preso pe mano da Giroud, ha dilagato. La Juve fa un record: 5 sconfitte su 6, complimenti. Perde ovviamente anche col Psg (2-1), ma riesce ad andare in Europa League, probabilmente per ammucchiare altre figuracce, a scapito del modestissimo Maccabì, di nuovo complimenti. Però, per assurdo, gioca la miglior partita della sua stagione.

Le scelte di Allegri

Possiamo comunque star tranquilli, si tratta evidentemente di un errore di percorso. Allegri è stato costretto a schierare tutta gente che non vede e che manco gli interessa vedere, ma prima o poi torneranno i suoi uomini, Paredes & C., quel genio di Pogba che si intasca 10 milioni senza mai vedere il campo e Di Maria che è concentratissimo sul mondiale non aspettando l’ora di tornare in Argentina, e tutti quegli altri campioni che gli ha trovato Cherubini: gli consigliamo anche Ihattaren, uno che non lo vuole proprio nessuno, scoperto dal rinnovato scouting bianconero. I ragazzini di adesso, invece, sono tutti stati scovati dal grande nemico, Paratici.  

Pioli lascia in panchina Brahim Diaz e De Ketelaere. Niente trequartisti, ma un centrocampo di sostanza, con Tonali, Bennacer e uno dei pupilli del mister, Krunic, un giocatore che gli garantisce il giusto equilibrio. Dall’altra parte Jaissle presenta una formazione molto fisica che fa dell’entusiasmo la sua forza, in linea con la filosofia della scietà: età media del Salisburgo, poco sopra i 21 anni. Un altro mondo. Ma anche i rossoneri non sono proprio una squadra di vecchietti.

Milan-Salisburgo

Gli austriaci cominciano a spron battuto, buttandosi in avanti, ma nelle praterie libere il Milan rischia di colpire dopo due minuti appena: Krunic difende il pallone a spallate e lancia Theo Hernandez che arriva come un razzo delle retrovie, due passi dentro l’area e siluro che sbatte sul palo. Non è che lo spavento consigli gli austriaci a metterci un po’ più di prudenza. Appena conquistano palla si spingono in avanti con quasi tutti gli effettivi.

Primo tempo

Ma i rossoneri non sembrano quelli apatici e quasi distratti che all’Olimnpico di Torino aveva regalato la partita ai granata. Kjaergaard prova una gran botta da centro area che potrebbe far davvero molto male e Tomori si immola in spaccata. I rossoneri ribattono in contropiede con Bennacer da fuori area, trovando Giroud sulla traiettoria. E poi passano in vantaggio su calcio d’angolo: è il francese di testa, senza neanche saltare, a centrare il bersaglio. E’ una partita dai ritmi elevati, che riserva azioni pericolose su un fronte e sull’altro in rapida successione. Adamu da posizione favorevole tira in bocca a Tatarusanu. Poi di nuovo Adamu cerca il copo di tacco, stoppato da Tomori. Dall’altra parte, palleggio prolungato del Milan e Giroud tenta il gol al volo dagli undici metri ma colpisce male e spara troppo alto. Ancora pericoloso il Milan con Theo e Rebic, anticipato da Kohn. Poi segna di nuovo Giroud, dopo una grande volata di Theo, ma era in fuorigioco. E’ una partita viva, molto intensa. Poco prima della mezz’ora, Kalulu rischia il rigore su Okafor, assolto dal Var dopo attimi di paura. Poi Tatarusanu smanaccia una conclusione di Susic e Leao è murato da Pavlovic a pochi passi dal portiere. L’ultima occasione del primo tempo è dei terribili ragazzi del Salisburgo. Kjaergaard fugge in fascia e centra per Adamu: Tatarusanu è di nuovo bravissimo a respingere il tocco ravvicinato.

La ripresa

Il secondo tempo inizia con un risultato in bilico. Chi segna adesso potrebbe indirizzare la sfida. Se gli austriaci centrano il pareggio, il Milan potrebbe andare in difficoltà. Se invece i rossoneri raddoppiano, la pratica è chiusa. Ed è quel che succede. E’ passato appena un minuto e Giroud riesce in torsione a inventarsi un passaggio per Krunic che la mette dentro di testa. Per il Salisburgo è un brutto colpo e si vede. Al dodicesimo, Leao fa una cosa che può fare solo lui, svaria da una fascia all’altra del campo, scartando mezza squadra austriaca da un bordo all’altro dell’area e poi crossa in mezzo per Giroud: botta al volo di destro ed è 3-0. Ormai c’è solo il Milan. Gran discesa di Theo Hernandez e Leao centra la traversa. Bisogna aspettare la fine comunque per vedere il poker: ticca a Messias fare il quarto gol con un bel sinistro a giro. 

Juve-Psg

La Juve «reale» di Max Allegri, quella rimasta in piedi dallo sterminio di incidenti muscolari, si presenta al cospetto dello stellare Psg, privo di Neymar, ma con una batteria di campioni che i bianconeri se li sognano. La Juve dal canto suo può vantare l’elenco delle assenze, che a modo suo è un gran bel record. Certo, se si ferma Paredes è quasi un colpo di fortuna, e lo si è visto bene appena è rimasto fuori. Ma se la vittima è Illing jr allora sono problemi, perchè i bianconeri non hanno nessuno che corre come lui. L’ultimo della lista fermato ai box alla vigilia della sfida è Kean e uno potrebbe anche chiedersi il perché questa strage. Arrivabene ha assicurato che stanno indagando. I tifosi juventini possono star tranquilli. In realtà l’hanno capito anche i più ostinati che la colpa è della preparazione, quindi dello staff di Allegri. Però è inutile piangere sul latte versato. Il boato dello Stadium è per Federico Chiesa, che sta in panchina.

Primo tempo

Poi comincia la partita e la Juve gioca con inusitato coraggio. Il primo tiro è suo, Locatelli, fuori di poco. Il primo gol, invece, è del Psg: Mbappé salta due giocatori, poi batte Szcsesny con una rasoiata da fuori area nell’angolino. Ma l’incredibile è quello che capita dopo, perché i bianconeri reagiscono e si rendono pericolosi più di una volta. Destro a giro di Locatelli, ancora lui, palla che sfiora il palo. Dopo un’azione di Mbappé, di nuovo la juve avanti con Miretti, che spreca il passaggio di Kostic non centrando la porta. Appena viene avanti il Paris semina il panico e fa meraviglie: triangolo con Mbappé, Messi tira di prina e Szcsesny para. Ma almeno in questi primi 45 minuti non è la solita Juve. Attacca e crea azioni pericolose più dei rinomati avversari. Miretti tutto solo in area prova il sinistro ed è bravissimo Marquinos a ribattere. Siamo al 34’. E poco dopo i bianconeri trovano il meritato pareggio. Il lancio, bellissimo, di piatto a effetto, per smarcare Cuadrado oltre le linee è di Locatelli, e il colombiano di testa in tuffo regala un pallone d’oro che Bonucci mette dentro in spaccata. Il primo tempo finisce qui. Ad Haifa il risultato è lo stesso, uno a uno fra Maccabì e Benfica. L’Europa League è ancora sospesa fra le due cenerentole del girone.

Secondo tempo

Nella ripresa, almeno all’inizio, è la paura che fa da padrona. La Juve ha già dato tanto per le sue possibilità nei primi 45 minuti, e sembra tornata la solita squadra di questo biennio dell’Allegri.2 il gran ritorno, che preferisce rintanarsi nei suoi possedimenti, non avendo però gli uomini adatti per fare muro a centrocampo. Anche facendo accademia, i parigini non possono fare a meno di segnare: assist di Mbappé e diagonale di Nuno Mendes che si insacca alle spalle di Szczesny. Com’è messa adesso la Juve, che ha ripreso a muoversi con il suo ritmo preferito, che è quello del passeggio, sarebbe irreale pensare di riprendere la partita. Anzi ora bisogna stare attenti all’imbarcata. L’unica speranza può arrivare da Haifa e siccome il Benfica non è la Juve di questi tempi, comincia a fare il suo e segnare le naturali distanze che la dividono da una squadra di dilettanti: prima 2-1, poi 3, poi 4, poi 5 e addirittura 6. La Juve può star tranquilla. Va in Europa League con soli tre punti in carniere, che sarebbe parecchio umiliante in generale, ma di questi tempi è grasso che cola. Poi siccome il Psg non ne ha più voglia, entra Chiesa, e Allegri butta in campo altri giovani, da Barbieri a Soulé (il più esaltato, ma anche l’unico che francamente non è ancora pronto) la Juve con i suoi ragazzi che per fortuna loro non sono mai stati allenati dai preparatori di Allegri, si mette a correre e salva la faccia. Alla fine, però con il 6-1, il Benfica è primo del girone. La Juve in Europa League. Una squadra che perde due a zero ad Haifa non crediamo possa fare tanta strada da quelle parti.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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